Racconta Tacito nell’ “Agricola” che la pronunciò Calgaco, arringando i Caledoni scesi in guerra contro i Romani che, guidati da Agricola, suocero di Tacito, cercavano di conquistare anche le regioni settentrionali della Britannia. La pronunciò prima della battaglia del monte Graupio, nell’odierna Scozia, una battaglia combattuta nell’ 84 d. C. (secondo qualche studioso nell’ 83) . e vinta dai Romani. La tragedia di Gaza e le dichiarazioni di Trump hanno ricordato a molti il “giudizio” di Calgaco. Correda l’articolo una foto di Gaza.
Credo che nessuna “scena” possa illuminarci sulla storia vera di questi nostri giorni meglio del discorso che Trump ha tenuto alla Knesset: ora, gli tocca veramente il Nobel per la Pace: tocca a lui, e perché no ?, anche a Nethanyau, che non a caso si chiama Beniamino. Leggiamo qualche parola di Trump: Produciamo le migliori armi del mondo, e ne abbiamo molte. E, a dire il vero, ne abbiamo fornite parecchie a Israele. Bibi (Netanyahu) mi chiamava spesso: “Puoi procurarmi quest’arma, quell’arma, quell’altra arma?”. Alcune non le avevo nemmeno mai sentite nominare, Bibi, ma le abbiamo fatte. [risate] E le abbiamo mandate lì, vero? E sì, sono le migliori. Sono davvero le migliori. E voi, beh, avete saputo usarle. Servono anche persone che sappiano [ride] come utilizzarle, e voi lo avete fatto in modo eccellente. Avete reso Israele forte e potente, e questo, in definitiva, ha portato alla pace. È stato questo a portare alla pace.”
Il premio “Strega” per la letteratura lo darei a una signora italiana che dirige l’Ufficio Stampa della Rai, la quale signora ha detto che non esiste nessuna prova del fatto che gli Israeliani “hanno mitragliato civili inermi”. Con una sola frase questa signora ha scritto un romanzo. Ora mi aspetto che qualche intellettuale “televisivo” ci sveli che a Gaza i palestinesi in questi mesi si sono divertiti e che il vero problema è che sono tutti ingrassati, altro che fame…. Ma lasciamo stare. Alice Bonandini ha raccontato, seguendolo passo passo, il percorso che la frase di Calgaco ha fatto nella storia della cultura e ha sottolineato le interpretazioni che ne diedero, tra gli altri, Erasmo, Spinoza, Rousseau, Byron. Qualche studioso ha osato perfino dichiarare che Tacito condivideva il giudizio di Calgaco sull’imperialismo Romano: ma basta leggere, subito dopo l’arringa di Calgaco, il discorso che Agricola tiene ai legionari Romani, e basta ricordare che Agricola era suocero di Tacito, per capire che questa “lettura” di Tacito antimperialista è assolutamente infondata.
Il 17 marzo 1945, sul giornale “La Stampa”, allora controllato dalla Repubblica Sociale Italiana, fu pubblicato un articolo assai duro contro il comportamento degli anglo- americani nei territori in cui il regime fascista già era stato spazzato via: “Affamatori, locuste, ecc., tutti li potrete trovare i termini che vi definiscono gli anglo-americani. Promisero radiofonicamente dovizia di pane bianco e non lasciano ai nostri fratelli che un po’ di pane nero; prospettarono la felicità e ammanniscono la desolazione; ventilarono l’agiatezza e arrecano la miseria. Ovunque fanno il deserto e lo chiamano pace.” Scrive la Bonaldini che “il caso senz’altro più noto e importante di impiego della “sententia” tacitiana come slogan è la grande manifestazione nazionale contro la guerra del Vietnam che si tenne a Firenze il 23 aprile 1967 e che fu organizzata dall’Unione Goliardica Italiana. Sul manifesto ufficiale – che, come le fotografie dell’epoca testimoniano, venne riprodotto in numerose copie e portato in corteo – campeggia la frase «hanno fatto il deserto e lo hanno chiamato pace», esplicitamente presentata come una citazione di Tacito.”.
La “sentenza” di Calgaco venne citata il 18 marzo 1968 da Robert Kennedy nel discorso che tenne davanti a migliaia di studenti della “Kansas State University” e nel quale sferrò un durissimo attacco contro il comportamento “imperialistico” tenuto dall’ amministrazione del presidente Lyndon Johnson nella guerra del Vietnam. Due giorni prima egli aveva annunciato la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Il 5 giugno Robert Kennedy comunicò di aver vinto le primarie presidenziali democratiche per la California e poche ore dopo venne ucciso da un immigrato giordano-palestinese. Nel 1973 Papa Paolo VI citò “la sentenza” di Calgaco nel suo messaggio per la “Giornata mondiale della pace”, ricordando, ancora una volta, che la Chiesa è autentica interprete dei valori della pace: “La pace, si sussume, può egualmente sopravvivere e convivere in qualche misura anche nelle più sfavorevoli condizioni del mondo. […] Ma è questo residuo di vitalità che possiamo dire vera pace, ideale dell’umanità? È questa modesta e prodigiosa capacità di ricupero e di reazione, è questo disperato ottimismo che può placare la suprema aspirazione dell’uomo all’ordine e alla pienezza della giustizia? Chiameremo pace le sue contraffazioni? “Ubi solitudinem faciunt pacem appellant.”
(fonte foto: rete internet)



