In Italia è inesorabile la mattanza di lavoratori: già 461 tra gennaio e giugno.

“Sono molto triste, sto proprio giù…una tristezza infinita. Era un bravissimo ragazzo. Serio, dolce, una persona perbene…Era fidanzato da quattro anni”. A parlare è un amico di Vincenzo Viola, operaio manutentore di treni. Vincenzo è morto a 31 anni, l’altro ieri notte, nel capannone di manutenzione dei convogli delle Ferrovie dello Stato, a Gianturco, dove lavorava come operaio. Stava riparando il pantografo di una locomotiva quando è stato colpito da una scarica elettrica da migliaia di volts. Ha perso la vita all’istante ma la scena dell’ennesima morte bianca è stata resa più raccappricciante dal fatto che la terribile scossa ha sviluppato delle fiamme, estinte dopo alcuni minuti di panico agghiacciante da parte dei colleghi accorsi sul luogo della tragedia. Ora restano i bei ricordi di un ragazzo che in base alle testimonianze “era – ha scritto nei social un altro operaio delle ferrovie, che lo conosceva – una perla come ce ne sono pochissimi”. Vincenzo era fidanzato e viveva a Somma Vesuviana, a quindici chilometri da dove lavorava e da dove ha trovato la morte. Questo terribile lutto si aggiunge al lungo elenco tutto italiano delle morti bianche, dei continui infortuni sul lavoro di un Paese che sembra non voler mai imparare la lezione. Basti pensare che in base ai dati ufficiali dell’Inail nel periodo gennaio-giugno 2016 si sono avute 325.549 denunce di infortunio, con un aumento dell’1,9% rispetto al periodo gennaio-giugno 2015. Le denunce di infortunio mortale sono state ben 461. La distribuzione per settore produttivo evidenzia aumenti nei settori fabbricazione di mobili (da 0 a 4), fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) (da 7 a 10), industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili), fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio (da 2 a 5). E l’analisi per classi di età evidenzia un aumento significativo delle denunce per le classi tra i 50 e i 59 anni (complessivamente, per le classi in questione, si hanno 181 denunce contro le 156 del periodo gennaio-giugno 2015) e per la classe dai 25 ai 29 anni (da 13 a 20).



