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Condono di massa nella città degli abusi: a Casalnuovo più comunali e lavoro fuori orario per smaltire 2mila richieste

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Il “progetto condono” è stato redatto ed è stata approvata anche la delibera da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Pelliccia. L’obiettivo del Comune di Casalnuovo, piccolo ma popolatissimo territorio a nord est di Napoli, è di quelli numericamente imponenti: smaltire nel più breve tempo possibile oltre 2mila richieste di condono edilizio per altrettanti edifici abusivi. Come? Facendo lavorare il maggior numero possibile di dipendenti municipali anche al di fuori dell’orario di lavoro ordinario. Proprio così: per rispondere alle migliaia di richieste di sanatoria rimaste inevase da decenni i comunali addetti al settore potranno organizzarsi come vorranno, durante il tempo libero. << Lo prevede il contratto nazionale di lavoro >>, si scrive nella delibera di giunta. Inoltre, sempre secondo quanto motivato e disposto dall’esecutivo Pelliccia sul fronte dello snellimento delle attività di rilascio delle pratiche, coloro che hanno uno o più immobili abusivi da condonare potranno anche presentare nella richiesta di sanatoria documenti autocertificati. Ma non è finita: sempre allo scopo di velocizzare i tempi di chiusura delle istruttorie per ogni singola richiesta di condono degli abusi saranno consentiti soltanto “controlli a campione” da parte degli uffici comunali preposti alle verifiche. Ricapitolando: lavoro dei comunali durante il tempo libero, autocertificazioni e controlli a campioni. E’ la linea politica adottata dall’amministrazione di questo centro dell’hinterland napoletano di appena 7 chilometri quadrati e oltre 50mila abitanti, finito più volte al centro di scandali relativi alle attività edilizie. L’esecutivo locale però tira dritto puntando proprio sulle problematiche connesse al mattone. Tanto per fare un altro esempio di questa dinamica attività amministrativa appena ieri sera la giunta cittadina ha portato all’attenzione del consiglio comunale una proposta di sostanziale modifica al piano regolatore, risalente al 1994, che prevede interventi edilizi nel centro storico. Questa però è un’altra storia. Intanto il “progetto condono” sta stuzzicando la curiosità di tante persone da queste parti. << Il servizio comunale per il condono edilizio – scrive l’assessore all’urbanistica, Salvatore Esposito – ha solo tre dipendenti che non sempre riescono a soddisfare le esigenze degli aventi diritto >>. Cifre da capogiro. A Casalnuovo sono oltre 2mila le richieste di condono rimaste inevase. 746 sono quelle relative agli immobili abusivi per i quali è stata chiesta dai cittadini l’applicazione della legge di sanatoria del 2003. 896 quelle avanzate ai sensi della sanatoria del 1994 e 547 quelle ai sensi della legge 47 del 1985. Tutte domande a cui la precedente giunta retta dal sindaco Peluso fino al 2015 non ha voluto rispondere a causa di una serie di problemi. Nel 2007 infatti il comune di Casalnuovo era stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Pietra dello scandalo furono proprio centinaia di falsi condoni edilizi finiti al centro dell’inchiesta giudiziaria su 74 palazzi abusivi sequestrati dai carabinieri. Da qui il lungo impasse sul fronte del rilascio dei condoni. Ora però la nuova amministrazione Pelliccia ha deciso di sbloccare la vicenda. In base all’ultimo report di Legambiente sull’argomento ammontano a 259.170 le richieste di sanatoria rimaste inevase a Napoli e nei 90 comuni della provincia. Oggi il peso maggiore del cemento facile è rappresentato soprattutto dall’abusivismo esistente. Secondo il rapporto “Bes” dell’Istat, nel 2015 l’abusivismo edilizio riguardava il 47,3% del patrimonio immobiliare al Sud, il 18,9% nelle regioni del Centro e il 6,7% al Nord. La Campania si conferma la regione più esposta al fenomeno, con una quota di 50,6 immobili fuorilegge ogni cento.

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