“Il commercio è stato ucciso dalla violenza di strada, dal degrado urbanistico e da decisioni amministrative sbagliate”. Ieri mattina è riuscita la serrata dei commercianti del centro storico. Molte botteghe dei decumani di Acerra hanno chiuso. I negozianti si sono quindi adunati in piazza Castello, epicentro dei problemi che stanno flagellando il settore. La criminalità giovanile è al primo posto delle preoccupazioni. Si invocano controlli che finora sono sembrati una chimera. Ma l’elenco delle rimostranze è lungo. Nel pentolone della protesta c’è pure la progressiva pedonalizzazione delle strade. Gli esercenti chiedono navette e parcheggi allo scopo di creare quei collegamenti ritenuti indispensabili quando un Comune vuole chiudere al traffico un’intera area. Altra questione: il degrado urbanistico. Intere zone del centro medievale stanno cadendo letteralmente a pezzi. “Siamo arrivati a un punto di non ritorno – afferma Luigi Esposito, titolare di una genepesca – i problemi sono iniziati dalla ristrutturazione di piazza Castello: un contenitore senza contenuto. Un’opera incompiuta. Un altro grave problema è la mancanza di sicurezza: se nelle strade non c’è sicurezza la gente non scende di casa. Qui dopo il tramonto non c’è più nessuno. E’ un deserto”. “Più che una riqualificazione del salotto è stata una desertificazione del salotto – aggiunge Antonio De Rosa, barista – qui manca quasi tutto. E la gente ha paura di uscire”. Il restyling di piazza Castello, culmine dell’antico decumano di Acerra, appare effettivamente zoppicante. Al centro dell’isola pedonale c’è un’orrenda recinzione di metallo che impedisce l’accesso al fossato del maniero medievale. Questo perché durante il taglio del muro di cinta è spuntato un grosso cavo dell’alta tensione che non è stato possibile eliminare. Il cavo intanto è rimasto là, a miracol mostrare. Sbarra il passo al nuovo accesso per cui è stato necessario recintare uno spazio più ampio per motivi di sicurezza. Nella stessa area c’è inoltre il problema della pavimentazione, irregolare e in alcuni punti dissestata. E dei dissuasori, che sono tutti fissi per cui in caso di emergenza le ambulanze non possono passare nella piazza tutta pedonalizzata. ”Non ci suicidiamo perché abbiamo famiglia – lo sfogo di Raffaele Montesarchio, barbiere – noi vogliamo sapere dal sindaco cos’ha intenzione di fare…le nostre manifestazioni sono pacifiche. Hanno mandato alcune persone a chiederci di non fare la serrata ma con noi non vogliono il dialogo. Poi i vigili urbani quando di presentano fanno solo le multe alle auto dei nostri clienti ma non badano all’ordine pubblico. Nel frattempo è da settembre che attendiamo risposte dall’amministrazione comunale”. Ieri i manifestanti erano preoccupati anche per uno strano episodio. “Prima della serrata – hanno riferito – alcuni poliziotti ci hanno detto che non potevamo farla”. “Ha preso un abbaglio chi ha avvertito i negozianti che non potevano fare la serrata – sostiene invece Felice Califano, presidente regionale dell’associazione dei commercianti “Aicast” – gli esercenti possono chiudere i loro negozi quando vogliono”. Il braccio di ferro con l’amministrazione comunale è evidente. Ieri in piazza è scesa in campo l’opposizione politica. C’erano Paola Montesarchio, segretaria cittadina e consigliere comunale del Pd, Carmela Auriemma, consigliere del Movimento Cinque Stelle, Raffaele Barbato, di Fratelli d’Italia, e Tommaso Esposito, di Liberi e Uguali. Hanno tutti sottolineato la “totale inadeguatezza dell’attuale esecutivo”.



