La sesta edizione del Premio di magistratura Aniello Ambrosio – intitolato alla memoria del Consigliere di Corte di Cassazione nativo di San Giuseppe Vesuviano e coordinato dal Comitato Promotore rappresentato da Lilia Giugliano Ambrosio – si è svolto per la prima volta a Napoli nella biblioteca De Marsico a Castel Capuano, riscuotendo un immediato successo.
Si è svolta a Napoli la sesta edizione del Premio Aniello Ambrosio: fitto il parterre di presenze istituzionali che ha voluto congratularsi personalmente con i vincitori Alessandro De Santis e Rosa Anna Capozzi, i due primi classificati del Concorso nazionale di Magistratura appartenenti al distretto della Corte d’appello di Napoli e con la fondatrice del prestigioso riconoscimento Lilia Giugliano Ambrosio, discendente del magistrato scomparso. Nel corso della manifestazione è stato anche attribuito un Premio alla carriera al già Presidente della Corte d’appello di Napoli Antonio Buonajuto, al già Procuratore Capo della Repubblica Giovandomenico Lepore e all’ex presidente del Tribunale di Sorveglianza Carminantonio Esposito.
“Questa premiazione è una iniziativa tesa a ravvivare i valori della Magistratura attraverso la memoria dell’illustre Consigliere di Corte di Cassazione Aniello Ambrosio: i due vincitori del Concorso nazionale di Magistratura Alessandro De Santis e Rosa Anna Capozzi, primi classificati e appartenenti entrambi al distretto della Corte d’appello di Napoli, rappresentano l’affermazione concreta dell’eccellenza della scuola napoletana di Giurisprudenza, vittoria non solo locale quindi ma di livello nazionale.” Questo il commento, a margine della manifestazione di Raffaele Numeroso, già Presidente del Tribunale di Corte d’Appello di Napoli.
Il presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara, invece, ha sottolineato che “viviamo in un momento particolare in cui occorre vicinanza fra le Istituzioni, la società civile e la Magistratura; con questo Premio – in un’ideale staffetta fra il passato rappresentato da Aniello Ambrosio, il presente costituito da noi magistrati in servizio e il futuro, identificabile nei due giovani vincitori – noi passiamo il testimone del ruolo che riveste la Magistratura nella difesa della democrazia e della legalità, aggiornato via via alle nuove esigenze della società, pur nel rispetto dell’impianto costituzionale che tuttavia richiede un adattamento sostanziale. Tutelare i diritti dell’uomo è una funzione complessa e la Magistratura – che dev’essere sempre la più fedele interprete dei valori del passato rappresentati da Aniello Ambrosio – ha saputo far crescere il suo Corpo e ruolo nel tempo: Napoli non è solo Gomorra, criminalità e spazzatura come credono all’estero ma possiamo affermare con orgoglio di vivere di eccellenze come questi giovani vincitori che si affacciano ora alla nostra professione, che necessita dell’indispensabile supporto dell’Avvocatura e del personale amministrativo”.
A sua volta, il Procuratore generale Luigi Riello ha affermato che “oggi ricordiamo Aniello Ambrosio, un grande magistrato e un grande uomo che continua a vivere con questo Premio che ne rende palpitanti le qualità professionali e umane e l’attaccamento a valori che non devono cambiare come la libertà culturale – connotato consustanziale del magistrato – e l’indipendenza: il giudice dev’essere svincolato dai centri di potere, una figura credibile e affidabile che confida in valori non ammuffiti per vivere questa vita professionale sacrificata ma affascinante.” Il sindaco De Magistris dichiarando di rimanere sempre un magistrato nel suo cuore ha dichiarato “Napoli, malgrado le difficoltà economiche, continua a sfornare giovani eccellenti come i vincitori, a cui auguro un luminoso futuro a difesa della legalità.”
Il Presidente del tribunale di Napoli Nord Elisabetta Garzo ha rimarcato l’importanza che fra i vincitori vi sia anche una donna, ricordando che “nel 1965 quando arrivarono le prime donne magistrato ci fu chi volle relegarle al Tribunale del Minori “per arginare il danno”: io dopo 37 anni di carriera spero di poter trasmettere alla giovane collega la gioia e l’entusiasmo di fare questo lavoro, guidato da due principi fondamentali, il rispetto delle regole, del Foro e dei collaboratori e il rispetto per chi ci sta di fronte, da giudicare con imparzialità e autonomia.” La fondatrice del Premio, Lilia Giugliano Ambrosio ha chiuso la premiazione, effettuata dal sindaco di Napoli, ringraziando “gli intervenuti, il vero Oro di Napoli qui riunito per affermare la legalità e onorare il Premio basato su valutazioni oggettive e ispirato alla figura di Ambrosio che sapeva infondere nelle sue sentenze sapienza, umanità e dottrina.



