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L’Arci Somma Vesuviana, cinquant’anni dopo

Cinquant’anni fa, su proposta mia e dei compianti Nicola Polise e Vincenzo Maiello, nasceva l’Arci a Somma Vesuviana. Questa operazione fu possibile grazie all’intervento di zio Vincenzo Febbraro, che mise a disposizione gratuitamente due stanzette a via Nuova. Garante dell’iniziativa fu Arcangelo Rianna, di cui zio Vincenzo Febbraro si fidava ciecamente. Io, Nicola e Vincenzo eravamo iscritti alla Federazione giovanile comunista ed eravamo molto attivi nel panorama politico locale. Evidentemente c’era bisogno di un contrappeso e zio Vincenzo, fine politico, pensò bene di impegnare nell’impresa dell’Arci Arcangelo Rianna, moderato di centro destra.

 

All’inizio sulla tabella di via Nuova la sede fu dedicata all’Arci Caccia, uno dei numerosi settori di attività, in cui era divisa l’Arci, associazione nazionale che all’epoca contava circa un milione di iscritti in Italia. All’Arci Caccia aderirono immediatamente Felice D’Avino (Quatturano), i componenti della Paranza del Ciglio e molti dei residenti del rione Casamale.  Nei primi anni di attività l’Arci Somma si limitò a fare poche iniziative.  Il numero degli aderenti al circolo, però, aumentava perché i cacciatori dovevano obbligatoriamente avere una assicurazione e molti, per comodità, sceglievano l’Arci Caccia.  La vera svolta dell’associazione del Casamale ci fu quando, qualche anno dopo,  l’Arci si trasferì nelle ‘Camerelle’ di via Ferrante D’Aragona. In questo periodo aderirono all’Associazione i fratelli Molaro (Gaetano Franco, Carlo e Salvatore), Peppe D’Avino (Scassaporte), Peppe Martone (Scalpellino), Ciccio Salierno, Antonio e Giovanni Coffarelli, Stefano Raia, Antonio e Vincenzo Improta ed un gruppo di giovani di belle speranze tra cui: Mimmo Cardamone, Gerardo Iovino, Franco Secondulfo, Pasquale Morisco, Ciro Maiello, Lello Maione, Antonio e Gennaro Di Lorenzo e tanti altri. Dopo qualche anno l’associazione si trasferì nella splendida sede di proprietà di Vincenzo Maione che disponeva di un grande spazio da adibire a teatro. Nacque, quindi, ”Arci New Form” che promosse centinaia di iniziative. E’ quasi impossibile elencare tutte le manifestazioni organizzate dal circolo Arci in cinquant’anni di attività. I curiosi, però, che volessero saperne di più possono richiedere gratuitamente il libro ‘Una storia di paese’ che riporta puntualmente le iniziative prodotte. E’ il caso, invece, di soffermarsi su alcuni valori e contenuti di questo impegno che ancora continua.

Innanzitutto in un ambiente provinciale e chiuso come era quello sommese, si rivelò vincente la scelta di aderire ad un movimento culturale nazionale ed internazionale all’avanguardia in tutti i campi di attività. Basti pensare che nel settore dei diritti sociali l’Arci era seriamente impegnata ad organizzare iniziative per il movimento Gay, all’epoca oscurato e vilipeso. La programmazione culturale del circolo del Casamale in quegli anni, fu veramente rivoluzionaria ed anticipò grandi movimenti e fenomeni culturali. Negli anni Settanta, infatti, mentre a Somma pullulavano le pur lodevoli recite delle filodrammatiche parrocchiali, nel circolo Arci si proponevano gli spettacoli dell’Argentino Horacio Certhok, di Libera Scena Ensamble, di Rosario Crescenzi, della Nuova compagnia di canto popolare di Leo e Perla De Bernardinis e di Antonio Casagrande. Insomma il meglio dell’avanguardia e del libero teatro di strada che poi avrebbero avuto sviluppi clamorosi negli anni a venire. Nel campo delle tradizioni gastronomiche nascevano anche al Casamale le ‘Feste del piacere’ dell’Arci Gola, in cui, a tavola, si discuteva dei valori culturali e tradizionali del cibo, che in futuro avrebbero dato sviluppo allo Slow Food, l’associazione più autorevole in campo mondiale sulla difesa delle tradizioni enogastronomiche. Dal circolo del Casamale nel 1980 poco meno di 15 aderenti furono parte attiva nella nascita dell’associazione “Lega per l’Ambiente Arci”. All’ assemblea di fondazione di Lega per l’Ambiente nell’aula magna dell’Università La Sapienza di Roma parteciparono tra gli altri: Umberto Colombo, Fabrizio Cicchitto, Giovanni Berlinguer, Antonio Ruperti, Fabrizio Giovenale, Antonio Cederna ed altri eminenti membri dell’ambientalismo nazionale. In quella occasione tenni io la relazione introduttiva che sancì la nascita della più importante associazione ambientalista d’Italia. Grazie all’opera instancabile di Felice D’Avino, di Giovanni Coffarelli, di Stefano Raia, di Ciccio Salierno e di tanti altri amici, molti dei quali purtroppo non ci sono più, sono state mantenute e rivitalizzate importanti iniziative come ‘La festa delle lucerne’ e numerose manifestazioni nel campo del folclore e dei canti tradizionali. Significative iniziative di massa, seminari e dibattiti sono stati organizzati anche per difendere il patrimonio artistico e culturale, per l’agricoltura, per tutelare gli svantaggiati e per lanciare sul mercato il vino Catalanesca. I più avveduti e sinceri sanno che niente sarebbe stato come è oggi se non ci fosse stata l’Arci. Purtroppo anche nel nostro paese si assiste a tentativi patetici di persone e gruppi che cercano consciamente o inconsciamente di cancellare una memoria storica di grande valore culturale. Naturalmente non si possono negare gli errori e le sottovalutazioni compiute dall’Arci Somma nel corso della sua storia. Il demerito più grande è sicuramente quello di non aver saputo trasformare tanto impegno in un progetto politico di maggioranza, capace di incidere sulle sorti del paese.

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