Gli ambientalisti chiedono misure più efficaci. Ma i proprietari dei terreni temono ripercussioni finanziarie e penali.
I carabinieri della stazione di Afragola, diretti dal lugotenente Fedele Del Vecchio, hanno sequestrato ieri mattina l’aera del campo rom di contrada Mulino Vecchio, il campo-discarica, distrutto dal terribile rogo di lunedì scorso. E’ però scoppiata una polemica a distanza tra gli ambientalisti e i proprietari dei terreni, alcuni dei quali ieri si sono recati nella zona rasa al suolo dall’incendio durato quasi tre giorni. Gli ecologisti chiedono infatti che vengano sequestrati anche i campi coltivati a mais e verdure che si trovano intorno allo spazio devastato dalle fiamme. Intanto i proprietari dell’intera area interessata dall’incendio (è una sola, grande, famiglia, nota ad Afragola) avvertono: “Non vogliamo pagare colpe che sono della politica”. I contrasti sono nati dal timore dei proprietari di dover pagare i danni e le conseguenze penali derivanti dalla nuova legislazione sulla Terra dei Fuochi. Comunque sia nel frattempo la Regione Campania, attraverso il vice del governatore De Luca, Fulvio Bonavitacola, ha fatto sapere al sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, che con ogni probabilità l’area devastata dalle fiamme sarà inserita nell’elenco dei “sir”, i siti di speciale interesse ambientale poiché particolarmente a rischio contaminazione. Entro oggi, infine, la procura di Napoli Nord deciderà sul da farsi nell’ambito della convalida del sequestro preventivo dello spazio di contrada Mulino Vecchio operato dai carabinieri. La speranza degli ambientalisti è che la procura renda più ampia l’area da sequestrare in quanto ritengono che le coltivazioni attigue al gigantesco focolaio appena spento dai vigili del fuoco siano ormai compromesse. Resta un altro, grande, problema, stavolta umanitario, legato ai rom. I nomadi, sono un centinaio, continuano infatti a rimanere accampati nella zona danneggiata dall’incendio.







