Si apre oggi il Giubileo degli ammalati, che si concluderà il 12 giugno con una Messa molto particolare in Piazza San Pietro.
Il valore sacro della vita del malato “non scompare né si oscura, ma brilla con più splendore” nella sua sofferenza. Lo ha ribadito il Papa ai dirigenti degli Ordini dei medici di Spagna e America Latina, ricevuti in Vaticano alla vigilia del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili, in programma dal 10 al 12 giugno. Il Vangelo sarà rappresentato in piazza San Pietro da disabili. Nella Messa di domenica con cui il Papa concluderà il giubileo dei malati, per la prima volta in piazza San Pietro la lettura del Vangelo sarà drammatizzata da persone con disabilità mentale e intellettiva, per permettere la comprensione a pellegrini con disabilità mentale e intellettiva. Sia per la Messa che per gli appuntamenti di catechesi e ludici dei prossimi giorni, saranno utilizzati una serie di mezzi adatti a persone non vedenti, sorde o mute. Ci saranno alcune accortezze che meritano di essere menzionate: il servizio liturgico e le letture saranno affidate a persone con disabilità, in particolare tra i ministranti ci saranno alcuni ragazzi down e con disabilità intellettiva, un diacono sordo dalla Germania, la prima lettura sarà fatta da un disabile spagnolo, la seconda lettura, in inglese, sarà letta in Braille da una ragazza non vedente, e tutto sarà tradotto nella lingua internazionale dei segni, e la preghiera dei fedeli nelle diverse lingue sarà espressa da ammalati e disabili di diverse nazionalità. Questo tipo di attenzioni per i disabili e malati, anche nella liturgia, dovrebbero esser quotidiane, nelle nostre parrocchie, ma a maggior ragione sono state volute per il Giubileo dei malati e disabili. E, in occasione del Giubileo dei malati e dei disabili, l’Istituto Serafico di Assisi avrà un ruolo fondamentale nello svolgimento della due giorni. Il tema principale sarà la liturgia adattata di cui l’Istituto si è fatto promotore in questi anni, a complemento dei percorsi di cura dedicati ai bambini e ai ragazzi disabili gravi. Nella convinzione che si prega anche con il corpo, la catechesi liturgica presso l’Istituto trova il suo punto ispiratore nella Parola offerta dalla liturgia della domenica, che si cerca di calare nel contesto di vita “di quei” ragazzi disabili. Il Serafico è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime come, tra le altre, cecità, sordità, epilessia, ritardo mentale e patologie neurodegenerative. Ed io, personalmente, con la mia parrocchia del Rosario di Pomigliano d’Arco, ho sperimentato la bellezza, in un pellegrinaggio nella città di Francesco, di una liturgia vera, animata da questi ragazzi, che cantavano, suonavano, leggevano e servivano Messa con gli occhi, con le mani, con i piedi, ma soprattutto, col cuore. E’ stata la Messa più bella della mia vita. Anche i fedeli ricordano ancora, con commozione, uno dei momenti liturgici più belli della loro esistenza. Davanti a Dio il cuore è molto più importante di un corpo sano. Se è questo per Dio, deve essere così anche per noi. I diversamente abili non sono un problema, ma una risorsa per la Chiesa e per la società. Qualche volta, guardandomi in giro e vedendo la serenità di tanti miei amici disabili, mi domando chi sono i “veri” disabili e i “cosiddetti” “veri” abili.
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