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Domattina, alle nove, Luigi Di Maio tornerà da vicepremier nel liceo in cui tredici anni fa conseguì la maturità, il liceo classico-scientifico Imbriani. Qui il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico premierà gli studenti più meritevoli. Ma i giovani militanti della sinistra hanno innescato una polemica ad alta tensione. << Lunedi non saranno consentite contestazioni e nemmeno semplici interventi. Altrimenti ne pagheremo le conseguenze: ci abbassano i voti, dicono >>, denuncia Maurizia Di Buono, 17 anni ( la ragazza ha acconsentito alla pubblicazione del suo nome, ndr), rappresentante d’istituto dell’Uds, l’Unione degli studenti. Attraverso una lettera aperta, scritta su Facebook e idealmente inviata proprio al leader grillino, Maurizia ha fatto chiaramente capire che a seguito di un incontro “preventivo” tenuto nel liceo, il preside, Domenico Toscano, avrebbe minacciato ritorsioni in pagella nel caso di contestazioni a Di Maio. E il preside conferma. << Quella di lunedi non sarà una manifestazione politica – spiega – per cui se nella scuola uno si mette a fare cose strane si prende una nota. E poi la nota può influire sulla condotta e con il cinque in condotta si viene rimandati in tutte le materie >>. C’è un precedente che ha spinto Toscano a parlare così ai ragazzi del liceo che dirige. Quando a novembre Di Maio si è recato in visita all’Itis Barsanti di Pomigliano, proprio un folto gruppo di studenti dell’Imbriani ha accolto il vicepremier con un “vaffa” corale, un coro di quelli che non si dimenticano. In quell’occasione i militanti dell’Uds hanno accusato il politico pentastellato di << favorire lo sfruttamento indebito >> degli studenti attraverso gli accordi di alternanza scuola-lavoro (studenti in apprendistato gratuito presso le aziende). Uno di questi accordi è stato stipulato proprio all’Itis dallo stesso Di Maio. << Ecco – aggiunge il preside Toscano – io non voglio che Di Maio lunedi venga maltrattato ma che venga accolto bene. L’alternanza scuola lavoro è una cosa buona, che molti miei studenti trovano positiva. Quindi io sono contro il contestare per contestare, magari lanciando pure uova o pomodori: di questo mi preoccupo. Poi se uno viene e legge qualcosa contro qualcuno fa male. Si assumerà le sue responsabilità. Ma se la contestazione sarà civile non mi preoccupo >>. Quindi niente insulti o, tanto peggio, maltrattamenti veri e propri, altrimenti scattano provvedimenti. << E’ ovvio – risponde Toscano – Di Maio qui verrà in qualità di ex studente dell’Imbriani, di figlio della ex vicepreside di questa scuola, Paolina Esposito, di pomiglianese e napoletano. Penso che queste siano cose positive. Poi da punto di vista politico è un’altra questione. La parola contestazione è una cosa positiva ma i ragazzi devono anche saper chiedere civilmente. Lo ripeto: contestare per contestare no >>. Nella lettera aperta Maurizia scrive però cose ben diverse. << Sia chiaro – precisa la studentessa – non avevo intenzione di insultare il ministro e tantomeno mancare di rispetto a nessuno. Non perché si tratti di lui, certo, ma perché rispetto il mio interlocutore indipendentemente da chi esso sia. Però – puntualizza Maurizia – la scuola pubblica dovrebbe essere apartitica e non apolitica, invece mi sembra il contrario. Si favorisce un partito all’interno di una scuola pubblica (invitare il capo di un movimento politico sotto elezioni europee, insieme al sottosegretario all’istruzione dello stesso partito, per me si definisce favorire) ma non sono consentite contestazioni e nemmeno semplici interventi da parte degli studenti. In sostanza ci hanno detto: io invito nella tua scuola chi dico io, tu ascolti e stai zitto senza fiatare. Ci hanno impedito di esprimerci >>. Nella missiva si parla apertamente di violazione della libertà. << E le libertà degli studenti? Dov’è il diritto di opinione? – chiede Maurizia – sono la rappresentante di istituto così come lo era lei, tanti anni fa, ministro, e mi sento in parte responsabile di questa iniziativa promossa dalla scuola >>. Quindi il riferimento ai problemi concreti: << Di chi è la colpa se il governo taglia miliardi alla scuola? La nostra succursale, per la quale si pagano 200mila euro di affitto all’anno, versa in condizioni strutturali pietose >>. Durissima infine la critica della giovane all’alternanza scuola lavoro, anche quella che gli studenti della zona effettuano nella Fiat, e alla misure previste nel decreto sicurezza voluto da Salvini: << I giovani non hanno certo bisogno dei cani antidroga nelle classi per risolvere i loro problemi di integrazione sociale e di malessere psicologico  >>.