Somma Vesuviana, 25 Aprile : l’associazione “Antonio Seraponte” sarà presente con un video sulla pagina Fb

L’Associazione Antonio Seraponte è stata sempre presente alla cerimonia del 25 Aprile in piazza. Quest’anno ci sarò lo stesso ma sulla piazza virtuale.

 

“I giorni della “quarantena”, che ormai hanno superato i cinquanta, ci costringono a non vederci ne frequentarci e quindi niente prove per i Ragazzi della Banda Musicale e per i loro validi maestri. Non vediamo l’ora di riprendere per consolidare i risultati fin qui ottenuti e guardare avanti, alla conquista di nuovi traguardi. E tuttavia- spiega Ciro Seraponte, vera anima dell’Associazione Antonio Seraponte,  non restiamo con le mani in mano, ma guardiamo sempre con attenzione quello che sta accadendo e soprattutto quello che è accaduto, tanto per non perdere la memoria. Proprio a proposito della memoria, abbiamo preparato un video per rendere omaggio ai nostri Patrioti e per ricordarli nel giorno dell’Anniversario della Resistenza che è anche la Festa della Liberazione. La Cerimonia del 25 Aprile 2020 non potrà essere eseguita a causa delle norme anti contagio, ma l’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte”, che è sempre stata presente a questa come ad altre iniziative Istituzionali, sentito il parere del sindaco Salvatore Di Sarno, ha inteso essere ancora partecipe  per essere vicina ai Cittadini e all’Amministrazione Comunale. Se non possiamo vederci in Piazza, nessuno ci può vietare di vederci online. Quindi vi aspettiamo tutti sulla nostra pagina facebook a partire dalle ore 11 di Sabato 25 Aprile”.

Campania, Ciarambino (M5S ):“Elezioni in autunno, decisione di buonsenso del Governo”

La capogruppo regionale: “Assurdo che c’è chi minaccia di chiudere una regione, per poi inaugurare campagne elettorali”  

“Far slittare le elezioni amministrative in autunno è stata una decisione di assoluto buonsenso da parte del Governo. Tenuto conto che non è possibile alcuna previsione certa sulla fine di questa emergenza, sarebbe stato da irresponsabili svolgere operazioni di voto, rischiando assembramenti. Così come non è ipotizzabile paralizzare l’attività amministrativa di un governo regionale in un momento di recessione economica come questo. Tra fase elettorale, proclamazione degli eletti, nomina dei componenti di giunta, costituzione dei singoli staff e organizzazione del lavoro, andare alle elezioni ora equivarrebbe a limitare i poteri alla gestione ordinaria per chissà quanto tempo. E tra strategie sanitarie da aggiornare di ora in ora e contrasto a un disagio economico crescente, non possiamo permetterci di star fermi neppure un’ora”. Così la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, nel commentare la notizia dello slittamento delle amministrative su decisione del Consiglio dei ministri.

“E’ paradossale – sottolinea Ciarambino – che da un lato si brandisca la minaccia di chiudere una regione, dall’altro si punti ad aprire seggi e a inaugurare campagne elettorali pubbliche, fregandosene dell’evidente rischio sanitario che si corre e di una paralisi amministrativa nel momento di peggiore crisi per migliaia di famiglie e ogni genere di comparto produttivo. E ancor più paradossale voler trasformare la gestione di questa drammatica emergenza in un’opportunità di facile consenso elettorale”.

Morte di Carmine Sommese,multati i sindaci presenti a Nola

Sono state notificate nella giornata di oggi le prime sanzioni amministrative per violazioni delle norme anti contagio da coronavirus in relazione al corteo funebre svolto a Saviano  per la morte del sindaco Carmine Sommese, al quale hanno partecipato centinaia di persone e che ha determinato l’istituzione della “zona rossa” nel comune di Saviano. Secondo quanto si apprende, sanzioni sono state notificate ai sindaci di Nola e Ottaviano, Gaetano Minieri e Luca Capasso, al consigliere regionale campano Pasquale Sommese e al vicesindaco di Saviano, Carmine Addeo.

( Fonte foto: rete internet)

Emergenza Coronavirus, una riflessione sull’erogazione dei buoni spesa tra stato di bisogno e rischio discriminazioni

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Diciamo la verità: in molti hanno storto il naso alla notizia che il governo avrebbe erogato buoni spesa per tamponare le esigenze delle persone più bisognose in questo momento di emergenza. Il motivo della diffidenza può essere ricondotto alla prassi politica ed economica dell’assistenzialismo, qui inteso soprattutto come un fenomeno degenerativo delle strategie redistributive e di sostegno ai redditi promossi dallo stato sociale. Nelle persone si era fin da subito insinuato il dubbio che fosse praticamente impossibile andare in crisi economica per poche settimane di shutdown, di attività commerciali chiuse, di lavori sospesi, di mancati introiti.

Successivamente, questa diffidenza si è trasformata in indignazione nei confronti di chi ha cercato di approfittare della situazione e approvvigionarsi di buoni spesa anche se non ne aveva stretta necessità, vera e propria urgenza, come altre persone invece manifestavano. Si pensi che a Marigliano, come riportato dal sindaco Antonio Carpino, alcuni cittadini risultati beneficiari della misura straordinaria hanno volontariamente restituito i buoni, dopo l’annuncio di severi controlli da parte del primo cittadino.

Le ricerche più recenti ci dicono che gli italiani continuano a mettere i loro soldi da parte, ma sta diminuendo il numero di quanti riescono a farlo. Pare che circa un quarto della popolazione non accantoni nulla, soprattutto perché le spese assorbono tutte le entrate. Questo suggerisce che un mese di lockdown mordace abbia davvero potuto mettere in crisi nerissima una grande fetta della cittadinanza che sostanzialmente sopravvive solo grazie al flusso del reddito e non alla staticità del patrimonio. Insomma, a ben vedere gli italiani sono sempre un popolo di risparmiatori, ma oggi risparmia solo chi può risparmiare.

A tal proposito il Censis fa notare che, a differenza delle altre crisi economiche, comunque recenti, gli italiani arrivano all’appuntamento con l’emergenza pandemica dopo aver dato fondo a buona parte del loro tesoretto. Alla fine del 2018, sottolinea l’ istituto di ricerca socio-economica, la ricchezza finanziaria delle famiglie era ancora dello 0,4% inferiore a quella detenuta nel 2008. “Molta la ricchezza ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente”, commenta il centro studi.

Banca d’Italia riferisce che alla fine del 2017 le famiglie italiane avevano una ricchezza complessiva di 9.743 miliardi di euro, nettamente superiore rispetto al reddito disponibile (8 volte superiore). Tuttavia già da anni, a causa delle crisi economiche e della crescita lenta, le famiglie hanno ridotto la loro capacità di accantomento. “Per questo motivo già dopo un mese di quarantena milioni di persone non hanno i soldi per la spesa”, indica su L’Espresso l’economista Salvatore Morelli, membro del Forum Disuguaglianze Diversità. Dopo anni di decrescita, stagnazione e sacrifici, nel portafoglio degli italiani, alla fine del mese restano davvero pochi spicci: oggi circa venti milioni di persone fanno fatica a mettere da parte mille euro all’anno.

“I poveri sono già in difficoltà e a breve lo saranno tutti quelli che lavoravano a giornata, in nero, nei ristoranti, nei bar, nei negozi”, osserva Giorgio Di Giorgio, titolare della cattedra di Economia monetaria alla Luiss. Di conseguenza il punto cruciale riguarda quanto possa durare la resistenza di quella fetta di popolazione che già adesso non ce la fa.

Secondo Morelli va scongiurato il rischio di un sostanziale ed ulteriore impoverimento: in tal senso l’economista della University of New York ha avanzato la proposta di rafforzare la tutela del lavoro autonomo con un sostegno di emergenza e sostenere così circa sette milioni di lavoratori attualmente scoperti dal decreto Cura Italia. Due misure temporanee ed eccezionali, un “Sostegno di Emergenza per il Lavoro Autonomo” (SEA) e un “Reddito di Cittadinanza per l’Emergenza” (REM), che pongano lo Stato di fronte alla responsabilità e alla necessità di non potersi rivolgere separatamente a parti diverse della società, magari attribuendo a qualcuno una corsia preferenziale rispetto ad altri. Bisogna, invece, offrire a tutti protezione sociale, differenziando le risposte in base alle esigenze di ognuno. Oggi più che mai, lo Stato deve unire la società.

In questa direzione si inserisce anche l’appello delle associazioni YaBasta! e Nova Koinè, molto attive sul territorio nolano, per fermare le discriminazioni nell’erogazione dei buoni spesa. Con il supporto di Asgi – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione i volontari sollevano un grido di protesta e di rabbia contro i comuni dell’area nolana che nell’erogazione dei buoni spesa hanno posto la discriminante del permesso di soggiorno per i migranti che vivono nelle zone di riferimento. “Queste esclusioni sono ingiuste e contrarie a tutte le norme di legge”, fanno sapere le associazioni, le quali invitano i Comuni che ancora non hanno chiuso il bando a modificarne subito i criteri (come nel caso del Comune di Marigliano), cercando anche di inserire le buone prassi messe in campo da altri comuni del territorio, come ad esempio la Commissione Invisibili prevista dal Comune di Scisciano.

“Per quanto riguarda, invece, i Comuni che hanno già erogato i fondi attraverso  bandi che riteniamo appunto discriminatori (come quelli di Mariglianella e Brusciano) chiediamo vengano attivate subito delle misure compensative per tutte le persone migranti dei loro territori”, sottolineano ancora da YaBasta RestiamoUmani e Nova Koinè.

Vale la pena ricordare, in chiusura, che una delle prime misure adottate da un Portogallo in piena emergenza sanitaria è stata quella di regolarizzare tutti gli immigrati e i richiedenti asilo con permesso di soggiorno pendente, fino al prossimo 1 luglio. Questo per assicurare assistenza sanitaria e servizi pubblici alle fasce fragili della popolazione: come ha affermato Eduardo Cabrita, Ministro dell’Interno lusitano, “è un dovere di una società solidale in tempo di crisi”.

Pomigliano d’Arco, fuggono ad una pattuglia e si schiantano contro un palo

In auto marijuana e a casa un ordigno esplosivo artigianale. Conducente arrestato e complice denunciato dai Carabinieri

I carabinieri della tenenza di Casalnuovo di Napoli, durante un servizio di controllo del territorio , hanno intercettato due soggetti a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata che, alla vista dei militari, hanno invertito la marcia e sono fuggiti.
Inseguiti, un 22enne di origini peruviane già noto alle forze dell’ordine e un 19enne incensurato del posto,  sono stati bloccati in una via stretta della cittadina lungo la quale erano parcheggiati molti veicoli che ne restringevano la carreggiata.

Il conducente ha poi provato ad investire i militari ed ha ripreso la fuga ad alta velocità. Intercettato nuovamente a Pomigliano D’Arco,  questa volta da una pattuglia della Stazione di Sant’Anastasia, il veicolo è finito contro un cartellone per evitare una terza pattuglia che sbarrava la strada poco distante dall’ingresso della SS268

I due, soccorsi da personale del 118, sono stati trovati in possesso di 31 grammi di marijuana e 890 euro in contante ritenuto provento illecito. La perquisizione, estesa anche all’abitazione, ha consentito di rinvenire e sequestrare un ordigno esplosivo artigianale, poi affidato al nucleo artificieri del comando provinciale di Napoli.

Il conducente del veicolo, medicato come il complice   presso il pronto soccorso dell’ospedale, è stato arrestato  e sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Il 19enne è stato denunciato. Entrambi dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale,  detenzione di droga a fini di spaccio e detenzione di materiale esplodente.

San Vitaliano, cantiere edile su un terreno non edificabile: tre persone denunciate e sanzionati 11 operai

Controlli serrati dei carabinieri  su tutto il territorio per contrastare verifiche violazioni anti contagio.

A San Vitaliano i carabinieri della locale stazione hanno trovato 11 operai che, nonostante il divieto imposto dalle normative anti-contagio,  stavano lavorando all’interno di un cantiere edile.
Dagli accertamenti i carabinieri hanno constatato che il cantiere era stato allestito all’interno di un terreno non edificabile. I militari hanno denunciato per esecuzione di lavori edili in assenza del permesso per costruire tre persone: il proprietario del terreno, l’imprenditore edile e il rappresentante legale delle ditte incaricate per l’esecuzione dei lavori. Gli operai sono stati sanzionati per la violazione delle norme anti-covid mentre il terreno di circa 500 metri quadrati  è stato sequestrato.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Wellness and health, Covid 19, l’importanza della vitamina D

Covid-19, poca esposizione alla luce e carenza di vitamina  D:  cosa fare?

 

La vitamina D è un preziosissimo micronutriente, tanto prezioso ed utile da essere identificata come ormone.

I suoi bassi livelli possono portare ad un rischio di osteoporosi oltre che altri disturbi . È indispensabile nel bambino come nell’anziano, nella donna come nell’uomo. Purtroppo il 70% delle persone, si ritrovano sotto i livelli ematici minimi. La vitamina D sintetizzata attraverso l’esposizione ai raggi solari, oppure , anche se in piccola parte, dal cibo ha lo scopo di contribuire ad evitare il depauperamento del calcio dalle ossa, fissandolo a queste e  rendendole così più robuste.  Questo preserverebbe da eventuali fratture ed il rischio di osteoporosi.

Inoltre, questo micronutriente è un importantissimo immunomodulatore  poichè riusce con le sue qualità a rafforzare il sistema immunitario. Ma le sue qualità non finiscono qui! Recenti studi hanno dimostrato che la vitamina D interviene anche nella modulazione degli stati di sovrappeso e che una sua carenza può più facilmente portare ad uno stato di obesità. Altri  importanti benefici della vitamina D  sono la regolazione della pressione arteriosa, la prevenzione della depressione, del diabete di tipo 2, di varie forme tumorali, di malattie vascolari .  Questa vitamina è molto importante ma negli alimenti si ritrova in piccola quantità  e per di più in forma non attiva. Per poterla rendere attiva c’è la necessità dell’esposizione alla luce del sole.

In questo periodo di lunga quarantena e di obbligo a rimanere in casa, il nostro organismo non è stato e non è più esposto alla luce del sole  ma costretto a quella poca luce riflessa che riesce ad entrare dalle finestre delle nostre case. Il covid-19 in questo modo continua a fare danni in maniera subdola e silente! Dobbiamo in tutti i modi cercare di recuperare ed assumere la giusta dose giornaliera di vitamina D.

Fino a 50 anni la dose giornaliera e di 400-800 unità internazionali pari a circa 0,4 meno 0,8 g di vitamina D O colecalciferolo, la forma di vitamina D più utile all’assorbimento del calcio nelle ossa. Dai 50 anni in su la quantità deve necessariamente arrivare almeno ad 1 grammo ( pari al contenuto di un litro e mezzo di latte) oppure basterebbe un solo cucchiaio di olio di fegato di merluzzo per avere la giusta dose giornaliera anche se il suo sapore non è dei migliori!

E’ giusto  sapere che sarebbe sufficiente un’esposizione al sole, per 20 minuti in maglietta e pantaloncini , quando il periodo lo permette, per poter assorbire la vitamina D e fare la giusta ricarica!

Cosa fare, quindi, in questo periodo in cui la giusta esposizione solare non è possibile?

Mangiare i giusti alimenti ad alto contenuto in vitamina D:

Pesci grassi come lo sgombro, le aringhe, il tonno, la carpa, l’anguilla, il pesce gatto oppure il salmone. Anche le ostriche e i gamberi contengono molta vitamina D. Inoltre, possiamo ritrovarla nei formaggi grassi, nel burro, nel tuorlo d’uovo,nella carne di fegato e nell’unica fonte vegetale come i funghi.

Ovvio che la maggior parte degli alimenti che vi ho qui elencato sono anche calorici, quindi è importante riuscire ad equilibrare bene le giuste quantità a seconda anche della necessità di ciascuno per evitare di prendere peso e creare solo danni.

Altre possibili fonti di vitamina D, sono gli alimenti fortificati cioè quelli che hanno un aggiunta di vitamina D oppure integratori alimentari. Rispetto a questi ultimi, però, dobbiamo stare molto attenti e farci suggerire dal nostro medico curante quali sono quelli più efficaci e quelli che riescono ad essere meglio tollerati. Infatti  esiste anche un livello massimo tollerabile di vitamina D secondo quanto indicato dai LARN ( livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana ).

Se si superano le dosi giornaliere indicate, anche questo utilissimo micronutriente può diventare dannoso per la salute, portando effetti come: nausea, vomito, costipazione, mancanza di appetito, depositi di calcio nei tessuti molli . Meglio alimentarsi in maniera giusta ed equilibrata seguendo quanto  sopra indicato e, solo dopo aver  consultato  il proprio medico, scegliere di ricorrere ad una aggiunta per eventualmente  integrare.

Prima di ogni integrazione,  è importante cercare e assumere la vitamina D presente nei nostri alimenti e, anche se con mascherina, farci baciare dal sole  sui nostri balconi  per almeno 20 minuti al giorno.

 L’addio a Carmine Sommese, una pagina indegna per la politica e lo Stato

Un feretro che fa tre tappe partendo dal Moscati di Avellino: Baiano, Nola e Saviano. Politici, sacerdoti, forze dell’ordine. «Era tutto spontaneo» – hanno detto.  E mentre il governatore De Luca reagisce imponendo la zona rossa a Saviano per sette giorni (ma solo a Saviano), i social si scatenano contro tutti i presenti dando addosso soprattutto ai politici, ossia coloro che da settimane ripetono ai comuni cittadini di starsene in casa. Per non dire di chi, a causa della pandemia ha perso un proprio caro senza poterlo salutare o fargli percorrere l’ultimo tratto terreno con la stessa solennità riservata a Sommese. La Procura di Nola ha già aperto un fascicolo sulla vicenda per comprendere come sia stato possibile far andare in scena quello che voleva essere un momento di commozione e che è diventato, invece, un circo. Saranno acquisiti tutti i video degli impianti di sorveglianza e lo stesso accadrà a Baiano, con la Procura di Avellino. Così come l’Asl ha disposto un’indagine interna per capire come mai medici, infermieri e personale si fossero schierati in attesa mentre i cancelli si aprivano tra le ali di folla facendo entrare il feretro. 

A farne le spese è stata la memoria di un sindaco, e medico, che avrebbe dovuto essere onorato in una sola maniera: restando a casa. Che beffa per lui che con il coronavirus aveva combattuto, essere al centro di una delle polemiche più violente dall’inizio della pandemia. Assembramenti a Baiano, poi all’ospedale di Nola, ed ancora la consegna della fascia tricolore da parte del vicesindaco, ora primo cittadino, alla moglie che pure dai social aveva fatto appello chiedendo di restare a casa. Le insegne dello Stato utilizzate, in buona fede d’accordo, ma per avallare una manifestazione che doveva essere commovente e commossa ed è scaduta invece nel ridicolo mettendo la Campania alla berlina in tutta Italia. C’erano le forze dell’ordine, c’erano i sacerdoti, c’erano alcuni politici che ammoniscono i cittadini a non uscir due volte per far la spesa e che ieri sono andati a rendere omaggio alla salma. Povero sindaco Sommese, due volte. Per il destino che di certo non meritava e perché l’omaggio alla sua memoria è stato paragonato sui social network a quello che di solito si riserva ai camorristi. Lui, che era come dicono tutti, una persona perbene. Un medico vittima della pandemia omaggiato trasgredendo alle regole in vigore per combatterla. Nel ricordarlo, purtroppo, tutti penseranno a ciò che è successo sabato. Paragoneranno il dolore di chi ha salutato per l’ultima volta un proprio caro, rivedendolo solo in forma di urna piena di ceneri con fattura da pagare, a quella messinscena con tanto di palloncini tricolore, alla sfilata del corteo in tre tappe, alla preparazione con tanto di transenne, trombettiere e filodiffusione per poi sostenere che era tutto «improvvisato» con tanto di drone per le riprese, dovessimo mai dimenticare quelle immagini. La giornata dell’omaggio a Sommese resterà nei ricordi come quella in cui il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, si è giustificato dicendo che era lì prima della bara, in rappresentanza di tutti i sindaci del nolano e che poi, vedendo arrivare il feretro, ha deciso sull’onda dell’emozione di tornare indietro. Quella in cui il consigliere regionale Pasquale Sommese ha pronunciato, nel viale dell’ospedale di Nola, poche parole di cordoglio, portando i saluti del «Consiglio Regionale tutto» tra gli applausi. Forse avrebbe dovuto avvisare De Luca. Quella in cui il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha deciso di accettare l’invito dei medici a «sostenerli», recandosi con tanto di fascia tricolore nel viale del Santa Maria della Pietà ad osservare un minuto di silenzio in omaggio a Carmine Sommese e ai medici. I social, stavolta, non lo hanno perdonato. Nemmeno quando ha deciso di mettersi in auto –quarantena, precisando però che è un atto che non vale nulla e che così ha deciso solo per dare un «esempio». E smorzare le polemiche.  Diffondendo poi in serata una nota stampa in cui minaccia querela a chiunque ripeta che il sindaco di Ottaviano è stato a Saviano, ha partecipato a qualsivoglia commemorazione della salma o a un non meglio precisato ultimo saluto». Comunque sia, e in ogni caso, è una pagina indegna per la memoria di Carmine Sommese e per tutti coloro che l’hanno scritta.

VinGustandoItalia, diventare “Quasi Sommelier” terza lezione.

 

Osservando il vino nel bicchiere, si potrà iniziare ad esprimere nel dettaglio limpidezza, colore e consistenza, oppure effervescenza, collegandoli al suo carattere.

Siamo giunti al cuore del nostro percorso per diventare Quasi Sommelier; oggi inizieremo la prima fase dell’analisi organolettica.

3 Lezione: L’ esame visivo.  

L’esame visivo è la prima delle tre fasi della degustazione del vino, fornisce informazioni introduttive che verranno confermate o meno dalle tappe successive, quella olfattiva e quella gustativa. L’esame visivo costituisce il  primo contatto al giudizio-opinione di un vino. Lo si può quindi ritenere come l’ingresso che avvia nel suo mondo, nella quale vengono rivelate informazioni che spesso si mostrano strettamente legate all’ambiente pedoclimatico, al vitigno dal quale il vino è stato acquisito, alle pratiche enologiche utilizzate e altro ancora. Veloce e schematico, questo esame si potrebbe ritenere poco significativo. In realtà non è così, perché nella maggior parte dei casi le osservazioni e le conseguenti ipotesi sui caratteri del vino vengono confermate durante le successive tappe della degustazione. L’esame visivo potrebbe anche porre in risalto situazioni negative, come alterazioni e malattie, che potrebbero far decidere di non continuare la degustazione. Per fortuna sono casi rarissimi ! Se è vero che l’esame visivo è piuttosto veloce, è altrettanto importante scrutare il vino con la massima attenzione, perché le notizie che se ne traggono possono rivelarsi molti utili. Solo dopo aver acquisito la necessaria esperienza nell’osservare con precisione il vino nel bicchiere, si potrà iniziare ad esprimere nel dettaglio limpidezza, colore e consistenza, oppure effervescenza, collegandoli al suo carattere. L’occhio umano è l’organo preposto a questa funzione, e nel caso in cui con l’esame visivo si riscontrino anomalie o alterazioni del vino, si deve interrompere la degustazione. L’insieme dei colori che formano lo spettro luminoso fornisce luce bianca. Il colore del vino è dato pertanto dalla capacità di questo liquido di assorbire o riflettere le differenti radiazioni che compongono la luce bianca. Esiste poi, uno strumento meccanico che valuta il grado di assorbimento/riflessione di luce bianca e si chiama spettrofotometro, ma noi “Quasi Sommelier” non useremmo mai tale strumento, per non perdere il fascino della scoperta.

Le prime informazioni ci vengono date già con la mescita del vino nel bicchiere, infatti lo studio della mescita del vino nel bicchiere permette di ricevere alcune notizie immediate sul colore e sulla consistenza, oltre che sull’eventuale presenza di anidride carbonica. Il bicchiere contenete il vino viene portato all’altezza degli occhi; lo si scruta in controluce, analizzando la limpidezza, l’assenza cioè di particelle in sospensione. Questo esame a volte può essere influenzato dallo scarso grado di trasparenza di alcuni vini rossi, molto ricchi di sostanze pigmentate, che per questo appaiono impenetrabili ai raggi luminosi. In questo caso il bicchiere deve essere orientato diversamente, in modo da poter verificare la reale limpidezza del vino. Il bicchiere deve essere inclinato su una superficie bianca (circa 45°) in modo da poter osservare il colore del vino, le sfumature (riflessi) e la vivacità. Nella zona di maggiore spessore vengono valutati il colore e la sua intensità, mentre in quella di minor spessore, dove il vino si distribuisce in strato molto sottile, si osservano le sfumature, decisive nella previsione dello stato evolutivo del vino. Il bicchiere viene fatto ruotare adagio in modo che sulla parte si formi un velo di liquido. Riportato il bicchiere all’altezza degli occhi, si fissa il vino che ricade lungo la parete, formando delle piccole gocce, chiamate lacrime, distanziate da spazi chiamati archetti. L’osservazione del movimento del vino durante la rotazione, della regolarità e della velocità di caduta delle lacrime, oltre che dell’ampiezza degli archetti, è indispensabile per la valutazione della consistenza del vino. Se il vino in degustazione è uno spumante, non si valuta la consistenza ma il suo perlage. Il bicchiere non deve essere quindi asservito ad alcuna rotazione, ma viene fissato con attenzione portandolo all’altezza degli occhi, per valutare lo sviluppo delle catenelle di bollicine di anidride carbonica. La valutazione del vino viene fissata e determinata essenzialmente durante tre momenti dell’esame visivo: la mescita, la rotazione del bicchiere, la formazione delle lacrime e degli archetti sulle pareti del bicchiere dopo la rotazione. Durante la mescita si deve in primo luogo valutare come il vino scende sul fondo del bicchiere; se questo avviene in modo leggero e schioccante, si può pensare a un vino con limitata consistenza ad esempio un vino bianco giovane, mentre se scorre più lentamente, quasi come fosse uno sciroppo, si può prevedere un vino ricco di consistenza, quindi un vino rosso invecchiato, oppure un passito.

Preso il bicchiere alla base, lo si fa ruotare lentamente, fissando con attenzione il movimento del vino. Se è veloce e quasi acquoso, il vino è dotato di scarsa consistenza, mentre se è più lento e omogeneo, il vino ha una buona consistenza. All’inizio, la valutazione della consistenza attraverso questa osservazione può presentare qualche difficoltà; con un po’ di esperienza risulta però fondamentale, perché permette di valutare la consistenza anche quando la superficie del bicchiere impedisce la formazione definita di lacrime e archetti. Successivamente aver ruotato alcune volte il bicchiere, il vino scende lungo la parete formando lacrime e archetti. Se le lacrime scendono velocemente e in modo non regolari e se gli archetti sono ampi, il vino ha scarsa consistenza, mentre se le lacrime sono lente e regolari e se gli archetti sono stretti, il vino ha grande consistenza. Quindi ricordate, la Limpidezza si valuta per stabilire che non siano presenti malattie e alterazioni. Va tenuto conto che i vini invecchiati possono non avere una limpidezza assoluta. La limpidezza dipende dalla presenza o meno di particelle in sospensione. Una volta erano presenti nel vino contadino, oggi non dovrebbero esserci più perché i vini in commercio vengono opportunamente filtrati. La trasparenza di un vino è influenzata dalla quantità di materia colorante presente e rappresenta la capacità di farsi attraversare da raggi luminosi. Invece, il colore è determinato dal complesso delle sostanze polifenoliche, come antociani, flavoni, leucoantociani ecc., che sono presenti soprattutto nella buccia degli acini. L’esame del colore è utile anche per accertare che nel vino non siano presenti alterazioni, come le casse ossidasica e fosfatica, ferrica e proteica – peraltro rarissime-, che potrebbero causare l’insolubilizzazione di alcune sostanze e la formazione di precipitati colorati. La valutazione del colore è fondamentale per verificare la corrispondenza del vino con la sua tipologia, la sua reazione con l’ambiente pedoclimatico, il vitigno, le potenzialità nei confronti dell’evoluzione. Alcuni esempi possono chiarire questi concetti. La degustazione di un Oltrepò Pavese Riesling dell’annata in corso dovrebbe evidenziare un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, quasi lunare: il colore conferma il carattere del vitigno, le sfumature ricordano la freschezza del vino.

La degustazione di un Brunello di Montalcino di 8-10 anni dovrebbe invece proporre un colore rosso granato con riflessi aranciati: anche in questo caso la tonalità è un chiaro riferimento alla tipologia del vino, mentre le sfumature testimoniano la sua evoluzione. L’ultima caratteristica da valutare durante l’esame visivo dei vini fermi o leggermente mossi, cioè con sottile presenza di anidride carbonica, è la consistenza. Il vino è composto in maggior parte da acqua (85%), alcool (9/14%) ed altre sostanze(Polialcoli , Polifenoli, Zuccheri);  sono, proprio queste ultime ed in particolare l’etanolo ed il glicerolo a determinare la consistenza del vino, che può andare dal fluido( Es:L’Acqua) al Viscoso(Es:L’olio). Determinare la consistenza del vino è importante sia per stabilirne la qualità od eventuali difetti, ma anche per il futuro abbinamento: più alta è la consistenza del vino più sarà da abbinare a piatti strutturati ed elaborati, dai sapori forti. Se si degusta  uno spumante o uno Champagne, la valutazione della consistenza viene sostituita da quella dell’effervescenza, dovuta alla presenza di spuma e bollicine di anidride carbonica (CO2), un gas che si libera dal vino versato nel bicchiere. Oltre che in questi prodotti, la presenza di anidride carbonica è normalmente un fattore positivo in alcuni vini giovani, bianchi, rosati e rossi, grazie alla sua azione sinergica nei confronti dell’acidità, che ravviva la gradevole freschezza gustativa. Al contrario, in vini rossi maturi o passiti, la presenza di anidride carbonica è un fattore decisamente negativo, legato a probabili fermentazioni indesiderate. In questi casi, oltre all’inconsueta presenza di bollicine irregolari, anche il colore, la limpidezza, il profumo e il sapore risultano alterati. L’effervescenza che viene valutata positivamente durante l’esame visivo è quindi quella legata alla presenza di anidride carbonica naturale formata dai lieviti durante la fermentazione alcolica nella produzione degli spumanti, siano essi ottenuti con il Metodo Classico o Martinotti, dolci o secchi. Oltre a determinare lo sviluppo del perlage, l’anidride carbonica influenza alcuni caratteri del vino che verranno approfonditi nella trattazione degli esami olfattivo e gusto-olfattivo.

Quindi riepiloghiamo: l’esame visivo è costituita da tre fasi: 1) l’osservazione della Limpidezza per cercare particelle in sospensione (Velato – Abbastanza limpido – Limpido – Cristallino – Brillante). 2) l’ osservazione del Colore (Vini Bianchi :Giallo verdolino – Giallo paglierino – Giallo dorato – Giallo ambrato; Vini Rosati: Rosa tenue – Rosa cerasuolo – Rosa chiaretto; Vini rossi: Rosso porpora – Rosso rubino – Rosso granato – Rosso aranciato). 3) l’osservazione della Consistenza per studiare la componente alcolica e la struttura (rotazione bicchiere per analizzare lacrime ed archetti). 4) soltanto per gli spumanti l’Effervescenza e non la Consistenza (Grana delle bollicine: Grossolane,Abbastanza fini, Fini. Numero delle bollicine: Scarse, Abbastanza numerose, Numerose. Persistenza delle bollicine: Evanescenti, Abbastanza persistenti,Persistenti). La prima lezione della degustazione è terminata, vi aspetto alla prossima con il mio motto, Le tre T “Tipicità, Tradizione e Territorio”.

“Covid -19, Ripartiamo dalla  Solidarietà”: volontari in campo a Casalnuovo al fianco delle famiglie in difficoltà

“Covid -19, Ripartiamo dalla  Solidarietà”: volontari in campo a Casalnuovo al fianco delle famiglie in difficoltà: distribuiti centinaia di pacchi alimentari. Iasevoli: “Ora bisogna pensare ad aiutare i piccoli commercianti. Si istituisca un fondo con le indennità dei politici”

 A Casalnuovo di Napoli, le associazioni Voce ‘e popolo, GNC e Ape, hanno avviato l’inizativa “Ripartiamo dalla solidarietà”  per il sostegno alle famiglie che in questo difficle momento si trovano a dover fare i conti con una situazione economica precaria, conseguenza dell’emergenza sanitaria Covid-19, predisponendo e donando  pacchi alimentari, raccogliendo le tantissime richieste di aiuto pervenute.

Il tutto è stato possibile grazie all’impegno dei volontari che hanno proceduto alla distribuzione, ma  soprattutto  grazie ai tanti cittadini e commercianti che attraverso le loro donazioni,  in denaro o in generi alimentari,  hanno contribuito all’iniziativa di solidarietà.

Ora – le parole di Espedito Iasevoli, uno dei promotori dell’iniziativa “Ripartiamo dalla Solidarietà” – oltre alle famiglie in difficoltà, è tempo di pensare anche ai piccoli commercianti costretti a chiudere le proprie attività, subendo gli effetti economici devastanti di questa pandemia.  La nostra proposta, che auspichiamo venga recepita anche dall’amministrazione, è quella di istituire un fondo di solidarieta’ destinato al commercio locale, utilizzando anche i costi della politica, ovvero le indennità degli assessori e i gettoni di presenza dei consiglieri comunali”.