La viceministro Teresa Bellanova tenta di sbloccare la vertenza del call center di Casavatore.
Finora sono state fatte solo promesse ai 220 telefonisti del call center Gepin di Casavatore. L’impianto è stato chiuso da settimane ma l’azienda romana non ha ancora inserito questi lavoratori nelle liste di mobilità. Un momento, questo, atteso dalle maestranze in vista del riassorbimento annunciato dal governo nelle altre ditte che si sono aggiudicate l’appalto finora appannaggio della Gepin, il servizio di call center per Poste Italiane. Ma il trasferimento stenta a decollare. Nel frattempo la viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha convocato per domattina, al ministero dello Sviluppo, a Roma, sindacati e delegati dei lavoratori. Forse c’è qualche novità in vista. Sta però aumentando lo stesso la sfiducia. I 220 addetti del call center, ormai smantellato, di viale delle Industrie a Casavatore non percepiscono più né lo stipendio né la cassa integrazione da mesi. Si trovano in un limbo molto preoccupante, in una sorta di tunnel dal quale non si vede l’uscita.



