Ma il Pd giudica inutile l’approvazione del regolamento in consiglio comunale.
Un’area di sviluppo produttivo per la quale cinque anni fa la Regione Campania aveva disposto un finanziamento europeo destinato al completamento. Ma l’area destinata all’insediamento di attività artigianali e commerciali è ormai una discarica di rifiuti a cielo aperto. Tra pali della pubblica illuminazione ( non funzionanti, strade e piazzole ( asfaltate dodici anni fa e quindi consumate ) resta solo l’immondizia. Un valanga d’immondizia. Intanto la Regione Campania ha avvisato il comune. ” L’area d’insediamento produttivo è quasi inaccessibile e deteriorata per cui abbiamo avviato la procedura per la revoca del finanziamento “, ha fatto sapere con una lettera, spedita al sindaco Raffaele Lettieri, il responsabile del dipartimento regionale per lo Sviluppo Economico, Francesco Paolo Iannuzzi. L’ultima chance per non perdere i soldi è stata offerta fino a ieri dalla Regione. Entro sabato infatti il comune doveva inviare al dipartimento un atto del consiglio municipale attraverso cui fossero spiegate le ragioni del degrado in cui versa l’area “pip” di località Marchesa, lo stato contabile del procedimento relativo e le nuove iniziative per rimettere in piedi ciò che sembra perduto. Ieri, quindi, è arrivata la risposta della maggioranza consiliare, che in mattinata ha approvato un documento in cui sono contenute le controdeduzioni richieste e il regolamento per l’assegnazione dei suoli. E ora si spera che non venga persa anche quest’occasione. Il dipartimento regionale giudicherà la risposta appena deliberata. Per la verità il primo bando, con tanto di regolamento, per l’assegnazione dei suoli dell’area pip risale a venti anni fa. Non se ne fece più nulla. Motivo: troppo elevati i prezzi di vendita degli spazi. Standard che un’economia a pezzi come quella acerrana non può permettersi. La politica ha quindi assecondato il rifiuto dei piccoli imprenditori e artigiani del territorio di trasferire le loro attività in quella zona, peraltro confinante con l’Ipercoop di Afragola e con gli altri centri commerciali annessi. Impianti con i quali non c’è stato uno sviluppo coordinato e armonioso non foss’altro che per il fatto che nella zona di Acerra poco o nulla è stato realizzato. C’è però da dire che finora sono stati spesi più di 7 milioni di euro per asfaltare e realizzare le opere primarie, rimaste incomplete. Danaro praticamente gettato al vento. Dal canto suo il Partito Democratico di Acerra in un comunicato sottolinea che ” il consiglio comunale, ancora una volta mortificato e delegittimato, non si è pronunciato sulle contestazioni mosse dalla Regione Campania, ma ha approvato un regolamento sull’assegnazione dei suoli che ovviamente non rappresenta né la documentazione richiesta dalla Regione né la relazione sulla stato dei luoghi e dei lavori. A questo punto – anticipa il Pd – siamo fortemente preoccupati dalla sempre più concreta eventualità che questi finanziamenti siano revocati e, pertanto, salutaiamocon favore ogni iniziativa tendente ad accertare le gravi responsabilità dei ritardi nell’attuazione del piano degli insediamenti produttivi, essenziale per lo sviluppo e l’occupazione, in una realtà come Acerra, avvinta dalla crisi economica “. Quindi la stoccata alla maggioranza Udc-liste civiche, maggioranza che si autodefinisce di centro ( virgola ) sinistra: ” Il tempo dei giochetti e dei trucchetti sta miseramente fallendo sotto il peso delle enormi responsabilità di chi rappresenta, senza soluzione di continuità, il potere al comune di Acerra da oltre due lustri. Nel ringraziare i consiglieri comunali dell’opposizione per l’impegno profuso in questi giorni, il Partito Democratico chiede a tutte le forze sane della città di non abbassare la guardia, perché – tra bluff e rilanci irresponsabili – questa avventuristica esperienza amministrativa si sta giocando il futuro di Acerra “.



