Dura interrogazione della senatrice Vilma Moronese.
Il Movimento Cinque Stelle tuona contro il governo. Al centro della polemica c’è il progetto per la realizzazione di una centrale a biomasse da realizzare in provincia di Caserta, nel comune di Calvi Risorta. Progetto che è stato anche finanziato dal ministero per lo Sviluppo con 17 milioni euro di agevolazioni. C’è un “piccolo” problema però: la società che vuole costruire l’impianto, la Iavazzi Ambiente, è stata poi interdetta per infiltrazioni mafiose. Intanto è stata depositata presso il Senato della Repubblica dal gruppo del Movimento 5 Stelle un’interrogazione indirizzata al ministro dell’Ambiente e al ministro dello Sviluppo, riguardante la società Iavazzi Ambiente e la costruzione dell’ impianto a biomasse. E’ una vicenda complessa. La società presenta un progetto il 7 aprile 2014 presso gli uffici della Regione Campania per l,a creazione di una centrale a biomasse ma durante l’iter autorizzativo il progetto ha evidenziato diverse criticità sollevate dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania. Quindi l’ASL emette parere negativo ritenendo che la messa in esercizio di un impianto a biomasse della portata richiesta possa incrementare il livello di inquinamento dell’aria. Nonostante questo, il 26 giugno del 2014, la direzione generale per l’ambiente e l’ecosistema della Regione decreta parere favorevole di compatibilità ambientale, su conforme parere della commissione VIA della Regione Campania, con qualche prescrizione però. Ma il progetto è raggiunto successivamente da un giudizio tecnico negativo, sulla documentazione presentata, dalla consulenza tecnica che la Seconda università di Napoli fornisce alla Regione Campania nel giugno del 2015 in sede di conferenza dei servizi, nonchè sempre nella stessa sede, dai pareri negativi espressi anche dai comuni di Calvi Risorta, Sparanise e Pignataro Maggiore. A ogni modo nel 2013 la società Iavazzi Ambiente già era stata ammessa con decreto direttoriale del ministero dello Sviluppo ad agevolazioni per un importo di 17,200 milioni di euro. Infine, il colpo di scena: il 13 agosto di quest’anno la Iavazzi viene raggiunta da interdittiva antimafia. ” Il M5S – scrive nell’interrogazione la senatrice Vilma Moronese – si batte da sempre contro gli impianti che inquinano i territori e ammalano le popolazioni, e questo ulteriore impianto industriale che si vorrebbe costruire in una zona dove solo pochi mesi fa è stata rinvenuta dalla Procura e dal Corpo Forestale dello Stato, la discarica abusiva di rifiuti speciali più grande d’Europa, dove a a pochi metri esiste da anni una centrale turbogas da 800 megawatt, e considerati i pareri contrari di enti come l’ASL, le amministrazioni comunali e la volontà popolare, mi sembra davvero troppo “. ” Con questa interrogazione – aggiunge Moronese -chiediamo al ministro dell’Ambiente e al ministro per lo Sviluppo di rivedere la concessione di 17 Milioni di euro alla Iavazzi Ambiente, considerato il provvedimento interdittivo antimafia, ci chiediamo infatti se è normale che lo Stato finanzi con soldi pubblici aziende in odore di mafia che non possono nemmeno partecipare ad una gara. E poi chiediamo anche alla Regione Campania di fermare il procedimento amministrativo, ci sono evidenti problemi ambientali come quelli sollevati dall’ASL. Ma non siamo i soli a portare avanti questa richiesta, ci sono da sempre in prima linea i cittadini ed i comitati che si battono senza tregua, come il Comitato per l’Agro Caleno – No Biomasse: la Regione non può ignorare la loro e la nostra voce “.
(Fonte foto: rete internet)







