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Nola. Villa aperta e sicura, le associazioni smentiscono il sindaco e proclamano il censimento del patrimonio arboreo

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Le associazioni costituenti il comitato “Salviamo la Villa” chiedono un’urgente messa in sicurezza della villa di Nola e l’avvio in tempi brevi e certi delle cure necessarie per gli alberi giudicati guaribili dall’agronomo Palmisani.
Le numerose associazioni nazionali e locali che si sono unite in questi mesi nel comitato “Salviamo la Villa” hanno sempre evidenziato che gli alberi della villa comunale di Nola necessitano urgentemente di cure appropriate.
Il piccolo esemplare di albero di Giuda caduto venerdì 5 giugno era, infatti, affetto da un fungo nell’apparato radicale e già l’anno scorso aveva avuto un cedimento che aveva portato al crollo di uno dei tre rami principali. Inoltre, l’agronomo Matteo Palmisani, per conto del comitato di associazioni, aveva già segnalato 8 mesi fa al sindaco Biancardi la necessità di applicare dei sostegni al suddetto arbusto.
Desta particolare stupore constatare che a crollare sia stato proprio uno degli alberi non analizzati dalla perizia sbandierata dall’amministrazione comunale, contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco. Questo dimostra che l’amministrazione, benché sia consapevole dell’esistenza di un problema, si rivela ancora oggi incapace nel localizzare quali siano effettivamente gli alberi a rischio.
Il nostro comitato coglie quindi l’occasione per richiedere nuovamente un’urgente messa in sicurezza e l’avvio in tempi brevi e certi delle cure necessarie per gli alberi giudicati guaribili dall’agronomo Palmisani.
Inoltre reclamiamo l’immediato censimento degli alberi monumentali, da effettuare entro il 31 luglio come disposto obbligatoriamente dalla legge, nonché dell’intero patrimonio arboreo cittadino e la realizzazione del tanto atteso regolamento comunale. Abbiamo segnalato all’amministrazione comunale oltre venti alberi della di valore monumentale e storico, senza aver finora ricevuto risposta.
Non possiamo che sottolineare pubblicamente il tentativo subdolo di utilizzare la caduta di un arbusto malandato per accelerare i tempi di abbattimento di mezza villa comunale e cancellare con un colpo di spugna quanto in questi mesi si è provato faticosamente a costruire. Questo crollo non è imputabile alla natura, ma piuttosto al continuo pressappochismo e alla mala gestione del verde pubblico della città.

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