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«Le norme di avanguardia, che tutelano e favoriscono l’inserimento dei ragazzi con disabilità vanno pienamente e concretamente attuate». È quello che ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inaugurando il nuovo anno scolastico.

Tuttavia, proprio in questi giorni vengono segnalati da ogni parte lacune, violazioni e disagi che impediscono ad alunne e alunni con disabilità di iniziare l’anno scolastico al pari dei compagni. In alcuni casi le stesse scuole inviterebbero le famiglie a trattenere a casa i ragazzi. Fino a quando la scuola non abbia attivato gli adeguati sostegni e supporti. Dovuti per legge! E quelli che hanno iniziato a frequentare, studenti con disabilità e loro familiari, devono affrontare da subito tantissimi problemi.

Sono oltre 245.000 gli alunni e studenti con disabilità in Italia, oltre 27 mila in Campania. Per poter frequentare la scuola in condizioni di pari opportunità con i loro compagni senza disabilità, necessitano di idonei sostegni. Tra cui insegnanti curricolari adeguatamente formati, insegnante di sostegno, assistente all’autonomia e alla comunicazione, assistente igienico personale rispettando il genere. E ancora supporti didattici personalizzati, prime classi formate secondo i limiti normativi, abbattimento delle barriere architettoniche e sensopercettive, trasporto scolastico ecc. All’inizio di ogni anno scolastico, invece, le famiglie e gli studenti con disabilità incontrano difficoltà in tali ambiti. Difficoltà che spesso poi si protraggono per mesi e mesi, se non per l’intero anno di scuola. Ostacolando o addirittura negando la piena inclusione scolastica e il loro diritto all’istruzione. Trasformando questo diritto fondamentale in un incubo!

Tutto ciò avviene nonostante il nuovo Decreto Legislativo 96/19 sull’inclusione scolastica, entrato in vigore il 12 settembre scorso, che doveva rendere questo anno scolastico memorabile per gli alunni con disabilità. Decreto che ha introdotto significative novità. In particolare, si prevede la costituzione di un gruppo formato dai docenti di classe o Consiglio di Classe, insieme ai genitori e alle figure professionali che hanno in carico quel determinato alunno con disabilità. Sia dentro che fuori la scuola. Quindi operatori dell’ASL e responsabili degli interventi sociali.

Il compito di tale gruppo è quello di condividere tutti i supporti da attivare per il raggiungimento degli obiettivi didattici ed educativi. Esplicitando strumenti, strategie, modalità per realizzare un idoneo ambiente di apprendimento nelle sue varie dimensioni. Nonché gli indicatori con cui monitorare l’andamento degli interventi, eventualmente ricalibrando il tutto. A tali incontri dovrà partecipare, nelle scuole secondarie di secondo grado, anche l’alunno con disabilità. Nel rispetto del diritto all’autodeterminazione, come indicato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. E pertanto occorrerà utilizzare strategie e tecniche di partecipazione per un coinvolgimento attivo dell’alunno.

E tuttavia le nuove norme sono entrate in vigore a partire dal 1° settembre, anzi dal 12. È vero ma fino a tale data vi era ancora la vecchia disciplina. La quale però obbligava gli Istituti a predisporre entro il 30 luglio degli incontri con i quali prevedere una bozza di PEI. In cui condividere le ore di sostegno da richiedere all’Amministrazione Scolastica e l’individuazione delle altre risorse professionali. Tutto ciò in base allo specifico percorso personalizzato programmato proprio per quell’alunno.

All’inizio dell’anno ci sono tanti problemi, ritardi, ostacoli, inadempienze. Un po’ ci siamo abituati. Ma ad alcuni non ci dovremmo abituare mai, perché sono più odiosi degli altri: riguardano la partecipazione alla vita scolastica delle persone con disabilità. Tuteliamo tutti gli alunni con disabilità e consentiamo loro di avere ogni servizio e sostegno necessario, per assicurare condizioni di parità con tutti gli altri studenti e rendere davvero concreta l’inclusione scolastica. A partire dall’inizio dell’anno scolastico!