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Morte di Marchionne: è scontro ai cancelli della Fiat di Pomigliano tra vigilantes e Slai Cobas

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Un duro scontro verbale tra gli attivisti del sindacato “autorganizzato” Slai Cobas e i sorveglianti aziendali si è consumato oggi davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano. I militanti stavano distribuendo in tarda mattinata un volantino propagandistico per pubblicizzare un’assemblea contro quello che definiscono “il perverso sistema Marchionne”. “A quel punto però – denunciano gli autorganizzati – i vigilantes ci hanno ordinato in malo modo di andare via perchè Marchionne era morto. Ma questo loro è stato nient’altro che un comportamento antisindacale e gravemente lesivo dei diritti dei lavoratori e delle libertà fondamentali”. Poco prima del volantinaggio Slai si era diffusa la notizia della morte dell’amministratore delegato di FCA Sergio Marchionne, deceduto stamane alle 11 in un ospedale di Zurigo, in Svizzera, dove si trovava ricoverato da un mese a causa di un cancro ai polmoni. Il manager, 66 anni, che ha portato la Fiat, prima azienda italiana, a conquistare un’azienda americana, la Chrysler, è spirato mentre accanto gli stavano la compagna Manuela Battezzato, dirigente dell’ufficio comunicazione Fiat, e due figli, Alessio e Tyler, avuti dalla moglie Orlandina. Non appena si è diffusa la notizia della sua morte la fabbrica di Pomigliano si è fermata per rispettare un silenzio di 15 minuti, come del resto è avvenuto in tutte le altre fabbriche FCA. Ma lo Slai Cobas non ne ha voluto sapere. “Abbiamo diffidato l’azienda – spiega il sindacato di base in un comunicato – a non fare nulla contro di noi per il nostro volantinaggio davanti ai cancelli. Inoltre chiederemo in tutte le sedi che i 15 minuti di silenzio vengano pagati ai lavoratori”.