Napoli ha ereditato una ricchezza di marianità, costituita da luoghi e testimonianze del culto locale alla Vergine: basiliche, chiese, reliquie, icone, dipinti, sculture; un vero patrimonio che testimonia la storia religiosa della città.
La devozione a Maria ha da sempre segnato in profondità la vita di ogni fedele e il cammino del popolo di Dio. Oggi il culto popolare alla madre di Cristo continua a manifestarsi in tante forme diverse di sincera devozione: Maria resta la donna più amata dai cristiani, la madre capace di condurre i fedeli verso il figlio Gesù, e la venerazione della Vergine scorre nelle vene della chiesa tutta, come afferma la scrittrice Marcellina Pedico. Numerosi, comunque, sono i fondamenti teologici ed evangelici su cui si è sempre poggiato il culto speciale che la Chiesa cattolica, sin dalle sue origini, tributa alla Madre di Dio. Certamente la Madonna, già dai primi secoli, ebbe un culto di venerazione e di amore. Le pagine del Vangelo di Matteo, Luca e Giovanni, che riguardano Maria, erano profondamente scolpite nel cuore dei cristiani, soprattutto quelli candidati al cruento martirio. Come non venerare ed amare Colei che aveva dato al mondo il Salvatore?

Andrea Beato nasce a Napoli nel 1985, dove consegue il baccellierato in teologia presso la Pontificia facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Autore già di un testo dal titolo San Ciro medico inviato da Dio, ha avuto sempre un profondo interesse per la storia e l’arte, approfondendo in particolar modo lo studio del culto per le immagini mariane di Napoli come argomento della sua tesi di laurea, da cui è tratto il suo nuovo libro dal titolo L’ Immagine di Maria – Testimonianze della pietà mariana nella Napoli medievale con la prefazione dell’archeologo e storico della tarda antichità Giovanni Liccardo.
Napoli – spiega Andrea Beato – ha ereditato una ricchezza di marianità, costituita da luoghi e testimonianze del culto locale alla Vergine: basiliche, chiese, reliquie, icone, dipinti, sculture; un vero patrimonio che testimonia la storia religiosa della città. L’ autore, partendo dalle origini di Napoli, ci fa viaggiare nel periodo angioino alla scoperta architettonica dei suoi numerosi edifici sacri, tra cui spiccano: San Lorenzo Maggiore, Sant’ Eligio al Mercato, San Domenico Maggiore, Santa Chiara, la Cattedrale e così via. Successivamente ci fa comprendere con meticolosa purezza la grande devozione mariana di quell’ epoca, focalizzando la sua attenzione sulle feste mariane della chiesa napoletana medievale. Ci offre, infine, un quadro perfetto dell’iconografia mariana napoletana, soffermandosi sul significato delle immagini nelle culture mediterranee dell’epoca cristiana e nella cultura cristiana, particolarmente partendo dall’ Oriente con le principali tipologie di immagini mariane, dalle quali evolverà l’arte medievale in Occidente e quella napoletana.

La prima immagine mariana di Napoli, rinvenuta nelle Catacombe di san Gaudioso, risale al V secolo, e – come afferma la scrittrice e giornalista Rosa Carillo Ambrosio – rappresenta una Theotokos (colei che genera Dio). Ora la si può ammirare nella Basilica di S. Maria della Sanità ai Vergini. Insomma, un libro eccezionale e coinvolgente, scritto in uno stile chiaro e semplice, costruito dall’autore sulla passione, sulla profonda ricerca e sull’amore per la sua terra.



