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Ecco perché alle zanzare non si sfugge

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Un mix di segnali rende le zanzare precise e… pungenti. Ecco come fanno a trovarci nelle notti d’estate

Vero e proprio incubo delle notti d’estate sono loro: le zanzare. Disturbano il sonno con il loro ronzio, e soprattutto pungono, scatenando il prurito più intenso. Contro di loro sembrano inutili zampironi, citronelle e spray. Non basta neanche vestirsi di bianco o smettere di bere birra e alcolici. Sempre più spesso non resta che arrendersi a questi cacciatori perfetti. E già, perché proprio per cercare una soluzione definitiva contro questi piccoli ditteri fastidiosissimi, un team di ricercatori del California Institute of Technology e della Washington University ha scoperto finalmente come questi insetti identificano le loro vittime.

A quanto pare, i risultati della ricerca pubblicata su Current Biology svelano un complesso meccanismo che sfrutta indizi chimici, visivi e termici. Ma c’è dell’altro: le zanzare si regolano anche in base alla distanza della preda.

Gli studiosi hanno analizzato il comportamento delle zanzare all’interno di un tunnel del vento, tracciando i loro movimenti con telecamere e un software 3D. Nel tunnel hanno così fatto entrare 20 zanzare per volta, solo femmine, gravide e affamate. Eh sì, perché solo le femmine di zanzare pungono, per succhiare il sangue e nutrire così le loro uova. Grazie al tunnel di volo e ai sistemi di tracciamento, gli scienziati hanno scoperto che le zanzare individuano le loro vittime in un primo momento seguendo l’anidride carbonica (CO2) emessa dal respiro. Infatti riescono a individuare la CO2 fino a 50 metri di distanza, seguendo la scia fino a 10 metri dal loro obiettivo. A questo punto, tra i 15 e i 5 metri di distanza, vedono la vittima e si lasciano guidare dal calore del corpo, che rilevano fino a un metro di distanza.

Un meccanismo che funziona alla perfezione a quanto pare, e che incrimina per la prima volta l’anidride carbonica. Su questa si concentrano infatti le ricerche per la messa a punto di nuovi repellenti.

Perciò non resta che trattenere il respiro per più tempo possibile, sperando che insieme a noi lo trattengano anche i nostri vicini. Altrimenti l’alternativa è rendersi invisibili, o camuffarsi. Ma anche in questo caso, arrivate abbastanza vicine, potrebbero trovarci seguendo il nostro calore corporeo. Insomma sembra proprio non esserci scampo.

 

LA NATURA NEL GOLFO

 

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