Alla vigilia delle festività pasquali, alla vigilia dell’apertura vera e propria della stagione turistica, ancora aggressioni, ancora violenza, ancora scippi e sassaiole contro i treni della Circumvesuviana. L’immagine della civiltà di un paese è la percezione che gli stranieri hanno dell’efficienza del “sistema trasporto”.
Stamattina, intorno alle ore 7:35, un treno della Circumvesuviana, partito da Napoli alle ore 7:09, tra le fermate di via Sant’Antonio e Via del Monte, nel territorio del comune di Torre del Greco, è stato oggetto di un lancio di pietre che ha provocato la frantumazione di un vetro ed il ferimento di un viaggiatore.
Ieri sera, tra le 20:40 e le 21:15, su tutti e tre i treni transitati per la fermata di NapoliGianturco, sempre della Circumvesuviana, sono stati effettuati tre scippi ai viaggiatori, il bottino è stato di uno smartphone, un tablet ed una collanina d’oro. Oramai siamo in piena emergenza sociale e il recente vertice alla Questura di Napoli tra i vertici Aziendali e quelli delle Forze dell’Ordine ci aveva fatto sperare che qualcosa potesse cambiare, ma visti i recenti sconcertanti eventi, ci viene da pensare che, superato “l’effetto annuncio” delle iniziative, qualcosa non ha funzionato nei meccanismi di prevenzione e repressione dei reati sui (e verso) i treni, ci viene da pensare che forse le risorse messe in campo o non sono sufficienti, oppure non sono state ben distribuite ed impiegate.
E mentre sui binari è emergenza quotidiana per guasti, aggressioni, atti vandalici, c’è chi, come il commissario governativo per l’EAV, il dottor Pietro Voci, che invoca la precettazione dei lavoratori in caso essi dovessero manifestare o scioperare per affermare i propri diritti, a lui ed a tutti quelli che la pensano allo stesso modo, diciamo che comincino a pensare finalmente alle cose serie e concrete, comincino a pensare, “loro” che lavorano comodamente in un uffici climatizzati e protetti, alla sicurezza ed alla tranquillità delle persone che viaggiano e che lavorano sui treni, prima che avvenga qualche tragedia.



