I cartelli si sfidano a Casalnuovo. In pieno giorno cade sotto i colpi dei killer Giuseppe Ilardi, 26 anni, marito e papà di un bimbo.
Nel territorio a est di Napoli la guerra per il controllo della cocaina si è aperta con l’uccisione di Giuseppe Ilardi, un ragazzone di 26 anni crivellato di colpi da due killer in pieno giorno, all’una, tra i passanti, davanti all’ingresso di una scuola elementare e soltanto venti minuti prima che i bambini uscissero dal primo circolo didattico Antonio De Curtis, sul centralissimo corso Umberto. Intanto in base alle prime indagini si profila la peggiore delle ipotesi e cioè che questo assassinio avvenuto con modalità tanto eclatanti possa segnare l’inizio di una guerra per il dominio completo dello spaccio della polvere bianca, un conflitto tutto interno al territorio di Casalnuovo e alle sue fazioni camorristiche. Giuseppe Ilardi infatti era molto giovane ma il suo curriculum e le sue frequentazioni lo collocano come il guardaspalle di Antonio Barone, 43 anni, considerato il reggente di Casalnuovo per conto del clan Veneruso-Rea, gruppo che ha le sue basi nella vicina Volla e nella frazione di Casarea di Casalnuovo. Barone era stato accusato dai Gallucci, clan storico di Casalnuovo, e per questo motivo era stato arrestato ed era finito sotto processo. Ma è stato assolto e quindi scarcerato, a luglio. Di lui Ilardi era anche l’autista. I killer, due a bordo di una moto, hanno sorpreso il giovane all’una meno dieci del pomeriggio di ieri mentre guidava la Smart biposto del boss. I sicari si sono avvicinati alla vettura ferma all’incrocio da dietro, nel punto in cui via De Curtis incrocia il corso Umberto. Hanno fatto frenare la moto tra il marciapiede su cui le mamme stavano aspettando che i loro figli uscissero di scuola e la macchina. Quindi hanno sparato una serie di colpi sul deflettore della portiera lato guida, oltre la quale la vittima si trovava seduta. Ilardi è stato investito dai proiettili. E’ morto subito. Un’esecuzione praticamente perfetta. La gente non ha nemmeno avuto il tempo di urlare. Nessuna scena di panico. I killer si sono dileguati a tutta velocità. In pochi secondi. Sul posto sono accorsi i carabinieri della tenenza di Casalnuovo, diretti dal luogotenente Fernando De Solda, il comandante della compagnia di Castello di Cisterna, il capitano Tommaso Angelone e il comandante del gruppo di Castello di Cisterna, il colonnello Rino Coppola. Poco dopo sono arrivati i parenti dell’ucciso. Urla e strepiti si sono sprecati. “Gli stavate dietro continuamente e poi l’hanno ammazzato”, le accuse gridate ai militari in dialetto dalle parenti di Giuseppe Ilardi, tra loro c’era Giovanna, la giovane moglie dalla quale la vittima aveva avuto un bimbo, che ora ha appena due anni. Sono state scene di sangue e di camorra “quotidiana” a cui hanno assistito anche alcuni bambini usciti dalla scuola. A ogni modo per evitare che tutti i piccoli della elementare vedessero quelle immagini scioccanti i carabinieri hanno disposto la loro uscita attraverso un altro varco del plesso, ubicato sul lato opposto al luogo del delitto. Ma ora le indagini appaiono come al solito complesse. L’omertà regna sovrana anche in questa fetta del Napoletano. L’ultimo grave fatto di sangue consumato nelle strade di Casalnuovo risale a sei anni e mezzo fa, quando in un noto bar della frazione di Tavernanova furono ammazzati a colpi di kalashnikov il boss Pasquale Iorio Raccioppoli e suo cugino. Qualche mese dopo fu ammazzato, ma a Gricignano di Aversa, nel Casertano, Giuliano Sovereto, genero del capoclan defunto Vittorio Gallucci la cui sorella è Raffaella Gallucci, accusatrice di Antonio Barone. 









