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L’Antimafia: clan decimati, ma la camorra tra Napoli e provincia è in mano ai ragazzini

La relazione della Direzione Nazionale Antimafia, presentata ieri dal procuratore Franco Roberti, fornisce dati e cifre in qualche caso preoccupanti: gli omicidi causati da tutte le organizzazioni criminali in Italia sono in crollo ma non è così a Napoli dove invece aumentano. E nel vuoto di potere causati dagli arresti dei boss allignano nuove generazioni di giovani e giovanissimi senza freni. Le attività privilegiate? Videopoker e Centri Scommesse.

 

L’attività investigativa ha determinato veri e propri stravolgimenti nel panorama delle organizzazioni criminali, determinando la scomparsa o il forte indebolimento di alcuni storici clan di camorra, ormai orfani di tutti gli esponenti di maggior livello e carisma criminale, in quanto tratti in arresto e in stato di detenzione con pesantissime condanne e, talvolta, passati a collaborare con la giustizia». Lo rileva la relazione 2015 della Direzione nazionale antimafia presentata dal procuratore Franco Roberti e dalla presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. Questa situazione «avrebbe creato veri e propri vuoti di potere, che giovani generazioni di camorristi stanno cercando di occupare, con metodi violenti e senza la capacità di misurare il rapporto tra benefici e costi delle proprie azioni criminali, se non altro sotto il profilo della loro capacità di determinare una particolare reazione delle istituzioni statali».

Attualmente sono 215 i detenuti per reati di camorra sottoposti a regime detentivo previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, il cosiddetto carcere duro.  Questi 215 detenuti fanno capo a organizzazioni criminali di tipo mafioso radicate nell’area metropolitana di Napoli e provincia e nella provincia di Avellino. «I casi di nuova applicazione del regime speciale riferiti al periodo compreso tra il 1 luglio 2014 ed il 30 giugno 2015 riguardano invece – segnala la Dna – i vertici di diverse aggregazioni camorristiche attive nel centro cittadino e nella provincia di Napoli».

Il procuratore Roberti, nel corso della presentazione del rapporto annuale ha poi sottolineato come siano «in crollo» gli omicidi causati da tutte le organizzazioni criminali italiane tranne che nel napoletano, dove invece aumentano.  «La camorra è un’organizzazione ‘omicidaria’ per una causa precisa ha detto Roberti-: gli arresti dei boss condotti negli ultimi anni hanno creato un vuoto di potere che giovani e giovanissimi, naturalmente senza freni, cercano di occupare, è un problema di ordine pubblico».

I collaboratori di giustizia rappresentano «uno strumento irrinunciabile di acquisizione conoscitiva e probatoria» nella lotta alla camorra: si ribadisce nella relazione, segnalando che la loro utilità «trova conferma nell’esito positivo delle verifiche giurisdizionali nei procedimenti penali fondati sulle dichiarazioni degli stessi, nonostante la costante azione di inquinamento e di intimidazione messa in atto dalle organizzazioni criminali minacciate dalle loro rivelazioni». È però necessario avviare «una attenta verifica probatoria del contenuto di rivelazioni, esposte a concreti pericoli di concertazione e inquinamento, nonché, nella medesima prospettiva di prevenzione di ogni rischio di crisi della stessa credibilità e sostenibilità dell’istituto in parola, di rigorosa e prudente gestione dei meccanismi premiali previsti dalla legge».

Quanto ad interessi e attività dei clan, l’interesse manifestato dalla camorra verso i giochi online e in particolare il videopoker «è stato ampiamente esplorato specie con riferimento al coinvolgimento della maggior parte dei clan napoletani e campani nelle attività delle medesime famiglie di imprenditori» – segnala la relazione dell’Antimafia, sottolineando come un altro settore da tempo eletto dalle organizzazioni camorristiche «a uno degli ambiti entro i quali appare più conveniente reinvestire profitti criminosi è quello delle agenzie di scommesse che – per la sua peculiare ramificazione territoriale, che può corrispondere alla dislocazione delle singole agenzie di una determinata società di raccolta di scommesse sportive, oltre che per la stretta relazione con il gioco on-line, per sua natura, dematerializzato – spesso implica il coinvolgimento di più di un sodalizio criminale. Su questo terreno – precisa la Dna – spesso si formano e consolidano alleanze o, viceversa, si consumano sanguinose rotture».

 

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