La logica è sempre la stessa: “non a casa mia”. Già, perché dopo il no del sindaco di Giugliano, Antonio Poziello, all’apertura di un sito di stoccaggio provvisorio dei rifiuti nel suo territorio, a Cava Giuliani, in vista della chiusura temporanea dell’inceneritore, a settembre, ieri è giunto anche il parere negativo del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, dove pure è stato individuato un altro impianto per il deposito temporaneo degli scarti. Lettieri però, in una nota inviata alla Regione, sostiene sostanzialmente che l’impianto individuato ad Acerra sia “abusivo”. Impianti di stoccaggio per i quali la Sapna, la società della Città Metropolitana che li gestisce, il primo luglio ha chiesto la riapertura alla conferenza dei servizi istituita presso la Regione. Obiettivo: stoccare le 40mila tonnellate di rifiuti che non potranno essere inceneriti nel forno del termovalorizzatore durante lo stop per manutenzione programmato dal 26 al 31 agosto (fermo parziale) e dal primo al 28 settembre (fermo totale). E senza impianti di stoccaggio provvisorio c’è il concreto rischio che un’ennesima emergenza sanitaria travolga a breve Napoli e i comuni dell’area metropolitana campana. L’impianto individuato ad Acerra è il sito di località “Pantano”, ubicato davanti al termovalorizzatore, tra i campi coltivati. Ha quattro enormi piazzole di cemento armato. Due sono ancora piene di rifiuti accumulati durante le emergenze dei primi anni Duemila. Le altre due sono vuote ed è qui che dovranno essere messe le 21mila tonnellate di scarti solidi urbani indifferenziati che non potranno finire nell’inceneritore. Le altre 19mila tonnellate sono destinate a Cava Giuliani. La giunta regionale sta lavorando con speditezza per scongiurare una crisi di fine estate che nessuno vuole. < Non entro nelle polemiche e nel merito dell’individuazione da parte di Sapna dei siti provvisori – spiega Fulvio Bonavitacola, vice presidente della giunta regionale con delega all’ambiente – noi venerdi mattina abbiamo tenuto una riunione con gli enti d’ambito regionale: li abbiamo invitati a fare una programmazione dei siti di stoccaggio. Nel contempo abbiamo attivato le procedure di gara per le evacuazioni dei rifiuti, che consentiranno la rapida diminuzione del deposito temporaneo una volta fermo il termovalorizzatore >. La macchina regionale è in azione. Ma i sindaci di Giugliano e Acerra si sono messi di traverso. Più quello di Giugliano che quello di Acerra per la verità. Poziello infatti è durissimo. In un comunicato ha annunciato che < accoglierà con i forconi i camion che porteranno i rifiuti e che li farà sequestrare tutti >. Si trincera invece dietro una complessa quanto discutibile spiegazione burocratica Lettieri, che è anche consigliere della Città Metropolitana. Nel parere negativo spedito alla Regione il sindaco di Acerra afferma che il sito del Pantano oltre che < in contrasto con il piano regolatore > sia < il frutto di un’ordinanza commissariale del 2005 annullata per illegittimità dal Tar a causa della mancata valutazione d’impatto ambientale >. Lettieri sostiene anche che l’impianto non sia nella disponibilità della Sapna ma che in realtà < dovrebbe essere della Regione >. Dichiarazioni diramate ieri attraverso i social e che hanno lasciato di stucco gli ambientalisti. < In modo velato e ambiguo – commenta Alessandro Cannavacciuolo, ecologista – Lettieri dice che il sito del Pantano è abusivo. Ma allora perché nei suo 7 anni di governo non ha mai firmato un’ordinanza per la sua rimozione e per il ripristino dello stato dei luoghi, visto pure che si è incendiato due volte ? Voglio dirgli che le sue bugie hanno le gambe corte e che è meglio che si risparmi questo ipocrita teatrino della politica. Gli faremo vedere noi cittadini come ci si oppone davvero a un progetto che è un pugno in faccia a tutti gli acerrani >.
pino neri








