Perché il calcio è diventato un business? Perché girano tutti questi soldi?
Gli introiti relativi ai biglietti, per una società sportiva, rappresentano meno del 10%. A seconda se lo stadio sia di proprietà o meno, bisogna poi sottrarre l’affitto al comune.
E il restante 90%? Marketing, diritti televisivi, gadget, sponsor.
Per cominciare a dare un’idea delle cifre di cui stiamo parlando basti pensare che recentemente Adidas ha firmato un contratto con la Juventus FC di circa 100milioni in tre anni.
La tendenza odierna di tutti i club è ampliare il proprio mercato, in particolare verso l’Oriente e l’America. L’interesse principale è esportare il proprio brand, renderlo noto anche altrove. Non a caso a breve il 48% dell’AC Milan apparterrà ad un thailandese, e il presidente miliardario della FC Inter è indonesiano.
È da qui che vengono i soldi, non ancora dai mercati, ma da queste operazioni: puro marketing. Questi stessi soldi vengono poi reinvestiti dalle società in strutture, compreso il calcio mercato, quindi nel profilo tecnico delle squadre.
È chiaro che il calcio, anche in quanto sport, è mosso da interessi economici.
Il calcio inglese è molto avanti rispetto a quello italiano, dal punto di vista economico prima che tecnico. Il contratto televisivo firmato quest’anno dai club inglesi con Sky è di 7miliardi di euro per tre anni. Il valore del contratto è secondo solo a quello della NFL (lega di baseball americana).
È chiaro che i 7miliardi non saranno equamente divisi tra tutte le squadre, però sicuramente la società inglese più piccola ha più soldi di una società italiana. Infatti, il budget proveniente dai diritti televisivi su cui le società di Serie A potranno contare per il triennio 2015-2016 è di (soli) 2,8miliardi di euro.
Un altro fattore importante sul bilancio è lo stadio di proprietà. Tutte le società inglesi ne dispongono, in Italia, invece, tra le grandi società solo la Juventus.
Ovviamente, anche il successo sportivo delle squadre pesa sugli introiti della società.
Quest’anno la vincitrice della Champions League, il Barcellona FC, ha vinto 37,4miliardi di euro, ai quali bisogna poi aggiungere la quota variabile del mercato televisivo che, come detto, non è una somma irrisoria.
Nel 2014, il Napoli ha chiuso il miglior bilancio della sua storia fatturando 237milioni di euro e 203milioni di costi: l’attivo era di 34milioni!
Fortemente improntato allo spettacolo e ai profitti è lo sport americano. Probabilmente le società sportive, e le leghe, prediligono questo aspetto a quello puramente sportivo, non che poi il risultato e la qualità finale non siano importanti.
Ciò che permette al modello americano di essere quello che è, è l’ampio margine a disposizione sulla regolamentazione interna, dato dal fatto che le leghe sono chiuse.
Oggi, il punto di riferimento dei club italiani è proprio questo: tutto verso il business e lo spettacolo.



