I cristiani perseguitati

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I cristiani sono stati sempre perseguitati. Anzi, il banco di prova della testimonianza evangelica, quella vera, è proprio la persecuzione.

Lui ce lo aveva detto: “Hanno perseguitato me….”. Ma nessuno poteva prevedere quanto è successo a Pasqua: l’attentato terroristico nel parco giochi di Lahore nella Domenica di Pasqua è stato uno dei  più sanguinosi  contro i cristiani in Pakistan . È tradizione anche in Pakistan, come del resto da noi, che dopo la liturgia pasquale si esca per festeggiare con la famiglia e gli amici. E i terroristi, non potendo colpire le chiese, protette dalle forze di sicurezza,  hanno scelto un altro obiettivo, quello della festa di famiglia. La carneficina di Pasqua a Lahore, dove hanno perso la vita più di 70 persone tra cui 30 bambini, è stata rivendicata da una fazione dei talebani pachistani, nota per la ferocia dei suoi attacchi nella regione di Peshawar negli ultimi mesi e che un anno fa aveva attaccato, di domenica, due chiese nel periferico quartiere cristiano di Lahore,  dove morirono altre 17 persone. In  Pakistan è presente una  minoranza cristiana. E proprio questi luoghi cristiani sono stati attaccati negli ultimi anni con maggiore violenza. Tuttavia questa situazione drammatica non ha impedito loro di celebrare le grandi feste cristiane di Natale e Pasqua con una devozione e una partecipazione vaste e commoventi. La minoranza cristiana raccoglie, tra tutte le denominazioni, poco meno del 2% della popolazione. I cristiani appartengono quasi tutti alle classi più povere, sono impiegati in lavori umili e faticosi. Generalmente vivono in quartieri marginali delle grandi città o in villaggi cristiani che purtroppo, recentemente, sono stati a loro volta bersaglio di attacchi violenti. Si tratta di una minoranza viva, vibrante, non silenziosa e non nascosta. I cristiani sono cittadini pachistani e lo riaffermano in ogni circostanza. Non sono e non si sentono stranieri e sono presenti nella vita pubblica del Paese. I cristiani hanno scuole, ospedali, centri di carità. Sono luoghi aperti a tutti, specialmente ai musulmani che rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini, il 97%. Sono luoghi di convivenza, pacifici, dove si mostra la possibilità di abitare insieme la città dell’uomo nel rispetto e nella pace tra tutte le componenti etniche e religiose della società. Nelle scuole cattoliche imam vengono a insegnare le ore di religione islamica agli studenti musulmani, mentre gli alunni cristiani studiano il cristianesimo. Eppure, nonostante tutti questi aspetti positivi di bella convivenza,   sembra quasi che  oggi gli ideali di pace possano essere spazzati via da una forma di estremismo violento e cieco, quello dei talebani, che non riconosce le minoranze, attacca la convivenza pacifica e punta alla creazione di una sorta di califfato che vorrebbe comandare l’intero Paese.  Sono fenomeni sempre più aggressivi e spregiudicati, di fronte ai quali l’apparato statale non sembra preparato. E tante sono anche le vittime musulmane di questi attacchi terroristici. Non è, quindi, un attacco solo ai cristiani. Certo le domande possono essere tantissime. Ma la risposta, per noi cristiani, è ancora una volta  nella Croce di Cristo. E, i cristiani, imitano il Maestro.

Anche se abbiamo tutti la speranza che un giorno ci sarà la pace. Dopo i tempi durissimi di questi giorni, anche nella nostra Europa.

ANNUNCIARE, DENUNCIARE, RINUNCIARE

http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

(fonte foto: rete internet)

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