Le attività della ditta finita nelle polemiche sono già state denunciate qualche giorno fa alla procura di Nola dagli ambientalisti. Nell’esposto si parla di una finta bonifica pagata dal Comune per far rimuovere dall’azienda in questione tonnellate di rifiuti, pericolosi e non, dalle campagne di Acerra. I rifiuti, amianto compreso, dopo essere stati sollevati dal terreno non sarebbero stati conferiti in discarica ma triturati e nascosti sul posto, proprio dove era necessario bonificare. Ora però la faccenda si complica. Gli ambientalisti lanciano infatti un nuovo allarme sul conto della ditta F.S.srl . “L’impresa è stata interdetta dall’antimafia nel 2016”, affermano Alessandro Cannavacciuolo, Antonio Montesarchio e i Volontari Antiroghi di Acerra. Gli stessi ambientalisti specificano però che l’azienda casertana è stata poi “riabilitata” nella tarda primavera del 2017. A luglio è stata infatti reinserita nella “white list” della Prefettura di Caserta, l’elenco delle aziende che, a differenza di quelle per la quali le interdittive antimafia sono ancora in vigore, possono avere rapporti con la pubblica amministrazione. “Ma la sostanza non cambia – eccepiscono gli ambientalisti – la F.S.srl ha eseguito in un modo assurdo i lavori di rimozione dei rifiuti, costati ai cittadini 46mila euro, accanto al canale Santo Spirito. L’area si presenta zeppa di rifiuti interrati, soprattutto amianto”. Lavori che sono stati conferiti dalla municipalità con un affidamento diretto a ottobre e che sono stati dichiarati dalla stessa società ufficialmente “conclusi” poco prima della fine dell’anno scorso. E’ una storia tormentata quella della F.S. srl. Due anni fa i suoi titolari, tutti di San Cipriano d’Aversa, sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta antimafia che ha fatto scattare le manette ai polsi di personaggi legati al boss Michele Zagaria e, tra gli altri, anche di un noto ex politico della vicina Marigliano che ha svolto attività politica anche nel territorio di Acerra. Durante questa delicata fase l’impresa è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia emanata dalla prefettura di Caserta. Intanto tornano le contestazioni. Stavolta a scendere in campo sono stati gli ecologisti che protestano contro l’ancora tutta da dimostrare truffa denunciata alle autorità competenti. “Noi – spiega Alessandro Cannavacciuolo – abbiamo chiesto alla polizia municipale e alla procura di Nola la messa in sicurezza dell’area, in particolare a causa della presenza di amianto friabile”. Ma l’altro ieri davanti agli ecologisti si è presentato uno “spettacolo” insolito (foto): una parte del terreno contenente amianto è stata colorata di rosso. In base a informazioni trapelate si tratterebbe di un “incapsulamento” delle fibre di asbesto. “E’ stata solo una messa in scena – rintuzza Cannavacciuolo – chi è del settore sa bene che l’incapsulamento si fa in tutt’altro modo e cioè con sostanze speciali che non sono affatto quelle utilizzate sul greto del canale Santo Spririto”.






