Una testimone racconta di un improvviso lancio di bottiglie di vetro seguito da un tentativo di linciaggio di un ragazzino, che per sfuggire ai suoi assalitori si è arrampicato su un albero. Non c’è stato nulla da fare però: il ragazzo è stato tirato giù e picchiato a sangue, selvaggiamente. Subito dopo ci sono state altre due risse. Anche in questo caso inseguimenti improvvisi culminati con botte da orbi. E’ lo sconfortante diario dell’ennesima notte di folle violenza nella movida di Pomigliano, baretti che si sviluppano lungo le vie del centro vecchio divenuto ormai da anni punto di ritrovo notturno di tutto l’hinterland a est di Napoli. Le tre risse in successione si sono sviluppate dall’una e mezza alle due e mezza della notte tra venerdi e sabato. Urla, mazzate e panico generalizzato nello spazio compreso tra piazza Mercato e le strade adiacenti, via Cavallotti, via Livorno, via Guadagno, via Terracciano. Una serata d’inferno. Ma anche una vicenda che è solo la punta di un gigantesco iceberg. Si perché le risse in quest’area ad alto rischio si stanno puntualmente consumando a cadenza regolare, da tempo. E due volte a settimana almeno. Il mercoledi e il venerdi sono le giornate più violente. « Forse aspettano che ci scappi il morto – la rabbia dei genitori dei ragazzi – forse vogliono che succeda come l’altra volta ai baretti di Chiaia: colpi di pistola e tanti giovani rimasti feriti. A quando i controlli ? ». L’area dei baretti di Pomigliano è sorvegliata da dieci telecamere, tutte funzionanti. Alcune però sono piazzate male perché puntano sugli ombrelloni dei locali. A ogni modo le altre riescono a filmare quello che succede. Le registrazioni sono fatte nel sistema a circuito chiuso del comando di polizia municipale, ubicato a pochi passi da piazza Mercato. Grazie a uno di questi video gli agenti della locale a ottobre sono riusciti a individuare il numero di targa dell’auto utilizzata dai protagonisti dell’ennesima rissa. Il filmato è stato consegnato ai carabinieri. Ma non basta. La convinzione diffusa è che sia necessario ripristinare il turno notturno di polizia municipale. Tre anni fa l’esperimento è stato condotto con successo, proprio qui, a Pomigliano. E’durato troppo poco. Un lampo. Per strutturare un servizio notturno la polizia muncipale di Pomigliano dovrebbe assumere 10 agenti. Attualmente ne ha a disposizione solo 32, quasi tutti di età compresa tra i 45 e i 55 anni. A questa carenza di uomini e mezzi si deve aggiungere quella di carabinieri e polizia. Poche se non pochissime le volanti in grado di muoversi di notte nell’hinterland nolano-vesuviano. Intanto si registrano illegalità che influiscono sulla sicurezza pubblica. « Ci sono baretti che vendono alcolici anche ai ragazzini di 13 e di 14 anni – lamentano i genitori – la responsabilità è di tutti, anche dei commercianti ». L’anno scorso il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, ha fatto chiudere i locali della movida di piazza Mercato. Motivo: troppe bottiglie di vetro lasciate sulla strada. Bottiglie peraltro utilizzate di sovente come oggetti contundenti durante le frequenti risse. E’ successo così anche l’altra notte. Comunque si tenta di mettere un po’ d’ordine attraverso l’istituzione della ZTL, la zona a traffico limitato. Cingerà tutti il perimetro della vecchia Pomigliano in cui si concentrano i locali. In base a indiscrezioni partirà venerdi prossimo. Del resto le attrezzature elettroniche, semafori e telecamere, sono pronte da due mesi. Sono state installate a settembre.



