La Guardia di finanza scopre in tutta Italia comportamenti irregolari. L’Autorità per l’Energia sanziona le aziende che ora corrono ai ripari.
La serietà aziendale non si acquista sugli scaffali degli ipermercati. I vecchi capitani di industria se la sono sudata. Abbagliate dalla concorrenza e dai metodi della new economy, con anni di ritardo rispetto ai mercati globali, invece, le nostre aziende energetiche non si sono fatte scrupolo nel raggirare migliaia di famiglie. I loro servizi, le loro offerte commerciali ci disturbano a telefono quotidianamente. Chiamate ad ogni ora del giorno con proposte tanto noiose, quanto accattivanti. Una commistione pubblico-privato senza precedenti, sulla quale è intervenuta l’Autorità che regola l’energia in Italia, l’AEEGSI. Migliaia di reclami del 2016 ci danno finalmente sollievo da patologiche intrusioni nella nostra privacy. La commercializzazione di prodotti è sacrosanta, ma ci vuole misura e garbo nel catturare clienti. Sono di questi giorni le multe per colossi come Iren ed Estra, una batosta di 1,6 milioni di euro grazie al lavoro della Guardia di finanza. Per il Presidente dell’Autorità dell’Energia, Guido Bortoni, combattere i comportamenti distorsivi del mercato è un successo da rivendicare con orgoglio. Gli occhi (e le orecchie) dei finanzieri si erano già concentrati su Enel, Eni, Acea, Hera, tutte accusate e punite per non aver rispettato regole ben chiare. Un sistema collaudato in tutta Italia, offrendo servizi integrati di elettricità e gas. In pratica una sola bolletta da pagare. Nulla di male, un pizzico di progresso, usando tecniche commerciali, in verità, in calo fuori dall’Italia ma che implicano investimenti da capogiro. Ma quando si scoprono contratti non richiesti da nessuno, firme false, informazioni ingannevoli e tanto altro, il rispetto per il consumatore e l’etica d’azienda sono sotterrati. Telefonata più, telefonata meno, le aziende sanzionate hanno guadagnato maldestramente contratti e attivazioni di forniture false. Epperò, davanti alle contestazioni della Guardia di finanza hanno collaborato. Hanno ammesso la pessima condotta e per premio si sono viste ridurre le somme delle multe. Hanno studiato subito modifiche alle procedure confessando di non aver rispettato la legge del 2014 sulla trasparenza e la tutela dei consumatori. Le truffe rientreranno e tutto dovrà andare a posto. Le aziende faranno i conti al loro interno, alla ricerca di una credibilità fortemente compromessa. La fiducia dovrà avere un lieto fine. Gli impegni saranno sorvegliati nell’interesse dei consumatori. Ma ci voleva proprio la Guardia di Finanza per essere seri?



