martedì, Maggio 26, 2026
20.6 C
Napoli

Le ricette di Biagio: seppie e piselli. E il genio di Achille Campanile….

Adv

Con il racconto sull’incontro di “seppie e piselli” – un incontro casuale che alla fine diventa un “meraviglioso accordo” – Achille Campanile conferma che un “piatto” può essere come un libro: a questo tema dedicheremo i prossimi articoli della rubrica. Achille Campanile (1899 – 1977), romano, figlio di un napoletano, cugino di Vittorio De Sica, è uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento. L’umorismo surreale e la finezza linguistica gli hanno dettato capolavori come “Manuale di conversazione”, “L’eroe”, “Gli Asparagi e l’immortalità dell’anima”.

 

Ingredienti di “seppie e piselli alla napoletana”: gr. 700 di seppie; 1 kg di piselli freschi ( o gr. 350 di piselli in scatola o surgelati); gr.300 di pomodori pelati; aglio; basilico;  olio d’oliva; sale e pepe. In una padella fate scaldare l’olio d’oliva e uno spicchio d’aglio;  aggiungete i piselli, già preparati per l’uso, e gradualmente i pomodori pelati, schiacciandoli lievemente con una forchetta. Dopo dieci minuti di cottura, calate nel sugo le seppie, pulite e asciugate, e fate cuocere per altri quindici minuti.   Il “piatto” vuole il supporto del pane di grande qualità e di un vino che sappia coordinare in modo definitivo “l’incontro” complicato tra i sapori delle seppie, dei piselli e del pomodoro ( dal sito: la cucina italiana.it).

 

La seppia ha suscitato fin dall’antichità l’interesse di molti scrittori, a cui ha suggerito metafore, similitudini, riflessioni filosofiche. I suoi “ossi” hanno dato il titolo a una celebre raccolta di poesie di Eugenio Montale. Ma all’incontro della seppia e dei piselli, e dunque all’intero “piatto” che oggi Biagio ci propone, uno sfizioso racconto venne dedicato da Achille Campanile. Le seppie vengono dalle “profondità marine”, ove “nuotano lente e quasi trasparenti in una limpida luce d’acquario”: laggiù non arriva nessuna notizia del mondo esterno, dei piselli, dei prati “in cui si rincorrono fanciulle con grandi cappelli di paglia e lunghe vesti leggere tra piccole margherite”. I piselli li incontrano solo nel “tegame sul fuoco, quando sono già spellate, tagliate a pezzi e quasi cotte”: e a prima vista non si può credere che sia un incontro felice, perché anche i piselli hanno “un’idea molto vaga del mare. Sono chiusi nel baccello, poveri pallottolini ciechi che non si sa davvero per chi esistano, là dentro, e se non ci fossero gli uomini a tirarli fuori difficilmente vedrebbero il sole”. Ma il destino delle seppie e dei piselli è nelle mani delle donne e degli uomini, dei loro gusti e dei loro desideri, delle tendenze e degli orientamenti del sistema sociale. Le seppie vengono prese dai pescatori e i piselli vengono coltivati dai contadini: portati via da spazi tra loro assai lontani, si incontrano nello stesso luogo, sui banchi del mercato. Qui arriva una signora che quel giorno ha deciso di cucinare le seppie con i piselli, “non le fa tutti i giorni, è un capriccio, una raffinatezza, un di più: quel giorno le è saltato il ticchio di fare le seppie con i piselli”: a loro non chiede se sono d’accordo, li compra, li porta a casa, “spella e taglia” le seppie, “scafa”, sgrana, i piselli e celebra il loro incontro nel tegame. “Da questo momento i loro destini sono legati. Nel primo istante c’è un po’ di freddezza, ma dopo poco, “bon gré mal gré”, si accordano a meraviglia. Insieme vengono scodellati, insieme arriveranno a tavola, insieme verranno assaporati e lodati, e non cercheranno di sopraffarsi l’un l’altro. Consummatum est. Rientrano nel tutto. Hanno percorso fino in fondo la traiettoria del loro lungo viaggio e delle loro brevi vite che, con un’effimera fosforescenza nel buio dell’universo, si sono incontrate, fuse e spente”. Le ultime, splendide immagini trasformano un “piatto” nella metafora della potenza del Caso: una donna e un uomo si incontrano per caso, ma poi, mentre stanno insieme, si convincono che era destino che stessero insieme, e danno senso e significato alle loro vite, con uno scambio reciproco, fino al giorno in cui la luce si spegne nel buio dell’universo. Sì, ci sono “piatti” che diventano libri.

(FONTE FOTO: BLOG GIALLOZAFFERANO)

Adv

In evidenza questa settimana

Ottaviano, Federico non tocca il 50%: si va al ballottaggio

Elezioni Amministrative 2026 – OttavianoTotale voti validi: 13.931Percentuale scrutinata:...

Centrosinistra, a San Giorgio non c’è partita: Carbone supera l’80%

San Giorgio a Cremano ha scelto il suo nuovo...

Sant’Anastasia volta pagina: Caserta manda a casa il sindaco uscente Esposito

Le elezioni comunali di Sant’Anastasia consegnano un risultato chiaro...

Elezioni a Saviano, plebiscito per Peppe Franco: è il nuovo sindaco

Saviano volta pagina e sceglie il nuovo sindaco. Sarà...

Argomenti

Ottaviano, Federico non tocca il 50%: si va al ballottaggio

Elezioni Amministrative 2026 – OttavianoTotale voti validi: 13.931Percentuale scrutinata:...

Sant’Anastasia volta pagina: Caserta manda a casa il sindaco uscente Esposito

Le elezioni comunali di Sant’Anastasia consegnano un risultato chiaro...

Elezioni a Saviano, plebiscito per Peppe Franco: è il nuovo sindaco

Saviano volta pagina e sceglie il nuovo sindaco. Sarà...

Portici nel solco dell’era Cuomo: Teodonno stravince col centrosinistra

Claudio Teodonno, candidato del Partito democratico e sostenuto da...

Giustino fa il cappotto al centrodestra: il campo largo si prende Afragola

Ad Afragola si profila una svolta politica destinata a...

Il dottore si prende la rivincita: Raimo è il nuovo sindaco di San Vitaliano

PASQUALE RAIMO È IL NUOVO SINDACO DI SAN VITALIANO:...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv