venerdì, Maggio 8, 2026
18.2 C
Napoli

“I rigatoni con pesto di pomodori secchi”, un piatto “filosofico”, indispensabile se volete dedicare a qualcuno un “pernacchio di testa”

Adv

In un tempo come il nostro, in cui le “macchiette” si credono onnipotenti e sommamente intelligenti, questo piatto,  che i rigatoni e il pesto di pomodori secchi rendono “filosofico,” ci aiuta a capire la verità delle cose; ci spiega che le  “macchiette” devono essere “sfrantummate”, dissolte, da scariche di quei “pernacchi di testa” di cui Eduardo fu il più grande teorico; ci fornisce, infine, gli strumenti vocali necessari per eseguire il “pernacchio di testa” come se a modularlo fosse un’intera orchestra.

 

Ingredienti (per 4 persone): 400 gr. di  rigatoni; 350 gr. di pomodori secchi sott’olio; 30 gr. di pinoli; 20 gr. di mandorle pelate; 12 foglie di basilico;sale. Per la preparazione del pesto si versano nel mixer i pomodori secchi ancora unti dall’olio in cui sono stati conservati, si aggiungono i pinoli, le mandorle pelate e le foglie di basilico; si frulla il tutto fino a ottenere un amalgama granuloso, che verrà conservato in una ciotola.  Si fa bollire l’acqua nella pentola, si aggiunge il sale, si prende e si mette da parte un bicchiere di acqua di cottura, si calano i rigatoni, che vanno scolati due minuti prima del così detto “tempo di cottura”, si versa il pesto nella pentola dove sono stati cotti i rigatoni, lo si rende cremoso con l’aggiunta di un po’ di acqua di cottura, si calano di nuovo i rigatoni, si mescola lentamente il tutto mentre il tutto cuoce, a fuoco lento,  per altri due minuti, e mentre si versa il resto dell’acqua di cottura messa da parte. Dopo due minuti i rigatoni al pesto sono pronti per andare in tavola, ornati con foglie intere di basilico. E’ necessario che il basilico sia “vesuviano”.

 

I filosofi “problematici“, Seneca, Montaigne, Pascal, Leopardi, sii interessano solo di morale e di etica, partono dall’esperienza personale, meditano non sull’uomo, ma sugli uomini, e non dimenticano mai che siamo non solo intelletto, ma anche cuore, fegato, milza e via dicendo. I filosofi problematici i problemi non li risolvono, li pongono. Di ogni situazione ci svelano un lato, un aspetto, un punto che ci erano sfuggiti. Non amano la folla, non perché siano intellettuali da salotto buono, come quelli che si dichiarano di sinistra e hanno la puzza sotto al naso: ma perché per loro esiste solo la soggettività inimitabile di ogni singola persona. Il rigatone è, nella filosofia della pasta, il simbolo della scuola dei “problematici“. Il rigatone è un tipo perfetto: ha in sé il cerchio, il cilindro, le curvature della geometria non euclidea e della fisica di Einstein, ha le rigature, simbolo concreto di un mondo che non è liscio, non è levigato, e, per fortuna, non è tutto piatto. La forchetta che infilza più di un rigatone alla volta fa sacrilegio: non ci saranno mai due rigatoni uguali, perché il condimento, avvolgendo, cospargendo e invadendo ciascuno di essi in modo e in misura diversi, ne esalta la specifica individualità. Ma questo piatto richiama la filosofia “problematica” anche per il pesto di pomodori secchi.  Napoli ha fatto del pomodoro, d’’’a “pummarola”, l’immagine della vitalità positiva, della freschezza energica e solare,  ha irriso le chiacchiere di certi filosofi che vedevano nel rosso ortaggio il fratello velenoso della mandragora, il pomo gonfio di spiriti malvagi. Il pomodoro è, per i Napoletani, simbolo del fascino del presente, della sensualità delle apparenze. Ma il pomodoro secco è come l’intelletto di Wittgenstein che si è liberato del tutto dai lacci dei sensi, dagli amabili inganni della percezione, e segue solo la via diritta e tagliente della logica: una via  spesso anche crudele, perché va, implacabile, fino al cuore del Vero: e il Vero, diceva Giacomo da Recanati, può essere arido.

In un’età come la nostra  che ci sommerge, in ogni ora del giorno, in una lava di chiacchiere, di stroppole, di false notizie,  nel turbinio delle scostumatezze di miserabili “macchiette” che si permettono di tentare di prenderci, diciamo così, per i fondelli – e tentano, perché sono convinti, quei tizi,  di essere più intelligenti e più astuti di noi -,  in un tempo come il nostro in cui un napoletano, a cui il fato ha assegnato  il compito di comandare e di dirigere, si augura, platealmente, che Napoli tutta venga data alle fiamme, con i suoi abitanti: in un mondo così il  “piatto di rigatoni con pesto di pomodori secchi”  prima ci fa vedere l’essenza pagliaccesca delle cose, poi ci fa capire – l’intuizione dell’ intelletto filosofico-   qual è la reazione giusta al “macchiettismo” quotidiano, infine ci fornisce i mezzi per eseguirla, questa reazione, nel miglior modo possibile.

E spesso la reazione giusta è quella che nel film “L’oro di Napoli” Eduardo, nelle vesti del prof, Don Ersilio Miccio, suggerisce per smontare l’arroganza e la presunzione del duca Alfonso Maria di Sant’Agata dei Fornari, che si crede il padrone di tutto: e niente meglio di un “pernacchio” può “sfarinare”,  oggi come ieri, l’”io sono, io posso, io dico” delle “macchiette” che sono salite, anche per colpa nostra, sul palcoscenico.  Ma  il “pernacchio” deve essere di “testa”,  deve essere modulato nell’assoluto rispetto del ritmo e degli accenti, deve diventare,  per le orecchie del bersaglio, un messaggio chiaro: “ Nun te scurdà chi si’: ‘o ssai che ssì ‘na macchietta,’no chiochiaro,  ‘no sciascillo, ‘no totaro, ‘no strucchione”. E  di parola in parola il bersaglio “ si scaravugliarà”, si scioglierà, in un “matreco di lota”, in una piccola pozzanghera di fango, diciamo così.

Grazie alle virtù del basilico “vesuviano”, dei pinoli e delle mandorle, la voce del “filosofo” diventa chiara, potente e duttile, e il suo “pernacchio di testa” sembrerà eseguito da un’intera orchestra.

 

 

 

 

Adv

In evidenza questa settimana

Ottaviano rende omaggio a San Michele: il Volo dell’Angelo che ha emozionato il paese

San Michele ha chiamato e Ottaviano ha risposto a...

Da Pompei a Napoli, Leone XIV tra noi: “Stato necessario contro la camorra”

Una giornata intensa, carica di emozione, spiritualità e messaggi...

Marigliano, la videosorveglianza incastra gli sversatori: oltre 100 telecamere attive

Ancora un intervento della Polizia Locale di Marigliano contro...

Pomigliano d’Arco, grande partecipazione per l’ incontro su punti di forza e criticità della Sanità Campana

Riceviamo e pubblichiamo   Pomigliano d’Arco, 8 maggio 2026. Si è...

Somma Vesuviana al voto, Arte, cultura e territorio: idee e visioni per il futuro

Riceviamo e pubblichiamo A Somma Vesuviana, l'arte non è solo...

Argomenti

Da Pompei a Napoli, Leone XIV tra noi: “Stato necessario contro la camorra”

Una giornata intensa, carica di emozione, spiritualità e messaggi...

Marigliano, la videosorveglianza incastra gli sversatori: oltre 100 telecamere attive

Ancora un intervento della Polizia Locale di Marigliano contro...

Somma Vesuviana al voto, Arte, cultura e territorio: idee e visioni per il futuro

Riceviamo e pubblichiamo A Somma Vesuviana, l'arte non è solo...

Somma Vesuviana, le parrocchie promuovono un confronto pubblico in vista delle amministrative

Riceviamo e pubblichiamo. Giovedì 14 maggio, alle ore 20.00, presso...

Giornata di studi e consegna del Premio Davide Sampaolesi

La Soprintendenza di Napoli organizza il convegno Incontro al...
Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv