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«Criminapoli», il progetto di tre attori partenopei spopola in rete

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Tre giovani attori, passione e tecnica da filmaker, raccontano la realtà con un linguaggio diverso e non convenzionale. Si firmano «Ualler Bros», dissacranti, divertenti, promettono di volare alto.

Tre amici, tre attori, Pasquale Cangiano, Andrea De Simone, Mimmo Picardi, una passione per la comunicazione, l’arte del teatro come base dalla quale partire e un prodotto che racconta la realtà da una prospettiva diversa. I primi filmati destinati ad una cerchia ristretta, i primi successi e la cerchia che diventa sempre più vasta. Potere social, ma anche potere di un lavoro che non è certo operazione dilettantistica. Il lavoro c’è e si vede, i risultati infatti arrivano con le migliaia di visualizzazioni di oggi. I racconti comici, sottili, a volte amari, sempre realistici: «Siamo tre attori che hanno lavorato per produzioni Rai e Mediaset, affiancando nomi di spessore del panorama artistico italiano» spiega Pasquale, portavoce del gruppo oltre che interprete, soggettista e sceneggiatore. Tutto comincia dalla decisione di aprire una pagina sul social più conosciuto: Facebook, per poter sperimentare e condividere nuove forme di «Comicità sociale, non convenzionale». Nascono i «Ualler Bros» nome canzonatorio che riporta alla memoria una delle Major più potenti tra quelle conosciute. I tre amici pubblicano i primi video, un modo diverso di sorridere se non ridere di se stessi dei propri difetti, dei mille luoghi comuni legati alla nostra terra, al nostro modo di essere. Il progetto «Criminapoli» e la prima puntata «L’assalto al furgone» raggiungono in poco tempo le centomila e più visualizzazioni. Le avventure di una banda di criminali che semina il panico per la città senza sbagliare un colpo, sono un modo per raccontare con leggerezza, anche la parte più nera della realtà…

Pasquale come comincia la vostra avventura da Filmaker?

«I primi video, Pov comedy, girati cioè, interamente in soggettiva di uno dei protagonisti (point of view) erano destinati ad un pubblico amico, poi la cerchia ha iniziato ad ingrandirsi sempre più e in poco tempo, abbiamo trovato la collaborazione di un altro filmmaker Antonio Levita, che dopo aver letto la sceneggiatura di Criminapoli, ha deciso non soltanto di realizzare l’opera, ma di entrare a tutti gli effetti nel nostro team»

Tutto ebbe inizio con la pubblicazione de “L’assalto al furgone” …

«Finito quel primo episodio, che vede coinvolto un altro giovane attore: Daniele Cautiero, abbiamo pubblicato il video sulla nostra pagina e subito notato che il prodotto piaceva tantissimo. Le visualizzazioni salivano a vista d’occhio»

Potere dei social

«L’importanza dei social è proprio questa, quella di dare spazio a progetti audiovisivi autoprodotti che non godono dell’aiuto di un investitore e far sì che ci sia un rapporto diretto col pubblico per cercare di soddisfare ogni esigenza»

Può essere il vostro, un modo per raccontare la nostra realtà, per esorcizzarla?

«Se si può raccontare una realtà come la nostra… Questa infondo è una realtà che esiste ovunque. Dove c’è il bene, c’è anche il male. E comunque le cose si possono raccontare in tanti modi e la commedia ha sempre riso sul dramma»

Come si trova il sostegno per portare avanti un progetto come quello di Criminapoli, che potrebbe essere una vera Web Series?

«I fondi per la realizzazione sono sostanziali, inutile negarlo. Come essenziale finanziare progetti innovativi indipendenti che non ricevono fondi, attraverso la sponsorizzazione. Noi, negli interessi di chi ci dà fiducia ovviamente, non mettiamo un semplice logo aziendale alla fine o durante i nostri video, ma lo rendiamo un personaggio. Un protagonista parte della storia. Per i prossimi episodi molto dipenderà da chi vorrà sostenere il progetto con delle sponsorizzazioni, e Il brand avrà il suo ruolo nel contesto narrativo»

C’è un grande lavoro di squadra dietro ogni filmato, anche il più breve…

«La mia compagna Maria Giorno mi ha dato un appoggio importantissimo in questo lavoro. Come non posso tralasciare di citare Il nostro collaboratore fonico Gaetano Terracciano e Marco Ponti, Sergio Donati, Ciccio Merolla e Francesco D’Alessio per la colonna sonora originale»

Dove avete girato il primo episodio? E come ha reagito la gente comune nel vedervi per strada telecamere alla mano?

«Abbiamo girato nella periferia di Acerra nel corso delle riprese sul set, ci sono stare persone che ci hanno volontariamente aiutato. Durante una pausa, una signora ci ha calato dal classico paniere dell’acqua fresca e dei caffè!»

Cosa c’è nel vostro futuro?

«Un prossimo episodio, per cui siamo alla ricerca di sponsor. Stiamo facendo ancora i sopralluoghi. La sceneggiatura è pronta. Vorremmo fare di Criminapoli una serie più ampia magari per la tv. Ma per ora è prematuro parlarne, ci concentriamo sulla realizzazione dei prossimi episodi sperando di fare sempre meglio»

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