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Decreto sicurezza, l’anatema del sacerdote di Di Maio: “Legge disumana: non ho più niente da condividere coi 5 stelle”

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“Esprimo con decisione il mio dissenso e dichiaro che d’ora in poi non ho più niente da condividere con un movimento che ha consentito l’approvazione di una legge disumana”. Parole molto dure quelle scritte su Facebook da don Peppino Gambardella, il “sacerdote di Luigi Di Maio”, il prete operaio che fino a ieri è stato fermo sostenitore prima dell’ex vicepresidente della Camera e poi, ormai da più di un anno, dell’attuale vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Frasi che sembrano strali e che a giudicare dal tono sembrano anche preludere a una rottura definitiva con Di Maio e con il Movimento. Un pensiero tranchant  che però è stato pubblicato “a caldo” da don Peppino, vale a dire quando la rabbia era al suo culmine, appena pochi minuti dopo l’approvazione del decreto sicurezza bis, definita dal parroco della chiesa madre di Pomigliano “una legge disumana” appunto. “Una legge che punisce coloro che aiutano i migranti”, ha poi spiegato ieri il sacerdote. Ha l’animo davvero addolorato don Peppino. Ma ieri non ha voluto infierire su Di Maio e sull’M5S. Ieri il prete operaio ha in qualche modo mutato atteggiamento. “Voglio parlare solo della legge che è stata appena approvata – ha puntualizzato – non voglio esprimermi né su Di Maio né sul Movimento Cinque Stelle. Voglio solo dire che sono addolorato per questa legge disumana che penalizza chi aiuta i più deboli”.  “Io comunque non ho espresso in modo ufficiale una posizione mia sul Movimento Cinque Stelle – aggiunge il parroco – io distinguerei il mio giudizio ufficiale personale sul Movimento Cinque Stelle, che non ho intenzione per il momento di rendere noto e che dovrei peraltro valutare, dal giudizio sulla legge appena approvata”. La salute fisica del prete operaio, sempre sulle barricate per la difesa del lavoro e dei diritti, non è delle migliori. Don Peppino si è allontanato provvisoriamente da Pomigliano per tentare di stare meglio per cui in questo momento non se la sente di ingaggiare una battaglia mediatica sulla questione. Intanto però ci si chiede se nel frattempo il prelato stia intrattenendo rapporti con Di Maio e con il Movimento. “Non sento più Di Maio da parecchio – risponde il parroco di San Felice – perché lui a Pomigliano non viene e per telefono è difficile…”. Ormai lui frequenta altri ambienti… “Non lo so – replica ancora don Peppino – ognuno fa le sue scelte, ognuno risponde di quello che fa alla propria coscienza. Io nella vita voglio solo rialzare me stesso aiutando il prossimo. A ogni modo sono addolorato anche per la strumentalizzazione della religione che fa Salvini visto che ha ringraziato la Vergine Maria per l’approvazione di questa legge disumana. Gesù invece disse “ero straniero e tu mi hai accolto”: io sono un credente, sono un uomo e non mi ritrovo in questa legge che va contro gli uomini, i cittadini, il Vangelo. Io sto giudicando l’operato politico che ha portato all’approvazione di questo strumento disumano, da chiunque provenga”.