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De Luca ospite di Lucia Annunziata su Rai3: mezz’ora di schermaglie.

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Chi siede sulla poltrona del programma “in ½ ora” della giornalista Lucia Annunziata sa che quella sedia per tutto il tempo sarà cocente come brace. Lo stesso è accaduto ieri con ospite Vincenzo De Luca eletto, appena una settimana fa, alla presidenza della Regione Campania.

Il set non è dei più comodi perché l’intervistatrice – e padrona di casa – Lucia Annunziata, con il suo modo di intervistare, incalza il capitato-malcapitato di turno fino a sfiancarlo, a fargli perdere la pazienza; se l’intervistato fa il suo gioco, se non è sveglio e capace ed anche abbastanza sfacciato ed al tempo diplomatico, crolla sulla sedia e lo show è tutto della giornalista.

Non è stato così per Vincenzo De Luca che, ospite ieri su quel set, se l’è giocata fino oltre la mezz’ora prevista, ma è stata dura la lotta; è stato difficile trovare il tempo/spazio tra le domande e le considerazioni dell’intervistatrice per spiegare, per parlare, per dare una compiuta risposta alle domande stesse.

L’intervista inizia con una serie di considerazioni in merito ai risultati elettorali per il PD – partito di De Luca – nelle regioni d’Italia considerate “chiave” per la politica soprattutto alle ultime elezioni: si parla della Puglia, della Liguria e chiaramente della Campania. “Queste elezioni rappresentano un grande, straordinario successo PD sul piano nazionale”, ecco le parole di De Luca ad introdurre l’analisi sui risultati nazionali, accentuando l’importanza del risultato campano sul piano nazionale.
La giornalista chiede: “Quindi De Luca ha salvato la testa a Renzi? Possiamo dire che Renzi le deve qualcosa?”. Lui secco risponde: “Renzi non mi deve niente” – e continuando – “Ho fatto la mia battaglia con la determinazione feroce che mi è derivata da una campagna di aggressione che ho subito per mesi e che non ha paragone nella storia politica del paese; questa aggressione ha fatto scattare la vera reazione. Ho fatto in questi mesi la resistenza per valori di libertà e dignità”.

Sono i primi momenti: intervistatrice ed intervistato si stanno studiando a vicenda, iniziano a punzecchiarsi.

Tutti aspettano il fulcro della discussione – peraltro accennato sin dalle prime battute – il “confronto” tra il candidato eletto e la legge Severino.

La Annunziata si pone a suo dire a difesa di questa legge ed introduce l’argomento legalità e rispetto delle leggi indicandolo come un problema del sud, come se l’illegalità fosse quel gap che caratterizza il sud.
“Le leggi – queste le sue parole – è un punto etico in particolare per il sud rispettarle? E’ questo un punto per il sud su cui maturare?”
Le leggi ci sono ma in fondo possono essere aggirate e/o non rispettate, questa è – a suo dire – illegalità e chiede diretta a De Luca: “Lei non teme di avallare questo?”
Il neo-presidente chiede un minuto per poter “diradare la nebbia” sorta intorno a tutta la vicenda legge Severino, legalità e candidabilità affermando, innanzitutto, che quello della legalità non è un problema del sud, ma di tutta l’Italia e cita brevemente gli esempi del dove vengono fatti i grandi affari (Expò, Venezia), dopodiché ribadisce che: “La legalità è principio imprescindibile per chi voglia fare azione politica e lavoro politico in questo Paese.” E continua affermando: “Le leggi vanno rispettate tutte. La Severino finché c’è va rispettata rigorosamente e religiosamente. Dopodiché si ragiona nel merito; da dove nasce la legge Severino?” Qui un breve excursus legislativo chiarisce il quadro storico in cui la legge pone le sue fondamenta. Tre anni fa, nel pieno degli scandali che in Italia investivano le istituzioni, si diede una “risposta forte” al problema illegalità con la suddetta legge che, però, in più punti risulta non avere rispettato i dettami della Costituzione ed essere, quindi, una legge da rettificare.

Le parole del neo governatore della Campania in merito sono chiare: “ La Severino anticipa la pena per gli amministratori e questo rappresenta un limite di costituzionalità ed inoltre – continua – la Severino ha violato la delega del Parlamento andando a legiferare oltre che sui “reati di grave allarme sociale”, previsti in delega, sul reato di “abuso d’ufficio” non previsto in delega parlamentare e reato di cui il De Luca è, appunto, accusato.

“Se non siamo un Paese di rimbambiti – queste le parole di De Luca – se una legge non funziona sarà legittimo lavorare per correggerla. L’unica cosa ragionevole l’ha detta Raffaele Cantone, ricordando al Parlamento che c’è bisogno di un tagliando per la Severino. Io dico esattamente la stessa cosa” – e poi continuando il neopresidente della Regione Campania ha affermato: “Per la legge sono candidabile ed eleggibile, lo ha ribadito il Tar respingendo un ricorso dei Cinque stelle. Quindi sono pienamente nel rispetto della legge. Poi scatta la Severino, che avvia la procedura per la sospensione, non per la decadenza. Sino ad ora chi ha fatto ricorso è stato reinsediato, dai Tar ma anche dal tribunale civile a Bari.

“I tempi tecnici adesso che non c’è più il TAR, ma ci si dovrà rivolgere al Tribunale civile saranno più lunghi” – incalza la giornalista; “anche il Tribunale civile ha la possibilità di reinsediare in tempi brevi” – ribatte il neo-presidente.

Aspetteremo i tempi della giustizia e vedremo.
Nel frattempo De Luca – a suo dire – a colloquio con Renzi ha parlato dei problemi gravi ed urgenti della Campania, non della sua “diatriba” con la legge Severino.

La Annunziata non lascia vita facile a De Luca fino all’ultimo momento; le schermaglie tra i due si susseguono, ma è un dibattito che, sebbene sgomitando, lascia spazio a qualche chiarezza ed a spunti di riflessione. Da rivedere.

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