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La camorra vara ad Acerra la sua prima fabbrica delle sigarette di contrabbando: sequestrata. 12 arresti

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La prima fabbrica napoletana produttrice di sigarette contraffatte è stata scoperta in quella parte orientale della provincia che è praticamente terra di nessuno, ad Acerra, in località Ponte dei Cani, in una piatta zona ex agricola zeppa di discariche abusive e capannoni non bene identificati. In uno di questi grossi fabbricati anonimi hanno fatto irruzione ieri mattina gli uomini della compagnia della Guardia di Finanza di Nola, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Qui sono state sorprese dodici persone intente a fabbricare una serie impressionante di sigarette, poi fittiziamente confezionate con il noto marchio “Regina”, un marchio che non esiste nel settore legale e che per questo motivo viene definito la marca per eccellenza del contrabbando. Un falso industriale in pieno “stile” partenopeo, dunque. Stavolta però non si tratta della scoperta del “solito” laboratorio per la contraffazione di valigie, scarpe o abiti delle griffe di grido. Stavolta in ballo c’è un’intera fabbrica addetta alla produzione delle sigarette il cui marchio fasullo invade e quasi monopolizza il mercato del contrabbando locale e nazionale. Intanto le persone sorprese nello stabilimento abusivo di Acerra sono state tutte arrestate. Si tratta di 11 lavoratori stranieri e di un italiano, un campano, l’uomo che gestiva la manodopera sul posto. Gli arrestati ora si trovano in parte nel carcere di Secondigliano e in parte in quello di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Proprio in provincia di Caserta, sempre ieri e sempre nell’ambito della stessa indagine, i finanzieri di Nola hanno sequestrato il deposito che fungeva da fornitore di alcuni dei materiali utilizzati per il confezionamento ad Acerra delle sigarette. Il deposito si trova a Cervino, paesino molto vicino ad Acerra, stretto tra Maddaloni e Santa Maria a Vico. L’indagine è agli inizi ed è molto delicata. Il sospetto infatti è che ci sia il solito zampino di mamma camorra dietro questa faccenda. Nel frattempo i finanzieri hanno controllato anche i due proprietari del capannone, sono entrambi di Acerra. Hanno dichiarato di aver affittato lo stabile ma di non sapere a quale scopo. I due per il momento non sono stati colpiti da nessuna misura. Il capannone comunque è di quelli ampi, ha una superficie di circa mille metri quadrati. All’interno gli agenti delle Fiamme Gialle hanno trovato 30 tonnellate di tabacco lavorato estero, altre materie prime (filtri, cartine e materiale da confezionamento), costosi e performanti macchinari. Una volta immesse sul mercato le sigarette rinvenute avrebbero fruttato circa 5 milioni di euro. << Ogni pacchetto di Regina – spiega Francesco Marigliano, presidente dei tabaccai napoletani – costa intorno ai 2 euro e 50 mentre le sigarette legali partono da 4 euro e 20 al pacchetto. Intanto in provincia di Napoli ci sono circa 300 bancarelle che le vendono, per lo più localizzate nell’hinterland a Nord di Napoli e in alcuni quartieri storici del capoluogo. Il contrabbando in Italia crea un’evasione di 700 milioni di euro all’anno >>.

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