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Di Sarno a casa: “Pago la candidatura di mia moglie con Forza Italia”. Ecco i 3 consiglieri “disertori”

Somma Vesuviana, in 13 mandano a casa il sindaco
Tre consiglieri di maggioranza tra i firmatari: Rancella, Stanzione e Neri
Nocerino e Sommese, con la firma che manda a casa Di Sarno perdono il ruolo di consiglieri metropolitani.
Tra l’opposizione Rianna rifiuta di firmare: “Era giusto finisse l’amministrazione ma non associo la mia firma a quella del Pd”

Salvatore Di Sarno non è più il sindaco di Somma Vesuviana. Dal 2017 Di Sarno occupava lo scranno più alto di Palazzo Torino ma oggi pomeriggio la sua esperienza finisce anche per mano di parte della sua maggioranza, ossia i consiglieri del Pd Salvatore Rancella e Giovanni Stanzione, ma anche Vincenzo Neri. Il sindaco Di Sarno aveva oggi parlato ai cittadini attraverso una diretta su Facebook, annunciando cosa sarebbe avvenuto, dicendo che «avrebbe venduto cara la pelle» e dettagliando anche i motivi per cui tutto ciò si sarebbe verificato. Mentre andava in diretta, a proposito di vendere cara la pelle, DI Sarno aveva anche azzerato la giunta.

“Tutto è nato da una presunta candidatura di mia moglie nelle liste di Forza Italia alle regionali – ha detto Di Sarno – candidatura mai confermata. Ci sono stati dei contatti ma per ora non se ne è fatto nulla, sono sicuro che dietro c’è anche altro e che la nostra città è svenduta per volere di palazzo, per volontà di qualche esponente regionale. Sicuramente nelle prossime ore arriveranno le ragioni e le motivazioni di chi ha firmato la sfiducia, poiché si presuppone che con tutte le ragioni possibili per decretare la fine dell’amministrazione Di Sarno, il vulnus trovato da Pd & compagni non sia davvero la possibile candidatura di Giusiana Guerra alle regionali. «Un tale del Pd mi ha anche detto che dovevo smentire immediatamente e pubblicamente questa cosa – racconta il sindaco – io gli ho risposto con una domanda: ma se mi candidassi io tu mi voteresti? Ovviamente la risposta è stata no. Non credo mia moglie si candidi per ora, ma se volesse inseguire un suo sogno, non potrei mai essere io ad ostacolarla, anzi dovrei da buon marito aiutarla. Tutto questo però non doveva entrare per nulla nelle questioni amministrative». La vicenda è difficile ma del resto dopo l’avvio dell’amministrazione Di Sarno bis, esclusi molti degli eletti che avevano contribuito a far rieleggere il sindaco, era stato proprio il Pd a reggerne le sorti.

Nell’attesa delle motivazioni, vere o presunte, dei tredici che hanno deciso di firmare, una è già arrivata, quella di Peppe Nocerino che con la sua firma segna anche la fine della sua esperienza da consigliere metropolitano: Ecco la sua nota: «Con le dimissioni contestuali di 13 consiglieri comunali, tra cui il sottoscritto, si è posta fine all’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. È stata una scelta sofferta, ma necessaria, dettata dalla preoccupazione per le modalità con cui sono state condotte le attività amministrative negli ultimi anni. Il gruppo Siamo Sommesi, coerentemente con il proprio ruolo di opposizione, ha sempre agito nell’interesse esclusivo della città, denunciando in aula consiliare e presso gli enti sovraordinati le criticità di questa amministrazione. Non vi è alcuna finalità di parte: la nostra unica responsabilità è verso i cittadini di Somma Vesuviana, che meritano stabilità e un governo realmente rappresentativo del loro voto. Pur essendo consapevoli che il commissariamento non rappresenta una soluzione ideale, riteniamo che fosse giunto il momento di restituire respiro alla città e porre fine a una gestione condizionata da logiche estranee al bene comune. Per quanto mi riguarda – conclude Nocerino – con la decadenza dal ruolo di consigliere comunale termina anche il mio incarico alla Città Metropolitana. Si tratta di un sacrificio personale, ma affrontato con senso di responsabilità, certo che chi mi sostituirà nelle liste di Fratelli d’Italia saprà svolgere con impegno quel ruolo. Il nostro lavoro politico continuerà con ancora maggiore determinazione e presenza sul territorio».

Anche Peppe Sommese perde la carica di consigliere metropolitano e dice la sua sulla vicenda:  “Abbiamo più volte, a più riprese ed in tutti i modi sottolineato la scelta deleteria del primo cittadino di mettere da parte le regole della politica, di sovvertire il mandato elettorale, di mortificare le istituzioni e la credibilità dell’Assise cittadina, svilendo il ruolo del consiglio comunale come luogo di dibattito e soprattutto di guida rispetto agli indirizzi dell’attività amministrativa. Adesso con la stessa maturità e con la stessa responsabilità dimostrata nel chiudere questa fallimentare esperienza, le forze politiche promotrici della sfiducia hanno il dovere di lavorare sodo al fine di mettere in campo per le prossime elezioni Amministrative un progetto di qualità, ambizioso, che sappia valorizzare le enormi potenzialità di questa terra.Il mio contributo non mancherà innanzitutto per amore verso la mia città. Quell’amore che oggi mi ha portato a firmare la sfiducia rinunciando come diretta conseguenza al ruolo di consigliere delegato in Città metropolitana. Gli interessi collettivi per me hanno molto più valore rispetto ad un incarico personale per quanto conquistato con impegno e sacrificio”.

Tra i firmatari delle dimissioni troviamo tutti quelli che ci saremmo aspettati, a parte uno, ossia quel consigliere che a Di Sarno, dopo aver lasciato i banchi di maggioranza ma forse anche prima, non ne aveva fatta passare una. Parliamo di Salvatore Rianna al quale non si può non chiedere perché sulla fine tombale del governo di Sarno non c’è la sua firma. Ecco la risposta: «Era giusto finisse quest’amministrazione – ha detto Rianna – ma forse qualcuno doveva svegliarsi dopo tutte le denunce di atti illegittimi e cose dell’altro mondo che ho portato alla luce in questi anni. Non avrei mai associato la mia firma a quella del Pd. Si godano il momento di gloria».
Presto arriverà il commissario prefettizio che provvederà alla gestione ordinaria in attesa delle elezioni.

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