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Discariche interrate, emissioni inquinanti, malattie e smog: la crociata di don Peppino

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Il parroco della chiesa madre di Pomigliano parla delle passeggiate del circolo Laudato si’ nei luoghi dello scempio ambientale a Pomigliano

Don Peppino, la chiesa locale ha trovato una chiave di lettura che sembra convincere: trasformare le processioni religiose in un appuntamento popolare contro l’inquinamento…

“Quello che stiamo facendo si iscrive nel programma del circolo Laudato si’ di San Felice. Si tratta di passeggiate, nell’ultimo caso per esempio nella masseria Ciccarelli Fornaro, ieri sera, che ha visto la partecipazione di tante persone . Qui ci sono numerose criticità ambientali. Da queste parti per esempio c’è una fabbrica che inquina fortemente. Sul suolo cadono quotidianamente polveri scure, sui balconi, sulle case. Gli abitanti che vivono in quella zona vivono chiusi nei loro alloggi, non fanno uscire i loro bambini. C’è un’incidenza di malattie, anche gravi, troppo elevata. Abbiamo esposto il problema al sindaco, gli abbiamo anche detto di insistere sulla proprietà affinché venga persuasa a spostare quella fabbrica in una zona industriale idonea”

Ci può descrivere il vostro obiettivo principale ?
“A noi interessa che i problemi della gente vengano presi in considerazione, che i cittadini siano ascoltati. Noi come cristiani sentiamo che è fondamentale impegnarci per un ambiente pulito. A noi interessa il bene della collettività. Tutti hanno diritto alla salute: lo sancisce la nostra costituzione”

Ieri che tipo di sensibilizzazione avete messo in atto ?
“Abbiamo parlato insieme e visto un video che punta a rendere consapevoli i cittadini a comprendere i danni provocati dall’inquinamento”
Lei personalmente cosa pensa della discarica di cava Castello, realizzata dai boss della zona che poi sopra vi hanno anche costruito le loro ville ? La discarica interrata si trova proprio accanto a masseria Ciccarelli Fornaro…
“Provo orrore, perché è veramente un megamostro. Non è possibile che un mostro del genere sia stato realizzato in assenza di controlli. Io denuncio chi non ha voluto vedere in quel periodo. Non è possibile che chi doveva controllare non abbia fatto nulla per impedirlo, per proteggerci. All’epoca la politica tenne gli occhi chiusi. Mi auguro che ciò non accada ancora. Io incoraggio l’attuale amministrazione da una parte a essere molto rigida e dall’altra ad evitare che nascano altre fonti di inquinamento come l’impianto di compostaggio dei rifiuti. Mi unisco al grido di disapprovazione che proprio in questi giorni il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, ha levato contro l’arrivo di impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. Le due chiese, quella di Pomigliano e quella di Acerra, si sono unite nella difesa del Creato”

Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena

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Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena.  Qualche nota di storia.

 

La statua, voluta da Padre Rocco, ricorda che sul Ponte della Maddalena nel 1767 San Gennaro “fermò” la lava del Vesuvio che stava minacciando la città di Napoli. San Gennaro non fece il miracolo durante l’eruzione del 1872: il giornale londinese “The Graphic” dedicò un articolo e un disegno eccessivi alla “delusione” dei Napoletani. Il Ponte, l’edicola del Santo e i resti dei “Granili” possono costituire una metafora della Napoli apollinea e della Napoli dionisiaca. L’articolo è corredato con l’immagine del quadro di Oswald Achenbach “Il ponte della Maddalena”.

 

Il Ponte della Maddalena, che prese il nome della vicina chiesa, è stato un “luogo” fondamentale della storia di Napoli. Racconta Vittorio Gleijeses, citando il “Viaggio in Italia” del La Lande, che c’era presso il ponte un edificio in piperno, in cui venivano impiccati i condannati a morte: i cadaveri, solo quando incominciavano a putrefarsi, venivano staccati dalle forche e sepolti sulla spiaggia di Vigliena “insieme agli eretici e ai seguaci di altre religioni”. Nel 1768 sul ponte, che nel 1747 venne rifatto su disposizione di Carlo di Borbone e che nel1799 sarebbe stato teatro di aspri combattimenti tra i francesi di Championnet e le truppe filoborboniche,  il famoso frate domenicano Gregorio Maria Rocco, “più potente del re” secondo Alexandre Dumas, fece costruire un’edicola con la statua di San Gennaro e commissionò l’opera a Francesco Celebrano. Era un solenne ringraziamento per il miracolo che San Gennaro aveva compiuto nel novembre dell’anno precedente, quando la lava del Vesuvio era arrivata, dopo aver devastato villaggi e campi, poco lontano dal Ponte.

I Napoletani atterriti, guidati da Padre Rocco, avevano portato “contro” la lava la statua del Patrono di Napoli, e il torrente di fuoco si era subito fermato, e la furia del vulcano si era spenta. Il miracolo venne ricordato anche con una epigrafe. Racconta Ludovico de la Ville sur Yllon che nel 1778 il papa Clemente VII fece collocare sulla base dell’edicola un’altra epigrafe in cui si comunicava che venivano concessi cento giorni di indulgenza a tutti i “fedeli” che adoravano quella statua del Santo Patrono di Napoli. Ma durante l’eruzione del 1872 accadde qualcosa di sorprendente. Il 27 aprile il Vesuvio si scatenò: si aprirono più bocche e la lava scese a valle così vasta e minacciosa che il Prefetto ordinò che gli abitanti di Resina, di Massa di Somma e di San Sebastiano abbandonassero le case e restassero nei paesi solo le squadre dei carabinieri e dei soldati per evitare l’arrivo dei saccheggiatori. Già il 24 una “vampa improvvisa” aveva colpito “con proiettili infuocati e ucciso” degli “infelici curiosi”, che ingannati dall’improvvisa tranquillità del vulcano e non tenendo in alcun conto gli avvertimenti di Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio, erano saliti verso il cratere, “accompagnati da guide inesperte”. Morirono, scrisse il Palmieri, una decina di persone.

Nella giornata del 28 i Napoletani si affollarono sul Ponte della Maddalena, davanti alla statua di San Gennaro, e, quando i frammenti pericolosissimi delle “bombe vulcaniche” incominciarono a piovere anche sul ponte e sulla strada che collegava Napoli alla Reggia di Portici, i “vatecari”, i carrettieri e gli scaricatori del porto incominciarono a supplicare il Patrono. Ma la “pioggia vulcanica”, invece di cessare, cresceva di intensità, tanto che alcuni scaricatori incominciarono a ingiuriare il Santo che non proteggeva più la sua città: infine, dalle ingiurie si arrivò al lancio di qualche pietra, e alcuni carrettieri, che volevano tornare a ogni costa nei loro paesi, osarono minacciare San Gennaro agitando i bastoni. Qualche giornale locale parlò, in termini assai vaghi, della “delusione” dei fedeli, ma il 1 giugno il giornale londinese “The Graphic”, che teneva a Napoli un corrispondente fisso, pubblicò la notizia dell’ “aggressione” e accompagnò l’articolo con un disegno veramente “eccessivo” di G. Durand. La statua di San Gennaro, collocata sul ponte della Maddalena, non solo ricorda il miracolo del 1767, ma indica concretamente il confine della Napoli che c’è ancora, e della Napoli che, scriveva Anna Maria Ortese, non c’è più: infatti subito dopo il ponte si notano i resti di un vasto edificio, i “Granili”, che venne costruito nel 1779 da Ferdinando Fuga e che era destinato alla conservazione e alla lavorazione del grano, e a ospitare le corderie e l’arsenale.

Il ponte, l’edicola di San Gennaro e i Granili  mostravano e “mostrano” una caratteristica costitutiva di Napoli, “la irriducibile ambivalenza tra l’ordine solare (apollineo) in superficie e “disordine”  oscuro e misterioso(dionisiaco) nel sottosuolo dove la formazione geologica ha prodotto caverne, antri, vuoti di aria e di fuoco nel corpo tellurico” (Franco Mariniello, Corriere del Mezzogiorno, 4 giugno 2006).

 

 

Somma Vesuviana, arrestato 38enne di Marigliano per tentato omicidio di un 59enne sommese

Carabinieri arrestano 38enne per tentato omicidio

I Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno arrestato Raffaele Toscano, 38enne di Marigliano già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Nola su richiesta della locale Procura.
L’uomo è ritenuto gravemente responsabile del reato di tentato omicidio di un 59enne di Somma Vesuviana.
Le indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Nola hanno permesso di accertare che lo scorso 20 giugno a via Malatesta nel comune di somma vesuviana, all’interno di una rivendita all’ingrosso di frutta, Toscano abbia attinto con 3 colpi d’arma da fuoco la vittima 59enne – titolare della ditta – per un presunto credito nei suoi confronti in realtà mai riscontrato.
I carabinieri hanno notificato il provvedimento a Toscano, già detenuto per il fermo effettuato nei suoi confronti il 26 giugno scorso.

Somma Vesuviana, Piscitelli e Di Pilato:”La maggioranza Di Sarno è risicata e ricattabile”

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Riceviamo e pubblichiamo dai consiglieri comunali Piscitelli e Di Pilato.

Ancora Dissensi in Maggioranza.
Il ricatto continua.

Il Sindaco Di Sarno è ancora una volta ostaggio della sua maggioranza, o meglio ostaggio del singolo Consigliere Comunale.
Ancora un volta si assiste ad un dissenso con tanto di nota e comunicato stampa, rispetto ad una deliberazione della Amministrazione Comunale.
Una maggioranza risicata( solo 13 consiglieri comunali) come è quella che governa la nostra Città ( lo farà fino a giugno 2022) è continuamente ricattata dal 13esimo Consigliere, che determina la maggioranza minima in Consiglio Comunale.
Vedi richieste particolari, vedi atti perentori sponsorizzati da qualche Consilgiere, vedi la nomina dell’assessore mancante, vedi la difesa/nomina di un dirigente: sono tutte situazioni che determinano continui litigi/ricatti ( politico/amministrativi, ovviamente ) che fanno gola all ultimo ( ovvero 13esimo) Consigliere .
Secondo NOI è sconcertante che un paese come il nostro venga governato per un altro anno da una maggioranza risicata e ricattabile ( cosa che comporta azioni e risultati che potrebbero indirizzarsi verso il bene del singolo e non quello comune). Rimanendo sempre dalla parte dove ci ha voluti il popolo, ovvero all’ opposizione di questa maggioranza, SIAMO disposti per il bene di Somma Vesuviana a votare tutti quegli atti che valuteremo opportuni ed indispensabili per il bene comune.
Inviatimo pertanto il Sindaco ad essere libero nelle scelte, senza doversi preoccupare continuamente di fare i calcoli per vedere come “azzeccare”, ricercandoli di volta in volta, a destra e/o a manca, i nuneri utili per raggiungere la maggioranza in Consiglio Comunale.

NOIciSIAMO

I Consiglieri Comunali

Lucia Di Pilato
Vincenzo Piscitelli

Portici, Tenta rapina al ristorante giapponese:arrestato

Tenta rapina a ristorante giapponese ma viene bloccato dai Carabinieri. 41enne in manette

I carabinieri della stazione di Portici hanno arrestato per minacce a scopo estorsivo e tentata rapina Luigi Sannino, 41enne del posto già noto alle ffoo.

E’ entrato in un ristorante giapponese di Corso Garibaldi e minacciato di morte il titolare affinché gli consegnasse l’incasso. Gli ha poi spruzzato negli occhi dello spray disinfettante.

I militari sono arrivati poco dopo, allertati da un poliziotto libero dal servizio che cenava nel ristorante. Grazie alla collaborazione dell’agente, i carabinieri hanno arrestato il 41enne che è ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

Marigliano, pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Sequestro e denuncia

Pane ammuffito custodito vicino i pozzetti delle fogne. Oltre 200 chili di prodotti sequestrati dai Carabinieri. 1 denuncia 

I Carabinieri Della Stazione Forestale di Marigliano, insieme a quelli della locale stazione e a personale dell’ASL, hanno effettuato il controllo di un panificio/tavola calda nel centrale Corso Umberto a Marigliano. 

Durante l’ispezione, in un locale seminterrato di 50 mq, i militari hanno avvertito un cattivo odore e scoperto che provenisse da due pozzetti della fogna aperti. 

Ancora nel seminterrato, locale abusivamente destinato a deposito e alla lavorazione degli  alimenti , i carabinieri hanno trovato in un surgelatore 150 kg di alimenti in pessimo stato di conservazione (mandorle sgusciate, carne varia, prodotti di rosticceria, sfogliatelle, bignè, biscotti vongole congelate, panini napoletani, creme per dolci e piccola pasticceria). 
Trovati anche 50 kg di alimenti scaduti pronti destinati alla somministrazione ai clienti (mandorle sgusciate, carni varie, confetture per dolci, ricotte e dolci vari già preparati). 
E ancora, per produrre pane grattugiato era utilizzato pane ammuffito. 
Il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà per la cattiva conservazione degli alimenti. 
I cibi e il locale seminterrato sono stati posti sotto sequestro:  elevata una sanzione amministrativa di 3500 euro per gli alimenti scaduti. 

La visita del Prefetto di Napoli al centro Asterix di San Giovanni a Teduccio

Riceviamo e pubblichiamo. 

“La sicurezza non è solo la protezione dai reati, ma è anche crescita civile e cultura. Tutte le iniziative che possono aprire degli spazi dove la comunità si incontra, dove c’è formazione e ci sono attività culturali che coinvolgono la popolazione nella crescita civile sono ben accette”. Queste le parole del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, che ha visitato il Centro Asterix a San Giovanni a Teduccio, gestito dall’associazione Callysto, assegnataria della struttura.

Presso il Centro Asterix, l’associazione Callysto sta portando avanti un progetto di riqualificazione e valorizzazione, per fare in modo che diventi un polo culturale disponibile alla partecipazione ed all’utilizzo dei cittadini e delle realtà associative del territorio.

Accompagnato dal presidente di Callysto, Francesco Micera, il Prefetto ha visitato tutti i locali e il giardino esterno, anch’esso oggetto di interventi di riqualificazione.

“Io spesso uso San Giovanni a Teduccio come metafora del futuro della città, perché c’è la Apple Accademy e poi c’è il quartiere: in sostanza, c’è un bivio tra questi due spazi, dove bisogna scegliere che strada percorrere. E la strada da percorrere è quella di far contaminare tutte le cose che devono migliorare dalle esperienze positive che sono dei semi, che pian piano crescono, destinati a trasformare tutta la vita del quartiere. E’ però importante che tutti i soggetti che lavorano in questo senso, e qui ce ne sono diversi e io li ho incontrati quasi tutti, si parlino tra di loro e facciano iniziative comuni”, ha proseguito il Prefetto Valentini

“Siamo onorati della visita del Prefetto, sempre vicino a noi e alle nostre iniziative. Con lui e con tutte le istituzioni, il mondo associativo e la cittadinanza attiva vogliamo costruire un percorso condiviso e vogliamo farlo attraverso una riqualificazione autentica del Centro, che consenta di aprirlo alla fruizione in maniera sistemica”, dichiara il presidente di Callysto, Francesco Micera

Castel Volturno, bimbi puniti con metodi da tortura in una scuola materna:arrestati due coniugi

Un asilo degli orrori, in cui i bimbi non venivano accuditi o educati, ma puniti con metodi da tortura, come lo spezzamento delle unghie e il peperoncino negli occhi, tenuti segregati in stanze buie: lo ha scoperto a Castel Volturno (Caserta) la Polizia, che ha messo agli arresti domiciliari, su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, due coniugi ghanesi di 35 anni, che gestivano l’asilo abusivo.
Sono state le piccole vittime di cinque e sei anni, prevalentemente di origine nigeriana, a tracciare il quadro dell’orrore, permettendo agli inquirenti di raccogliere elementi tali da ottenere l’arresto della coppia.

Somma Vesuviana, covid, persona positiva per strada e senza mascherina :denunciata

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana.

Di Sarno (sindaco di Somma): “Persona positiva al covid andava in giro per Somma e addirittura senza mascherina! Grazie al controllo dei Vigili Urbani è stata individuata, denunciata e segnalata alla Magistratura. Purtroppo registriamo altre due vittime”

“Una persona positiva al Covid, obbligata alla quarantena, girava tranquillamente per le strade del nostro paese, entrando anche in qualche negozio e addirittura senza mascherina. Abbiamo individuato questa persona, l’abbiamo denunciata alle Autorità Giudiziarie e l’abbiamo segnalata alla Magistratura che ringraziamo. Questa è la fine che faranno tutti coloro i quali non rispetteranno la quarantena.  Il tutto è stato possibile grazie al Corpo dei Vigili Urbani guidato dal Tenente Colonnello Claudio Russo e alla collaborazione dei cittadini. I controlli ci sono. Abbiamo 247 positivi attivi da controllare con pochi Vigili a disposizione.  Chiedo a tutti i negozianti di accertarsi che i clienti indossino le mascherine. Purtroppo registriamo altre due vittime e dunque siamo a 30 decessi a Somma Vesuviana. Rispettiamo tutti le norme sanitarie: obbligo di mascherina anche all’aria aperta e anche per i vaccinati, divieto di consumo al bancone e all’interno di locali e bar, rispetto del distanziamento fisico. Prosegue l’attività al Polo Vaccinale di Somma Vesuviana dove è arrivato anche il vaccino Moderna”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano

Nola, assembramenti: stop alle udienze del giudice di pace

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Porte chiuse negli uffici del giudice di pace di Nola fino alla fine della settimana: lo ha deciso ieri mattina la presidenza del Tribunale di Nola al termine di un sopralluogo effettuato sul posto.

 

 

L’antefatto alcuni giorni fa, quando sono stati scoperti tra i lavoratori dell’ufficio due casi di positività al covid 19. E’ intervenuta a quel punto l’ASL Napoli 3 Sud che ha disposto l’isolamento fiduciario per 5 persone: subito dopo è stato chiuso per una prima volta l’ufficio, che aveva riaperto i battenti riaperto proprio ieri mattina. Alla riapertura i dirigenti del tribunale hanno effettuato un sopralluogo, che però ha dato esito negativo. “Gli spazi antistanti le aule d’udienza – si legge nel provvedimento del presidente Picardi – evidenziavano un assembramento di avvocati e di parti del processo, in totale dispregio di ogni normativa in materia di prevenzione sanitaria e di contrasto all’epidemia di Covid-19”.
Più leggera invece la situazione negli uffici situati al primo piano dell’edificio, dove sono ospitate le cancellerie e dove si trova il personale amministrativo che si occupa della gestione dei fascicoli. La chiusura ha effetto da questa mattina fino a venerdì, “salvo ulteriori proroghe”.

Volla, nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Volla.

Volla, nasce la sinergia tra Gori e Amministrazione comunale per la nuova condotta idrica in Via De Filippo e Via Parco Panorama.

Si è svolto il 3 febbraio, presso la sede del Municipio di Volla, l’incontro tra alcuni responsabili di GORI e il Sindaco, Pasquale Di Marzo, finalizzato a definire alcune attività sinergiche per la realizzazione di una nuova condotta in via De Filippo e via Parco Panorama. I lavori, che inizieranno a partire da marzo 2021 e avranno una durata stimata di circa tre settimane, consentiranno di normalizzare gli allacci alla rete idrica per circa 40 famiglie residenti nel condominio “Via Verdi”. L’obiettivo, infatti, è quello di migliorare la distribuzione idrica e i livelli di pressione, riducendo anche le criticità legate alle perdite diffuse.

Oggi avviamo una proficua collaborazione con l’amministrazione comunale al fine di ottimizzare e potenziare il servizio sul territorio cittadino – sottolinea l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo MaratiNell’ambito delle previsioni del Piano degli Interventi 2021, provvederemo a normalizzare la distribuzione idrica per queste famiglie attraverso la posa di una nuova condotta di circa 200 metri, in ghisa sferoidale, e cento millimetri di diametro”.

Un passo importante e un intervento molto atteso dai cittadini – dichiara il Sindaco, Pasquale Di MarzoIn sinergia con GORI sono in programma anche altre opere per il potenziamento delle infrastrutture idriche presenti sul territorio, oltre ad un progetto che prevede la riqualificazione della rete fognaria in via Montanino, via Monteoliveto, via Beato Vincenzo Romano e via Lufrano”.

Napoli Centro: Servizi di controllo del territorio dei carabinieri. Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate.

Denunce, sanzioni e strade del centro presidiate.

Non si fermano i servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli.
Strade del centro cittadino presidiate dai Carabinieri della Compagnia di Napoli Centro insieme ai colleghi del reggimento Campania. Cento le persone identificate, di questi sono trentacinque i pregiudicati.
I militari dell’Arma sono stati impegnati in un servizio finalizzato alla repressione dell’illegalità diffusa, al contrasto dello spaccio e dell’abuso di sostanze stupefacenti, alla verifica del rispetto delle norme sulla circolazione stradale ed al controllo del rispetto della normativa in materia di contenimento della diffusione del Covid-19. Denunciate 10 persone: 5 parcheggiatori abusivi, 2 cittadini per furto aggravato di corrente elettrica, 2 ragazzi trovati in Largo Santa Maria maggiore con 2 coltelli a serramanico in tasca, 1 cittadino straniero non regolare sul territorio italiano ed 1 uomo per non aver osservato l’obbligo del divieto di ritorno nel comune di Napoli.
Sono 8 le persone sanzionate per non aver indossato la prevista mascherina mentre 5 i ragazzi segnalati alla Prefettura di Napoli quali assuntori di sostanza stupefacente.
I Carabinieri del nucleo operativo hanno rinvenuto una busta contenente 60 grammi di marijuana e 16 grammi di cocaina. Controlli anche al codice della strada per un totale di 15 contravvenzioni.
I servizi continueranno anche nei prossimi giorni.

Ottaviano, rider rapinato, macelleria Bifulco: “Pronti ad assumerlo” . Il Sindaco: “Orgoglioso di loro”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Ottaviano.

Una macelleria e braceria di Ottaviano, leader del settore, è pronta ad offrire al rider di Napoli rapinato sabato scorso un lavoro da macellaio presso la sede di via Lavinaio I tratto a Ottaviano.

A darne notizia è il sindaco del Comune vesuviano, Luca Capasso, che ha avuto un’interlocuzione con Luciano Bifulco, il titolare dell’azienda. Spiega Capasso: “Quello di Bifulco è un marchio rinomato, noto per la professionalità e la serietà: sono disponibili a dare un lavoro a Gianni Lanciano, il rider vittima della rapina, che ha espresso il desiderio di tornare a fare il macellaio. Ci troviamo di fronte ad un atto di grande generosità e sensibilità, che da sindaco mi rende orgoglioso. Appena ho telefonato a Luciano ho trovato subito porte aperte”.

Aggiunge Luciano Bifulco: “Siamo pronti ad assumere Gianni Lanciano e anche altri: cerchiamo professionisti del settore della macelleria e della gastronomia. Saremmo contenti di poter esaudire il desiderio di Gianni, di dargli un’opportunità di lavoro dopo il brutto periodo che ha trascorso”.

Nola, il ricordo di Giordano Bruno al Senato nel mese della Festa dei Gigli

Riceviamo e pubblichiamo

L’omaggio del Senato a Nola ed a Giordano Bruno, nel mese in cui la città si prepara a celebrare il suo evento più importante: la secolare Festa dei Gigli di Nola patrimonio Unesco.

È così che la vice presidente del Senato Mariolina Castellone ha motivato la promozione della conferenza stampa dal tema “Giordano Bruno: nolano e filosofo”, organizzata oggi nella sala Nassirya di Palazzo Madama alla quale hanno preso parte Alexandra Rendhell,  antropologa ed ermetista,

il docente Sisto Peluso e la giovane studiosa nolana di Giordano Bruno, Martina Spampanato. In collegamento il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.  A rappresentare la città di Nola e l’amministrazione comunale guidata dal primo cittadino, Andrea Ruggiero è stato il vice sindaco Pasquale Petillo che ha fatto dono alla vicepresidente del Senato di un simbolo di Giordano Bruno.

A fare da trait d’union per l’iniziativa istituzionale è stato il consigliere comunale Vincenzo Iovino a Roma insieme con una delegazione di amministratori locali tra i quali il presidente del Consiglio Comunale Massimo Russo e l’assessore alla cultura Felice Maggio.

“Difendere le proprie idee, avere la libertà di manifestare il proprio pensiero è un diritto sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione e abbiamo pensato che fosse quanto mai attuale ricordare Giordano Bruno in un tempo in cui vediamo giornalisti che continuano a subire querele temerarie e in un tempo in cui in alcuni Paesi del mondo questa libertà ancora non c’è”, ha commentato la senatrice Castellone.

Incarico al comandante della polizia locale di Pomigliano, esposto alla Corte dei Conti

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POMIGLIANO D’ARCO – ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI SULL’INCARICO AL COMANDO DI POLIZIA LOCALE

 

L’Associazione Nazionale “PL – Polizia Locale” ha presentato un esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti della Campania chiedendo l’accertamento di eventuali profili di danno erariale connessi al conferimento dell’incarico di Direttore del Settore 8 – Comando di Polizia Locale del Comune di Pomigliano d’Arco ad un ufficiale della Guardia di Finanza in posizione di ausiliaria.

 

Nell’esposto l’Associazione evidenzia una serie di questioni che ritiene meritevoli di approfondimento da parte della magistratura contabile, tra cui la legittimità del conferimento dell’incarico, i costi sostenuti dall’Ente per il trattamento economico attribuito, l’eventuale aggravio di spesa derivante dal mancato utilizzo del dirigente di ruolo già presente nell’organico comunale e le possibili conseguenze economiche derivanti dal contenzioso amministrativo e dagli atti adottati durante la gestione del Settore.

 

L’Associazione sottolinea che la segnalazione non costituisce un giudizio nei confronti delle persone coinvolte, ma rappresenta una richiesta di verifica istituzionale finalizzata esclusivamente alla tutela della legalità amministrativa, del corretto impiego delle risorse pubbliche e del buon andamento dell’azione amministrativa.

 

Sarà ora la Procura Regionale della Corte dei Conti a valutare il contenuto dell’esposto e a decidere se avviare gli approfondimenti istruttori ritenuti necessari.

 

Associazione Nazionale “PL – Polizia Locale”

Auto senza controllo si schianta dopo volo contro muro del centro commerciale

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Attimi di paura poco dopo mezzogiorno all’interno del parco commerciale “Il Rubino”, situato nell’area di confine tra i comuni di Afragola e Acerra, dove un grave incidente ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

 

Per motivi ancora al vaglio delle forze dell’ordine, una Audi station wagon ha improvvisamente perso il controllo mentre percorreva l’area adiacente alla struttura commerciale. L’auto, lanciata a velocità sostenuta, ha travolto alcune pesanti fioriere in cemento poste a protezione dell’ingresso del complesso.

 

L’urto è stato talmente violento che il veicolo, dopo aver colpito gli ostacoli, è stato proiettato verso l’alto andando a schiantarsi contro una parete laterale del centro commerciale. La vettura è rimasta in una posizione estremamente pericolosa, sospesa e incastrata contro l’edificio con il conducente ancora all’interno dell’abitacolo.

 

Scene di forte tensione si sono registrate tra i presenti. Numerosi clienti e passanti che si trovavano nelle vicinanze hanno assistito all’incidente e, nei primi istanti, hanno tentato di avvicinarsi per prestare soccorso all’uomo. La particolare posizione dell’auto ha però reso impossibile qualsiasi intervento immediato da parte dei civili.

 

Sul posto sono intervenuti rapidamente i vigili del fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’intera area e ad avviare le delicate operazioni di recupero. Dopo alcuni minuti, il conducente è stato estratto dall’abitacolo e affidato alle cure dei sanitari del 118.

 

L’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Villa dei Fiori di Acerra con un codice di media gravità. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero apparse critiche.

 

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un improvviso malore che avrebbe colto il conducente durante la guida, provocando la perdita di controllo del mezzo. Gli accertamenti proseguono per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare le cause che hanno portato al violento impatto.

 

Solo per una coincidenza fortunata nessun pedone è rimasto coinvolto nell’incidente.

Isola ecologica a Marigliano, arrivano i fondi regionali: potenziamento da oltre 318mila euro

Il Comune di Marigliano ha avviato gli interventi di miglioramento e potenziamento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani presso l’isola ecologica comunale, grazie a risorse acquisite con una specifica progettualità dell’ente ed erogate dalla Regione Campania.

Il progetto, del valore complessivo di 318.612,96 euro interamente finanziati con fondi regionali, sarà realizzato in dieci mesi e prevede un pacchetto di interventi integrati: l’acquisto e l’installazione di due compattatori scarrabili per aumentare la capacità di raccolta e ridurre i viaggi di trasporto; la fornitura di tre cassoni a tenuta con teloni di copertura per migliorare le condizioni igieniche del sito; l’installazione di un impianto di videosorveglianza e l’adeguamento del sistema antincendio. È prevista infine la realizzazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo, che garantirà un’autonomia energetica fino al 70% del fabbisogno elettrico del sito.

I risultati attesi includono un incremento dal 20 al 30% della capacità di stoccaggio di carta e plastica, la riduzione dei costi di trasporto e una maggiore sicurezza degli accessi.

La progettualità è stata curata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geatano Bocchino e seguita dall’assessore all’Ecologia Luigi Amato.

L’Amministrazione invita i cittadini a collaborare per un corretto conferimento dei rifiuti, contribuendo insieme alla cura del territorio.

Volla, continuano i lavori nonostante la sospensione, cantiere sequestrato

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A seguito dell’intensificazione controlli sul territorio finalizzati alla prevenzione e repressione di reati, gli uomini del locale Comando della Polizia Locale unitamente a consulente dell’ufficio tecnico su espressa disposizione del Comandante Ten. Col. Formisano dott. Giuseppe, hanno provveduto a sequestrare un cantiere che nonostante fosse oggetto di ordinanza di sospensione da parte dell’ufficio tecnico comunale proseguiva i lavori che consistevano nella realizzazione di un manufatto costituito dalla platea e dai muri perimetrali di fondazione in c.a. con ferri di attesa.

All’interno della platea si rilevavano tondini in ferro per il gettito di pilastri in c.a. Era stato realizzato poi un riempimento dell’area circostante al realizzando edificio e livellamento del terreno dell’intero fondo.

Esistendo il pericolo che le cose, le tracce ed i luoghi potessero essere alterati o modificati prima dell’intervento del Pubblico Ministero il cantiere veniva posto sotto il sequestro mediante l’apposizione di n. 3 sigilli, uno di questi composto da un cartello esplicativo recante la scritta “Sequestro preventivo con apposizione di sigilli” posto all’ingresso del cantiere.

I Titolari venivano deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente di Nola.

Somma Vesuviana, l’evento “Il Cibo che Cura” a sostegno della lotta contro il cancro

Riceviamo e pubblichiamo

L’11 giugno 2026, presso l’HUB-SIDE di Somma Vesuviana,medici, psicologi e nutrizionisti si incontrano in un convegno aperto a pazienti e famiglie per spiegare come la nutrizione e il supporto psicologico siano veri e propri alleati nel percorso di cura.

 

Somma Vesuviana – Affrontare unadiagnosi di tumore è un viaggio difficile, che non coinvolge solo il corpo ma l’intera vita, le emozioni e le relazioni di una persona. Oggi la scienza medica ci dimostra che per curare la malattia non basta colpire il tumore: bisogna prendersi cura di chi si è ammalato, nutrendone il corpo e sostenendone la mente.

Proprio da questa visione nasce il convegno gratuito e aperto al pubblico “Il Cibo che Cura: Dialoghi tra Neuroscienze, Psico-Oncologia eNutrizione Clinica”, che si terrà giovedì 11 giugno 2026 alle ore 18:00 presso lo spazio HUB-SIDE di Somma Vesuviana (Via Campane, BorgoCasamale). Promosso dalla Società Italiana di Psico-Oncologia (SIPO) Sezione Campania, dall’associazione “Amici del Casamale” e dal Rotary Club Somma Vesuviana Nord “Villa di Augusto“, l’incontro vuole lanciare un messaggio di speranza e concretezza: il cibo non è unsemplice “contorno”, ma una parte essenziale e scientificamente provatadella terapia integrata.

 

Perché il cibo “cura” il corpo?

Spesso, a causa delle terapie como la chemioterapia o la radioterapia, ipazienti affrontano perdita di peso, stanchezza profonda (astenia) o sisentono senza forze. Molti pensano che sia una conseguenza inevitabile,ma la nutrizione clinica dimostra il contrario. Mangiare in modo corretto epersonalizzato aiuta a:

• Tollerare meglio le cure e ridurne gli effetti collaterali.

• Mantenere la forza e la massa muscolare, contrastando il deperimentofisico.

• Sostenere il sistema immunitario, aiutando l’organismo a difendersimeglio.

“Non si tratta di seguire diete miracolose o restrittive, che spesso si rivelano dannose e privano il corpo delle energie necessarie”, spiegano gli specialisti. Si tratta invece di trovare per ogni paziente il giusto schema nutrizionale, basato su linee guida scientifiche ufficiali.

 

Il legame tra pancia e cervello

La ricerca scientifica dimostra che esiste una vera e propria “lineatelefonica” che collega l’intestino al cervello. Quando il corpo soffre per la malattia o le terapie, questa comunicazione si altera, e l’infiammazione può provocare sintomi come stanchezza estrema, ansia e persino apatia o depressione.

Allo stesso modo, la paura, la tristezza e lo stress influiscono sulla nostrapancia, bloccando l’appetito o causando nausea. Per questo il supporto dello psico-oncologo è fondamentale: aiutare a gestire le emozioni nonsolo migliora la qualità della vita, ma aiuta il paziente a ritrovare unrapporto sereno e sano con l’alimentazione.

 

Una Campania all’avanguardia nelle cure

Il convegno metterà in risalto anche un importante traguardo normativo: la legge sull’onco-nutrizione approvata dalla Regione Campania. Questa legge, pionieristica a livello nazionale, stabilisce che il supportonutrizionale debba essere inserito obbligatoriamente nei percorsi di cura di ogni paziente oncologico, garantendo un’assistenza continua e gratuitadall’ospedale fino a casa.

 

I Relatori dell’Evento

Prof.ssa Teresa Esposito

Specialista in Medicina Interna e Nutrizione Clinica (ASL Na3Sud), Docente universitaria presso la Temple University di Philadelphia e a contratto alla Federico II di Napoli. Approfondirà l’importanza del metabolismo e delle terapie di supporto.

Dott. Giuseppe Auriemma

Psichiatra e Psicoterapeuta, UOCSM 24/73e 31 ASL NA1 Centro, Coordinatore SIPO Campania. Modererà e introduce l’incontro sul ruolo cruciale della mente nel percorso oncologico.

Le Consigliere della SIPO Campania

Dott.ssa Violetta Caserta (Dirigente Medico Psichiatra UOSM 21-22 ASL Caserta), Dott.ssa Silvia D’Ovidio (Psicologa Psicoterapeuta IRCCS Pascale),Dott.ssa Francesca Fiore (Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta AOU Luigi Vanvitelli) e Dott.ssa Raffaella Manzo (Dirigente Psicologo-Psicoterapeuta A.O. dei Colli). Offriranno strategie pratiche per affrontare l’impatto emotivodella diagnosi sia sui pazienti sia sui loro familiari.

 

Martina Sorvino, il talento che emoziona: al Museo Egizio di Torino la consacrazione di una giovane promessa della moda italiana

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Martina Sorvino, il talento che emoziona: al Museo Egizio di Torino la consacrazione di una giovane promessa della moda italiana

 

TORINO – Ci sono momenti in cui la moda va oltre il tessuto, il design e la creatività. Momenti in cui diventa racconto, passione, identità. È quanto accaduto al Museo Egizio di Torino, prestigiosa cornice che ha ospitato una presentazione capace di unire arte, innovazione e sentimento familiare.

 

Protagonista dell’evento è stata Martina Sorvino, giovane designer e figlia dello stilista Massimiliano Sorvino, fondatore del marchio Sartoria Italiana. Davanti a giornalisti, addetti ai lavori e rappresentanti del mondo della comunicazione, Martina ha presentato una sua creazione: un cappotto dal forte impatto estetico e concettuale, capace di attirare l’attenzione degli ospiti presenti e di confermare il suo percorso nel panorama emergente della moda Made in Italy.

 

L’opera, esposta in uno dei luoghi culturali più prestigiosi del Paese, ha rappresentato molto più di un esercizio stilistico. Attraverso linee ricercate, lavorazioni dettagliate e una visione contemporanea, la giovane creativa ha dimostrato personalità, sensibilità artistica e una chiara capacità di interpretare il linguaggio della moda con uno sguardo originale.

 

A rendere ancora più significativo il momento è stato il messaggio condiviso da Massimiliano Sorvino, che ha raccontato con emozione l’orgoglio di un padre nel vedere la propria figlia affermarsi grazie al talento e alla determinazione. Parole sincere, cariche di affetto e ammirazione, che testimoniano un legame familiare profondo e la soddisfazione di assistere alla crescita professionale di una nuova generazione di creativi.

 

“Per il mondo sei un talento emergente, per me sarai sempre la mia piccola grande vittoria”, ha scritto Sorvino, sintetizzando in una frase il valore umano di una giornata speciale.

 

L’esposizione al Museo Egizio rappresenta infatti un importante riconoscimento per Martina Sorvino, che continua a costruire il proprio percorso con impegno, studio e passione. In un settore competitivo come quello della moda, la capacità di distinguersi attraverso una visione autentica è una qualità sempre più preziosa, e la giovane designer sembra possedere tutte le caratteristiche necessarie per lasciare un segno.

 

Tra tradizione sartoriale, innovazione e creatività, il nome di Martina Sorvino si inserisce così tra quelli da osservare con attenzione nel panorama del fashion italiano. Un talento emergente che guarda al futuro con ambizione e consapevolezza, portando avanti una storia fatta di eleganza, cultura del Made in Italy e amore per il proprio lavoro.

 

Perché dietro ogni grande creazione non c’è soltanto un’idea, ma il coraggio di trasformarla in realtà.

Ottaviano, al via il restauro della Chiesa del Santissimo Rosario: recuperato un importante patrimonio storico e religioso

Dopo mesi di interlocuzioni con Prefettura e Soprintendenza, partono i lavori voluti da don Vittorio Garzone per restituire alla città uno dei suoi luoghi di culto più antichi

Una buona notizia per la comunità di Ottaviano e per tutti coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio storico e religioso cittadino. Sono ufficialmente iniziati i lavori di recupero e restauro della Chiesa del Santissimo Rosario, uno degli edifici sacri più antichi e significativi della città.

L’annuncio è stato dato dalla Parrocchia di San Francesco di Paola, guidata da don Vittorio Garzone, che negli ultimi mesi ha portato avanti un intenso lavoro di confronto con la Soprintendenza e con la Prefettura di Napoli, rappresentata dal prefetto Michele di Bari, per giungere all’avvio degli interventi.

La Chiesa del Santissimo Rosario rappresenta una pagina importante della storia religiosa di Ottaviano. Al suo interno trova infatti sede la confraternita più antica della città, testimonianza di una tradizione secolare che continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per la vita spirituale e associativa del territorio.

L’edificio, che conserva opere d’arte e significative testimonianze del passato, necessitava da tempo di interventi di recupero per contrastare il naturale deterioramento causato dagli anni e dagli agenti atmosferici. I lavori consentiranno di restituire decoro e sicurezza a una struttura che costituisce un autentico patrimonio storico, culturale e religioso per l’intera comunità ottavianese.

Particolarmente soddisfatto don Garzone, che ha seguito da vicino l’iter amministrativo e istituzionale necessario per raggiungere questo importante risultato. L’avvio del cantiere rappresenta infatti il punto di arrivo di un percorso complesso che ha richiesto il coinvolgimento di diversi enti e istituzioni.

L’intervento assume un valore che va oltre il semplice restauro edilizio. Recuperare la Chiesa del Santissimo Rosario significa infatti preservare un pezzo dell’identità di Ottaviano, mantenendo viva la memoria storica della città e consegnandola alle future generazioni.

In un luogo storico di Ottaviano c’è “ReStanza”, uno “spazio culturale” il cui nome è già un programma

Il nome è stato suggerito dal titolo di un’opera di Vito Teti, scrittore e antropologo, autore, tra l’altro, di una monumentale “Storia del peperoncino”. Teti ci spiega che “restanza” “significa sentirsi ancorati e allo stesso tempo spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare”. E i fondatori di questa splendida “officina culturale”, Tiziana Mastropasqua e Rosario D’ Angelo, ci ricordano anche una intensa riflessione di Michael Ende: “La fantasia per te non è realtà? Ma solo lei ci schiude mondi nuovi: nel creare è la nostra libertà.”

 

 

 

Tiziana Mastropasqua, fotografa, regista e arteterapeuta, e Rosario D’Angelo, attore, regista, educatore, ci dimostrano, organizzando laboratori, eventi e esposizioni, che aveva ragione Remo Bodei: i luoghi e le cose parlano, e perciò ho deciso di introdurre l’articolo con l’immagine del “luogo” che è la sede di “ReStanza”. E questo “luogo” si apre su una strada storica di Ottaviano, via Carmine: e l’altro giorno non ho potuto fare a meno di fermarmi, e di ammirare, ancora una volta, la preziosa “basolatura”, completata nel 1925 dai Maestri “basolari” Stefano Perillo, Giovanni Sodano, Andrea Revello, Francesco Annunziata, guidati dal “capomastro” Domenico Alfano e dall’architetto Giorgio Autorino.

 

Il silenzio che regnava su piazza San Giovanni lo “lessi”, ancora una volta, come un segno di attesa e di speranza: lo storico “quartiere” aspettava, e aspetta, che gli Ottavianesi riscoprano il valore del senso della comunità e la bellezza della loro storia e vengano ad “ascoltare” – i ragazzi, soprattutto – quello che raccontano le pietre, il tufo, i severi palazzi, lo splendore della Chiesa di San Giovanni e il fascino della Chiesa del Carmine. Negli spazi di “ReStanza” l’associazione promuove “la ricerca nel campo delle arti sceniche, la contaminazione e il dialogo tra il linguaggio teatrale e le arti visuali, si impegna in progetti educativi favorendo l’uso consapevole del mezzo teatrale” e rivelando ai ragazzi l’importanza delle tecniche di questo “mezzo”. A marzo il laboratorio culturale ottavianese ha ospitato un “workshop” immersivo di Dario Aquilina, il cui tema era la storia di Amore e Psiche: mi limito a ricordare che l’Aquilina, psicologo e psicoterapeuta, nel 1988 ha fondato con il regista francese Alain Valade il “teatro dell’anima” e nel 2014 ha aperto una scuola di “teatroarteterapia”.

 

Queste poche parole sono sufficienti a spiegarci cosa offrono agli Ottavianesi Tiziana Mastropasqua e Rosario D’Angelo, in un momento in cui pare che nel territorio la voce della cultura sia fioca e rauca. Ora è aperto, nelle sale del laboratorio, un altro capitolo di questa meravigliosa avventura, “Più reale della realtà”, una rassegna fotografica, curata da Donna Tiziana e presentata come un’esplorazione del mondo “attraverso il processo analogico, dove l’immagine non è un codice binario, ma il risultato di un incontro fisico tra la luce e la materia”. Hanno già esposto le loro opere Chiara Pepe e Raffaele De Santis, prossimamente esporranno Renata Petti e Angelo Moscarino. Nelle foto del De Santis le foglie secche, frammenti di vita giunti al loro distacco, diventano soggetti e simboli di un processo più ampio, quello del lasciare andare. In botanica, infatti, la caduta della foglia non è una perdita, ma una scelta vitale: un atto necessario per attraversare l’inverno. “In questa prospettiva, ogni foglia diventa metafora di trasformazione, resilienza e rinnovamento. Attraverso la tecnica dell’emulsion lift su Polaroid a colori, le immagini acquisiscono una dimensione ulteriore: la materia stessa della fotografia si fa fragile, instabile, quasi organica. Le superfici si increspano, si spostano, si deformano, evocando la stessa vulnerabilità delle foglie ritratte.

 

Ne emergono visioni sospese, istantanee che sembrano trattenere il tempo e al contempo lasciarlo scivolare via. Fragili e al tempo stesso fiere, le foglie si rivelano come architetture complesse: mappe di un tempo che si è fatto materia, trame sottili che raccontano una storia silenziosa. Nei loro colori caldi e nelle venature intricate si nasconde una bellezza discreta, che invita a rallentare lo sguardo e ad avvicinarsi. Ciò che appare come fine si rivela, così, come un momento di intensa rivelazione. Le foglie secche non sono semplicemente ciò che resta, ma ciò che si mostra davvero: un’esplosione di dettagli irripetibili, un equilibrio delicato tra memoria e trasformazione. In questo spazio, l’arte diventa ponte — un filo luminoso che unisce passato e futuro — e ci ricorda che anche nel gesto del cadere può esistere una forma di grazia.”. Ho trascritto la spiegazione che mi è stata data da Donna Tiziana e in cui sono congiunte, in un’armonia mozartiana, competenza, chiarezza, profondità, arte dell’incantamento. Se Donna Tiziana lo consente, sarò ospite fisso di “ReStanza”, come attento osservatore e umile ascoltatore.

 

      

Sant’Anastasia, litiga con carabiniere e lo insegue: spara 6 volte tra la folla

SANT’ANASTASIA – Si chiarisce il quadro della sparatoria che nella tarda serata di ieri ha seminato paura lungo via Guglielmo Marconi, nel cuore di Sant’Anastasia. Quello che inizialmente appariva come un episodio dai contorni poco definiti sarebbe invece nato da una violenta lite per motivi legati alla circolazione stradale, degenerata in pochi minuti in una vera e propria caccia all’uomo culminata con l’esplosione di diversi colpi di pistola.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, uno dei protagonisti della vicenda sarebbe un militare dell’Arma libero dal servizio che, al momento dei fatti, stava percorrendo la strada a bordo del proprio scooter. Per cause ancora in fase di approfondimento, il carabiniere avrebbe avuto un acceso diverbio con un altro motociclista.

La discussione non si sarebbe però conclusa sul posto. L’altro centauro, infatti, avrebbe deciso di inseguire il militare lungo la strada cittadina. Durante l’inseguimento avrebbe estratto un’arma da fuoco e sparato sei volte in direzione dello scooter condotto dal carabiniere.

Momenti di autentico panico si sono vissuti tra i residenti e le numerose persone che in quel momento si trovavano in strada. Gli spari sono stati uditi chiaramente in tutta la zona e hanno spinto molti cittadini ad allertare immediatamente le forze dell’ordine.

Fortunatamente nessuno dei proiettili ha raggiunto il bersaglio. Il militare è riuscito a mettersi in salvo senza riportare ferite. Alcuni colpi, però, hanno terminato la loro corsa contro strutture e veicoli presenti lungo la carreggiata. In particolare, uno dei proiettili avrebbe colpito e danneggiato lo pneumatico di un’auto parcheggiata, mentre altri si sarebbero conficcati nel muro di un edificio.

Subito dopo aver aperto il fuoco, il responsabile si sarebbe allontanato facendo perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei carabinieri del Nucleo Radiomobile di Castello di Cisterna e della Stazione di Sant’Anastasia, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini.

Nelle ore immediatamente successive alla sparatoria erano circolate diverse ricostruzioni, tra cui quella di un possibile tentativo di rapina degenerato. Gli accertamenti eseguiti dai militari hanno invece indirizzato le indagini verso la pista della lite stradale. Gli investigatori stanno ora analizzando immagini di videosorveglianza e testimonianze per identificare il motociclista e ricostruire nel dettaglio tutte le fasi dell’episodio.

Ultim’ora

SANT’ANASTASIA – Attimi di forte tensione nella serata di oggi a Sant’Anastasia, dove alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi lungo via Marconi, una delle arterie principali del centro cittadino. L’episodio si è verificato poco dopo le 22 e ha immediatamente attirato l’attenzione di residenti e passanti, allarmati dal rumore degli spari.

Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, la sparatoria sarebbe avvenuta al culmine di una discussione nata per motivi legati alla viabilità. Una lite tra più persone, le cui cause sono ancora in fase di accertamento, sarebbe degenerata fino a portare all’esplosione di alcuni colpi di pistola.

Fortunatamente, almeno stando alle prime verifiche effettuate dai soccorritori e dalle forze dell’ordine, non si registrano feriti. L’episodio ha comunque generato momenti di panico tra i presenti e tra i residenti della zona, molti dei quali sono usciti dalle abitazioni dopo aver udito chiaramente gli spari.

Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i sanitari del 118 con un’ambulanza, inviata in via precauzionale, oltre ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna e ai militari della Stazione di Sant’Anastasia. Le pattuglie hanno immediatamente avviato i rilievi e raccolto le prime testimonianze per ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto.

Gli investigatori stanno verificando la presenza di eventuali telecamere di videosorveglianza pubbliche e private che potrebbero aver ripreso le fasi della lite e il momento in cui sono stati esplosi i colpi. Al momento non risultano persone fermate.

L’area interessata dall’episodio è stata presidiata dai militari per consentire tutti gli accertamenti necessari. Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli utili a chiarire le responsabilità e a identificare chi ha fatto uso dell’arma.

La vicenda resta in evoluzione e non si escludono sviluppi nelle prossime ore.