Sant’Anastasia, esce di casa per andare a lavare l’auto. Denunciato dalla Polizia Locale

Altri due provvedimenti che, grazie al controllo della Polizia Locale al comando di Pasquale Maione, sono stati applicati a persone che erano uscite di casa senza valido motivo, in barba ai decreti.

Altri due provvedimenti che grazie al controllo della Polizia Locale al comando di Pasquale Maione sono stati applicati a persone che erano uscite di casa senza valido motivo, in barba alle disposizioni adottate da Regione e Governo per l’emergenza coronavirus.

Uno di loro, un uomo di circa cinquant’anni, fermato dagli agenti, si è giustificato dicendo che stava portando a lavare l’auto. L’altro, più o meno della stessa età, è stato trovato in un’area pubblica senza giustificati motivi. Entrambi sono stati sanzionati.

Coronavirus, al Pascale il via allo studio clinico sul Tocilizumab

E’ partita stamattina al Pascale di Napoli la sperimentazione clinica del Tocilizumab, il farmaco finora usato nell’artrite reumatoide e che ha dato miglioramenti nel trattamento della polmonite che complica l’infezione da Covid 19. Una complicanza temuta che si spera possa essere resa meno grave grazie al farmaco, riducendo la letalità della malattia. Si lavorerà secondo il protocollo approvato in tempi record da AIFA e dal Comitato Etico in una sinergia tra ricercatori e istituzioni di tutta Italia, passando per l’Università di Modena e lo Spallanzani, forse, mai vista prima d’ora.

Una sinergia tra diverse branche della medicina per affrontare l’emergenza, ognuno con il suo bagaglio di esperienza e capacità operativa. Il gruppo, coordinato dall’equipe di Franco Perrone, oncologo del Pascale come l’altro oncologo, Paolo Ascierto, il primo in Italia ad avere avuto l’intuizione di trattare il farmaco off label, si muoverà su una piattaforma informatica dove vengono raccolti i dati di tutti i pazienti degli ospedali italiani che verranno trattati con il farmaco.

I centri si iscriveranno con una procedura di qualche minuto, via internet, e potranno registrare pazienti da trattare nelle prossime ore e giorni. Sempre tramite la piattaforma partiranno due volte al giorno gli ordini per il farmaco, che la casa farmaceutica Roche che lo produce, spedirà direttamente alle farmacie dei centri. Ci vorranno mediamente 24 ore per il trasporto.

Coronavirus, positivo al tampone il sindaco di Saviano

Carmine Sommese, sindaco di Saviano, è risultato positivo al tampone del Covid-19. A svelarlo lo stesso primo cittadino con un post su facebook: “Solo nelle ultime ore ho avuto la conferma di essere positivo al Covid-19. Sto bene, ma dovrò rimanere in isolamento per i prossimi giorni, mettendo in campo tutte le risorse per proseguire il mio lavoro. Per ovvie ragioni, chiunque abbia avuto contatti con me nelle scorse due settimane dovrà contattare immediatamente le Autorità sanitarie, allorquando dovessero manifestarsi sintomi comuni del coronavirus (febbre oltre 37,5 gradi, difficoltà respiratorie, tosse)”.

“Nell’interesse di tutti vi invito ancora una volta a restare in casa, rispettando rigorosamente e con senso di responsabilità, tutte le misure adottate per la prevenzione ed il controllo della diffusione del coronavirus. – continua Sommese – La mia professione di medico ed il mio ruolo di Sindaco mi hanno inevitabilmente esposto ad un maggiore rischio di contagio. Spesso si rimane feriti da ciò che più si ama, dal mio aver combattuto, in prima linea e senza risparmiarmi, la battaglia che tutti noi stiamo vivendo. Attinto da una malattia silente e diventato paziente, rafforzo il mio amore per la medicina e la dedizione alla mia cittadina, perché la mia esperienza di contatti umani e di quanti a me si sono affidati mi ha reso migliore, oggi più di ieri. Tornerò presto a contrastare questa emergenza sanitaria, insieme ne usciremo vincitori”, conclude.

(fonte foto: rete internet)

Pollena Trocchia, attivati il servizio trasporti malati gravi e il supporto psicologico telefonico

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal comune di Pollena Trocchia.

Contenimento della diffusione del nuovo coronavirus e sostegno per la gestione della fase emergenziale, l’amministrazione comunale di Pollena Trocchia mette in campo due nuove misure: il trasporto socio-sanitario per malati gravi e il supporto psicologico telefonico. Il primo servizio è rivolto a malati gravi residenti nel comune di Pollena Trocchia e impossibilitati e raggiungere le strutture di assistenza sanitaria, che dunque necessitino di trasporto per terapie o visite mediche indifferibili. Il servizio, svolto con la collaborazione dell’Associazione Misericordia Croce San Giovanni ODV, è attivo su prenotazione al numero 388.6252154. Il supporto psicologico telefonico gratuito sarà invece svolto grazie alla collaborazione con alcune professioniste del territorio, la dottoressa Azzurra Viscione e la dottoressa Sara Cocozza. I cittadini che vorranno usufruire del servizio, svolto nel rispetto della normativa vigente sulla privacy, potranno telefonare in anonimato tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 ai seguenti numeri 081.19503372 (dr.ssa Viscione) e 081.19503385 (dr.ssa Cocozza). «Nell’ambito dei servizi sociali, fin dall’inizio di questa fase emergenziale, abbiamo assunto misure e attivato servizi per fornire alla cittadinanza assistenza nella maniera più completa possibile. Agli iniziali servizi di spesa e commissioni a domicilio e allo stop al pagamento delle rette dell’asilo nido comunale affianchiamo ora il trasporto per i malati gravi e, visto il prolungarsi e l’aggravarsi della crisi e dell’obbligo di permanenza a casa, anche il supporto psicologico gratuito via telefono» ha spiegato l’assessore alle politiche sociali e vicesindaco Pasquale Fiorillo. «In questi giorni stiamo lavorando senza sosta su due fronti. Da una parte le misure di sostegno alla popolazione, nelle quali si inquadrano questi ultimi due provvedimenti, dall’altra le attività volte al contenimento della diffusione del covid-19, che ci hanno portato a disciplinare gli accessi o a chiudere del tutto attività e luoghi non essenziali nonché alla sanificazione dell’intero territorio comunale» ha sottolineato il sindaco di

Coronavirus, un nuovo decesso in Campania: è il parroco di Caggiano(SA)

Nuova vittima in Campania per Coronavirus: si tratta del parroco di Caggiano (Salerno), don Alessandro Brignone. Aveva 45 anni. Il cuore del parroco ha cessato di battere questa mattina intorno alle ore 6 nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Polla (Salerno) dove era ricoverato da martedì sera. Il sacerdote, originario di Salerno, si era infettato partecipando ad un incontro di neocatecumanali svoltosi a fine febbraio in una struttura alberghiera di Atena Lucana (Salerno). Dallo stesso incontro é partito il focolaio del Covid -19 nel Vallo di Diano che ha portato alla messa in quarantena di quattro comuni: Atena Lucana, Caggiano, Polla e Sala Consilina. (ANSA).

VinGustandoItalia, diventare “Quasi Sommelier” in poche lezioni.

 

…da oggi e per i prossimi articoli, scriverò  le lezioni e vi farò diventare “Quasi Sommelier”…

Cari lettori, in questo periodo di incertezza e di sconforto, a causa della drammatica situazione che stiamo vivendo, ho sospeso (giustamente) i miei corsi di avvicinamento al vino, per ottemperare alle direttive governative. Allora mi è venuta un’idea: Perché non scrivere le lezioni e portare un po’ di conoscenza enogastronomica a tutti? Così da oggi e per i prossimi articoli, scriverò  le lezioni e vi farò diventare “Quasi Sommelier”. Pochi incontri per scoprire, conoscere e imparare a scegliere il vino. Un corso tagliato su misura per capire e valutare sfumature di colore, profumi e sapori del vino; un vero e proprio percorso sensoriale alla scoperta dell’essenza che si nasconde dietro un calice di vino; la tecnica per saper abbinare al meglio cibo/vino.

1 Lezione: Un po’ di teoria.

Iniziamo spiegando chi è il Sommelier e quali sono le sue funzioni. Un tempo era considerato il cameriere del vino, ma oggi le cose son cambiate. Il Sommelier è una figura professionale a tutto tondo che deve avere capacità relazionali e dialettiche, inoltre deve ben conoscere le tecniche di degustazione; deve avere competenze relative alla vitivinicoltura, all’enologia. Deve conoscere bene e saper applicare il metodo di abbinamento cibo/vino, deve conoscere le principali norme del galateo relative alla mice en place ed alle tecniche di servizio. Un buon Sommelier deve saper scegliere il bicchiere adatto, la corretta temperatura di servizio, la successione dei vini a tavola, ma deve sapere a menadito il Rito dell’apertura della bottiglia così come la gerarchia della servita ad un tavolo. Inoltre deve saper redigere una carta dei vini e saper far fronte alla rotazione delle scorte in cantina. Mica cosa da poco. Ma quali sono i suoi strumenti, gli attrezzi del mestiere? Al Sommelier necessita un cavatappi doppia alzata, un termometro per alimenti liquidi, una pinza per tappi, uno stopper, un decanter, un suaglass, un cestello porta bottiglia, un bicchiere da degustazione. Tanta roba, che pero viene presa soltanto all’occorrenza, andiamo per gradi. Ricordate che il vino va presentato alla sinistra del commensale e va versato alla destra dello stesso, sempre con l’etichetta rivolta verso il cliente. La bottiglia va aperta al tavolo, potete rifiutarvi di accettare una bottiglia portata già aperta. Cosa fondamentale quando il nostro amico Sommelier vi presenta un vino è la temperatura di servizio, è si…iniziate a ricordare che le basse temperature aumentano le durezze e le alte temperature aumentano le morbidezze , lo so lo so vi state chiedendo ma che sono le durezze e le morbidezze? Ve lo spiego: La morbidezza del vino è un’esperienza (piacevole…) che la bocca vive allorché il prodotto contenga una serie di componenti fra cui, in primis, glicerolo (un polialcolo derivato dalla fermentazione alcolica), zuccheri, alcoli. Un vino risulta pertanto pastoso, morbido, abbastanza morbido, poco morbido, spigoloso – e quest’ultimo aggettivo “dice” tutto . Quanto alla durezza del vino, essa è viceversa dovuta ad una serie di componenti fra cui gli acidi, i sali minerali, i tannini. Se significativa, impatta in bocca provocando ovviamente sensazioni di freschezza ma di acidità ove in eccesso, di sapidità ma di salato ove in eccesso, di tannico ma di astringente ove in eccesso. Il nostro Sommelier deve conoscere la gerarchia della mescita ad un tavolo. Facciamo questo indovinello: Al tavolo vi sono sedute 6 persone, un Prelato, un Autorità riconosciuta, una Donna Anziana, una Donna Giovane, un Uomo Anziano, un Uomo Giovane. Il ragazzotto per fare lo sborone chiede una buona bottiglia, chi deve essere servito per prima? La prima mescita va sempre a chi ha richiesto il vino per l’assaggio e poi? E poi il Prelato, è si la chiesa vince sempre, poi l’autorità riconosciuta, poi la donna anziana, poi la donna giovane, poi l’uomo anziano ed infine il ragazzotto. Ricordate che il buon vino si fa in vigna, e fondamentale sono le condizioni pedoclimatiche: Altitudine, latitudine, terroir e clima oltre alla scelta del vitigno. Esistono tre vinificazioni, rosso, rosato bianco, anche da un uva rossa si può produrre vino bianco, basta separare il mosto fiore dalle bucce, perché il colore è dato proprio dalle bucce. A chi non è capitato aprire una bottiglia e sentire un odore di muffa, ed il vino con un sapore sgradevole,  “odore di tappo”, ma sapete cosa vuol dire? “Odore di Tappo” che altro non è che un fungo o una muffa (Armillaria Mellea, Tricloroanisole), che si sviluppano alla base della pianta durante la crescita  e imprimono al sughero odore pungente che si trasferisce al vino. Credo che basti così per iniziare, vi rimando alla prossima lezione dove spiegherò le differenze tra Vino aromatico, Vino aromatizzato, Vino frizzante, Vino Spumante, Vino liquoroso e Vino passito. Alla prossima , senza mai dimenticare il mio motto, Le tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”.

Marigliano, RI.GENERA: l’amministrazione comunale stoppa il nuovo sito di trattamento rifiuti

Improvvisa svolta nell’ennesima bega rifiuti che coinvolge la città: il Comune di Marigliano ha avviato il procedimento di annullamento del permesso a costruire rilasciato nell’agosto del 2015 alle ditte Soc. So.F.Invest srl (proprietaria) e “RI.GENERA s.r.l.” (affittuaria).

La determina n.58 del 4 agosto 2015 autorizzava, infatti, la realizzazione di un opificio industriale a servizio dell’attività di gestione di rifiuti in “regime semplificato” (una deroga di legge all’autorizzazione all’esercizio di una attività di recupero di rifiuti). Con una nuova determinazione pubblicata in Albo Pretorio il 18 marzo 2020, a firma del responsabile del settore IV, l’architetto Sabato Esposito, il procedimento viene annullato per chiara illegittimità urbanistica, sottolineata dall’assenza del preventivo e obbligatorio provvedimento autorizzatorio unico regionale (soggetto competente) ai sensi dell’ex art.27bis TUA o ex art.208 TUA. In pratica la società RI.GENERA, per l’ottenimento del permesso di costruire rilasciato nel 2015, pare abbia prodotto certificazioni che successivamente, in seguito a nuovi accertamenti, sono state rilevate come inidonee: di conseguenza quel permesso va annullato.

Con questo atto amministrativo in pratica si blocca, per il momento, l’arrivo di circa duecentomila tonnellate di rifiuti che sarebbero state trattate all’interno del nuovo sito in costruzione a ridosso dell’isola ecologica, lungo via Nuova del Bosco, periferia nord di Marigliano.

Esulta Saverio Lo Sapio, consigliere di maggioranza ed esponente dei Verdi – autosospesosi nel novembre 2019 – che sul suo blog Oxigeno chiarisce anche gli ultimi sviluppi dell’intricata vicenda: “Il TAR con ordinanza n. 95 del 16 gennaio 2020 ha chiarito che il decreto della Regione era solo un semplice parere: in effetti era accaduta ancora una volta una cosa strana e poco chiara, come strano e poco chiaro è questa nuova autorizzazione (anche questa sarà impugnata) giunta dalla Regione stranamente proprio in questi giorni di piena emergenza Coronavirus”.

Nell’inverno del 2018 il consigliere Lo Sapio si era battuto in prima persona, riuscendo in breve tempo a coinvolgere l’intera comunità, per lanciare e sostenere una petizione in città che alla fine aveva fatto registrare oltre tremila firme, tutte per dire no alla richiesta della società RI.GENERA di accogliere sul suolo comunale tonnellate di rifiuti pericolosi e non. Da allora, coadiuvato dall’amministrazione comunale e anche da esponenti dell’opposizione, il suo impegno non si è mai fermato, fino a ottenere il successo confermato nero su bianco dalla determina di queste ore. “Al fine di portare alla luce tutti i lati oscuri di questa vicenda, il 20 gennaio 2020 ho depositato una denuncia alla Procura della Repubblica di Nola, e un’altra è stata consegnata al Comandante della Polizia Locale, Emiliano Nacar, il cui interessamento ha prodotto importanti progressi, anzi una svolta fondamentale direi”, ha chiarito ulteriormente il consigliere.

Seguiranno senza dubbio aggiornamenti in questa battaglia legale che sembra proprio una storia infinita fatta di cavilli giudiziari, deduzioni e controdeduzioni.

Il Punto di Vista su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Negli ultimi giorni il tempo si è dilatato. Il tema della sicurezza urbana per questa rubrica era stato proposto qualche giorno prima che l’emergenza totalizzasse a livello mondiale tutti i canali di informazione, social compresi.

Detto ciò, non ci sembra anacronistico proporre entrambi gli interventi giunti in redazione. Quello dell’avvocato Vittorio De Filippo che ci aiuta a capire, codici e decreti alla mano (una volta di più) come comportarci per non trasgredire alle nuove regole che in questi giorni hanno modificato radicalmente – e non si sa per quanto ancora – i nostri stili di vita.

D’altra parte l’intervento di Giuseppe Auriemma ci riporta alla mente una città che, pur non in tempi in cui si ha paura del contagio dell’altro, avrebbe bisogno di «cure», precise e radicali. E non di «tamponi» per ovviare alle emergenze quotidiane. Tornerà forse di moda, lo auspichiamo, la questione sicurezza come la intendevamo poche settimane fa, quando le paure erano altre. La delinquenza, gli atti vandalici…non certo il contatto umano.

Due contributi ai quali si aggiunge quello di Francesca Allocca, medico. Fa il punto, la dottoressa Allocca, su quanto sia paradossale un Paese che manda in trincea giovani medici appena laureati e su quanto i nostri governanti stiano invece ancora mostrando scrupoli nel dire stop, almeno per un anno, agli accertamenti fiscali.

Passerà. Lo dicono i corsi e ricorsi storici.

Il Punto di Vista di Giuseppe Auriemma su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Il punto di vista di Giuseppe Auriemma, inviatoci in verità qualche giorno prima che l’emergenza coronavirus esplodesse totalizzando l’intera informazione, ma quando già c’era nell’aria il rischio e la paura per il virus in arrivo dalla Cina, si sofferma sulle criticità della sicurezza a Somma Vesuviana. 
La sicurezza in una città è un tema importante del nostro tempo e una sfida che coinvolge diversi strumenti e conoscenze per affrontare la complessità del problema. Nella nostra Somma Vesuviana, la sicurezza è sempre più avvertita come emergenza e necessità per migliorare la qualità della vita e il benessere dei suoi abitanti. E – proprio in un periodo dove la “paura del contagio e dell’altro”, si fa forte e determina uno stato di insicurezza collettiva, che genera diffidenza e paura – avere strade, piazze e luoghi significativi della vita collettiva sicuri, può fare la differenza. Gli avvenimenti di cronaca degli ultimi giorni ci riferiscono una crescente preoccupazione (spesso vera e propria indignazione), dovuta a diversi furti e rapine nelle case della diffusa periferia della nostra città. Nessuno si sente più al sicuro; nemmeno nella propria abitazione. Che fare? Improcrastinabile la necessità di azioni e interventi per la cura dei luoghi degradati e dei luoghi di importanza comune, piazze, cimitero, Santa Maria a Castello, e molte aree di periferia, insieme ad una adeguata prevenzione dei fenomeni di violenza urbana.
Negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni da parte dei cittadini circa il degrado e la scarsa sicurezza in cui versano alcune aree della piazza principale, piazza Vittorio Emanuele III, nelle ore serali e non solo, e in alcuni punti meno frequentati, come l’area di passaggio tra via Aldo Moro e la piazza, oppure la cupa San Giorgio, mai veramente restituita alla sua funzione e vivibilità.
La problematica fu oggetto di una mia interrogazione consiliare quattro anni fa (prot. 399 del 11.01.2016), a seguito di atti vandalici denunciati, uno addirittura a scapito dell’auto dell’allora parroco della chiesa di San Giorgio, a cui furono squarciate le 4 ruote dell’auto. Sono seguiti una serie di eventi allarmanti,  tra cui scippi e intimidazioni subite dai cittadini, terrorizzati anche da atteggiamenti violenti mostrati da persone in stato di ebbrezza, tossicodipendenti, bande di ragazzi con comportamenti a due poco antisociali.
La domanda che vorrei ci ponessimo ora è: cosa è cambiato negli ultimi quattro anni? Abbiamo da tempo la presenza di telecamere in diversi punti della Piazza. Ma quanto sono davvero efficaci? Sono realmente presidiate con un controllo anche videoregistrato? La presenza delle forze dell’ordine – utile per la tutela della sicurezza e il rispetto delle ordinanze riguardo la viabilità e la vivibilità – è sufficiente o è scarsa?
Garantire la sicurezza significa proteggere il normale svolgimento delle attività quotidiane sul territorio, con il presidio degli spazi significativi insieme a una prevenzione adeguata dei fenomeni di disagio e degrado sociale. Promuovere la sicurezza significa trasmettere ai cittadini la certezza di potersi muovere e interagire in spazi protetti e vivibili, così da favorire e invogliare le relazioni sociali, l’integrazione, anche multietnica, e un’ordinata e civile convivenza.
Ma cosa si potrebbe fare? Cosa non si è fatto?
È importante che vi siano iniziative di promozione e prevenzione per rispondere al diffuso degrado e disagio sociale rivolti soprattutto ai giovani. Di queste non si hanno purtroppo notizie. Sarebbe utile una programmazione annuale e un tavolo istituzionale per attivare politiche giovanili da anni assenti sul nostro territorio. E’ ormai indispensabile un programma di informazione e formazione per i cittadini, per coinvolgerli e per fronteggiare i fenomeni di violenza urbana e gli atti di vandalismo che sono all’ordine del giorno.
Infine, una proposta: l’istituzione di Assistenti Civici, già sperimentati in molti comuni in Italia, volontari, in età lavorativa o pensionati, ben formati e disponibili a impegnare una parte del loro tempo a favore della collettività. Sono cittadini, cioè persone con senso civico e buona volontà che non si limitano a notare le cose che non vanno, magari lamentandosi con il Comune, ma si impegnano in attività di supporto alla polizia locale, per prevenire l’insorgere di problemi, attraverso un monitoraggio del territorio assegnato, segnalando eventuali comportamenti incivili e problematiche.
                                                          Giuseppe Auriemma

Il Punto di Vista di Vittorio De Filippo su…la sicurezza ai tempi del Coronavirus

Notizie utili e informazioni da metabolizzare nell’intervento dell’avvocato Vittorio De Filippo il quale, più che fornire la sua opinione, ha deciso di ripercorrere punto per punto gli interventi legislativi da rammentare. 

Nelle ultime settimane numerosi sono stati gli interventi legislativi del Governo nazionale e di quelli regionali finalizzati ad emanare misure di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica COVID-19. Dato certo è che dal 9 marzo l’Italia intera è blindata da stringenti misure destinate al contrasto del virus.

Il D.P.C.M. 9 marzo 2020, dettando ulteriori disposizioni in attuazione del D.L. n. 6/2020, ha esteso, a tutta la penisola italiana e fino al 3 aprile 2020, le 18 misure già contemplate dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, art. 1, inizialmente valide per talune province del Nord Italia.

Per quel che interessa in questa sede, la lettera a) dell’art. 1, D.P.C.M. 8 marzo 2020 ha imposto a tutti i cittadini il divieto di spostamento dalla propria dimora, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute; l’intento è chiaramente quello di prevenire ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Con direttiva dell’8.3.2020, il Ministero degli Interni ha sancito che il cittadino può dimostrare le esigenze lavorative, le situazioni di necessità ed i motivi di salute attraverso l’esibizione di un’autodichiarazione rilasciata ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, secondo il modello ministeriale appositamente predisposto, da ultimo modificato in data 17.3.2020 (ora bisogna attestare anche di non essere in quarantena). Ancora più importante, la medesima direttiva ha, inoltre, precisato che, nel caso di posto di blocco, l’autodichiarazione può essere resa seduta stante dal cittadino utilizzando i moduli messi a disposizione dagli operatori delle Forze dell’Ordine; in tal modo si è evitato un ulteriore onere a carico dei cittadini di doversi premunire della relativa documentazione.

In caso di violazione del detto obbligo, l’art. 4 del DPCM 8 marzo, al II comma, ha stabilito che l’illecito è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, secondo cui: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione… di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”. Per completezza, va chiarito che i più gravi reati ipotizzabili potrebbero identificarsi in: “Resistenza a pubblico ufficiale” (art. 337 c.p.), per chi, nel fuggire dalle forze dell’ordine, resista alle stesse; Delitti colposi contro la salute pubblica (452 c.p.), che va a punire chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 (Reato di “Epidemia”) e 439 (Reato di “Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari”) c.p..

È importante precisare che ai sensi del citato art. 4 sono sanzionati col reato contravvenzionale ex  art. 650 c.p. solo le violazioni degli “obblighi” contenuti nel suindicato D.P.C.M., rimanendo escluse quelle relative alle “raccomandazioni” ivi contemplate.

A titolo esemplificativo, dunque, non commette reato colui che si allontana giustificatamente dalla sua dimora privo dell’autodichiarazione, atteso che, ai sensi della direttiva del Ministero degli Interni, la stessa, in caso di fermo,  può essere resa seduta stante dal cittadino mediante la compilazione dei moduli messi a disposizione dagli operatori delle Forze dell’Ordine.

Per quel che concerne l’autodichiarazione da rendersi ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000, è lo stesso modello ministeriale a prevedere le possibili ipotesi di reato in cui potrebbe incorrere il cittadino. In particolare: art. 76 del DPR n. 445/2000, che invoca i reati di falso, anche commessi ai danni di pubblici ufficiali; art. 495 c.p. recante “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”, il quale sanziona il fatto illecito con la la pena della reclusione da uno a sei anni.

Volendo anche in tal caso esemplificare, il cittadino che si allontana dalla sua dimora, residenza o domicilio, in assenza di comprovate giustificazioni, oltre a violare il precetto di cui all’art. 650 c.p. (salvo che il fatto non costituisca un più grave reato), potrebbe incorrere nell’ulteriore reato ex artt. 76 DPR 445/2000 e 495 c.p. qualora, al posto di blocco, rendesse al Pubblico ufficiale false dichiarazioni e/o attestazioni.

Situazione del tutto peculiare è, invece, quella che riguarda i cittadini della Regione Campania. Il Governatore, infatti, con ordinanza n. 15 del 13.3.2020 ha disposto ulteriori restrizioni, rispetto a quelle già gravi contemplate dai sopra menzionati D.P.C.M.; infatti, con decorrenza immediata e fino al 25.3.2020, è stato sancito che: “su tutto il territorio della Regione è fatto obbligo a tutti i cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni”, salvo la sussistenza di comprovate giustificazioni (vedi D.P.C.M. 8/9 marzo 2020).

Secondi illustri giuristi, la predetta disposizione evidenzierebbe profili di illegittimità costituzionale, in quanto lederebbe il diritto alla libertà di circolazione, di cui all’art. 16 della Costituzione.

Ad ogni buon conto, la citata ordinanza regionale ha avuto, altresì, modo di precisare che:

  • “…sono considerate situazione di necessità quelle correlate ad esigenze primarie della persona…e degli animali affezione, per il tempo strettamente indispensabile e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora”;
  • è consentita la presenza di un accompagnatore solo in specifici casi, quali: “spostamento per motivi di salute, ove lo stato di salute del paziente ne imponga la necessita”; “spostamenti per motivi di lavoro, purché si tratti di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di esse”.

Anche sotto il profilo sanzionatorio, il Governatore campano ha superato le disposizioni statali, prevedendo a carico dei trasgressori, oltre l’applicazione delle pene di cui al reato ex art. 650 c.p., anche la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni.

Con un successivo chiarimento (n. 6 del 14.3.2020), inoltre, il Presidente della Regione Campania ha precisato che: “L’attività  sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’Ordinanza n. 15 del 13 marzo 2020”.

Anche sotto tale ultimo aspetto l’ordinanza regionale supera le disposizioni del D.P.C.M. 9 marzo 2020, ove all’art. 1, III comma, si autorizza la pratica sportiva svolta all’aperto “…a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.

Sta di fatto che il TAR Campania, con decreto cautelare reso il 18.3.2020, ha ritenuto legittima l’ordinanza n. 15 del 13.3.2020. Al momento, dunque, vietato in Campania fare sport in luoghi pubblici.