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La mia penna oggi è qui a raccontare la storia di Marta e Francesco; della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia.

Tra le pagine della mia rubrica sono solita trattare gli argomenti che più mi attraggono, che più mi stanno a cuore. Come se credessi nella forza magnetica che può avere raccontare una bella esperienza per farla vivere, anche indirettamente, a chi legge.

Non è la prima volta che parlo dell’amicizia quale valore fondante della vita e dell’essenza di ognuno; quale elemento di forza e di ricchezza della vita di chi, a quel valore, crede e, quindi, gli si dedica. Sì perché all’amicizia – che è come giardino che può germogliare – ci si deve dedicare con cuore ed energia.

E’ per questo mio “credo” che oggi, con la mia penna, racconto la storia di Marta e Francesco, della loro naturale, semplice e straordinaria amicizia.

Ci sono storie che si raccontano più facilmente di altre: questa è una di quelle; un fiume in piena in cui la forza è solo bonaria perché è pura energia di vita.

Conosco, o forse è meglio dire incontro sul mio percorso, Marta e Francesco, per la prima volta, alcuni mesi fa.

Insieme hanno girato un video per il progetto “Anche io posso”. Lo guardo, li ascolto, mi commuovo, ma di più mi emoziono perché emozionano e voglio saperne di più.
Chi sono questi due matti? Una ragazza ed un ragazzo, grandi amici, come ce ne sono in giro a migliaia e che, in nome di questo loro “status” si sentono forti, quasi invincibili, così forti da superare ostacoli e barriere che potrebbero allontanarli dalla realizzazione dei loro sogni.

Avventurieri e sì, un po’ matti, perché per fare ciò che insieme hanno fatto, ci vuole coraggio ed anche tanta voglia di buttarsi nella vita.

Francesco e Marta sono un apneista ed una psicologa, rispettivamente nati al sud ed al nord del nostro belpaese; innamorati del mare, delle sue profondità e dei suoi colori, luogo in cui puoi perdersi e ritrovarsi.

Si incontrano proprio al mare, in Salento, durante una vacanza e, parlando, si accorgono che, ad incontrarsi, è stato anche il loro animo. Si riconoscono, si scelgono, sono amici. Così nasce l’avventura (le avventure) che ci raccontano con la naturalezza e l’entusiasmo che l’amicizia regala.

Così Francesco conduce Marta – che ha la Sma, una malattia rara che non le permette di camminare né di muoversi, ma che non per questo si ferma – prima tra le profondità di una piscina, poi tra le profondità e le immensità del mare.

Fidandosi ed affidandosi l’uno all’altro affrontano e superano paure e prove che la vita, la giornata e il mondo gli pongono davanti.

Così, sfidando i propri limiti e sfidandosi vicendevolmente, affrontano insieme il cammino di Santiago: 300 km a piedi, in 14 giorni, da León a Santiago de Compostela.
Giorni e chilometri offrendo l’uno la propria forza all’altro, il sostegno, la presenza. Un’esperienza indimenticabile!

A pensarci è forse facile immaginare tra i due una figura più forte perché autonoma; vedendoli ed ascoltandoli parlare – a me è capitato quando li ho incontrati – si percepisce forte l’equilibrio tra i due amici; l’equilibrio del dare ed avere a prescindere, l’equilibrio del credere allo stesso fortissimo valore che è l’amicizia. Valore arcaico, innato eppure oggi, molto spesso, svuotato, svalutato e, per alcuni, sconosciuto.

“E’ stata l’amicizia con Marta a farmi sentire capace di ciò che ho fatto” – dice Francesco – “Marta è grinta” afferma.

Marta ribatte dicendo: “Francesco è istinto, questo penso guardando lui” e, continuando: “ognuno di noi sarebbe meno di niente se non avesse l’altro; in generale, nella vita, c’è uno scambio continuo”. Ed è questa l’amicizia.

A me personalmente Marta infonde grande energia: ha due occhi ed un sorriso che rallegrano quanto una giornata di sole e la grinta di cui il suo amico parla, sa trasmetterla sin dal primo sguardo.
Francesco mi emoziona quando dice: “Io so che Marta per me ci sarà sempre! Lei mi ha dato la certezza di avere un’amica sulla quale potrò sempre contare.”
E’ questa la forza che, io credo, innesca in noi l’amicizia: il sapere di non essere mai, nel nostro cuore, soli.

Shakespeare disse: “Quegli amici che hai, la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d’acciaio”.
Ecco, Marta e Francesco, ne sono certa, sono aggrappati all’anima con uncini d’acciaio.

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Fonte foto: rete internet

piscina

Marta e Francesco giunti alla meta. La piazza della Cattedrale di Santiago de Compostela
Marta e Francesco giunti alla meta. La piazza della Cattedrale di Santiago de Compostela