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Il gip Fortuna Basile ha emesso decreto di giudizio immediato per gli indagati di Concorsopoli, l’inchiesta che a dicembre scorso fece finire in manette l’ex sindaco di Sant’Anastasia Lello Abete, l’ex segretario comunale Egizio Lombardi, l’ex consigliere Pasquale Iorio e l’imprenditore salernitano Alessandro Montuori. Si andrà a processo il 2 novembre 2020, giorno in cui é stata fissata la prima udienza ma con tutta probabilità, i legali degli indagati chiederanno un rito alternativo, dunque la data potrebbe cambiare. 

Intanto, per  l’ex consigliere Iorio é stata revocata la misura cautela degli arresti domiciliari, misura che tra l’altro fu concessa a lui per primo giacché lasciò il carcere dopo un lungo e dettagliato interrogatorio con i pm Luca Pisciotta e Antonella Vitagliano. Per Iorio, difeso dagli avvocati Sabato Graziano e Alfonso Furgiuele, rimane in piedi l’obbligo di dimora ma é libero, in attesa del processo, di riprendere la sua quotidianità.  Tra gli indagati, che negli interrogatori hanno tutti ammesso l’esistenza di un consolidato meccanismo con il quale si truccavano i concorsi pubblici al Comune di Sant’Anastasia, a fronte di uno scambio tra denaro e posti di lavoro, solo l’ex sindaco Abete non ha collaborato con i magistrati, mentre sia Iorio, sia Lombardi, sia Montuori hanno non solo ammesso le proprie responsabilità ma di fatto confermato nelle loro deposizioni l’attivo coinvolgimento del sindaco allora in carica. Saranno i giudici a stabilire dove sia la verità, probabilmente in un procedimento con rito abbreviato nel quale gli indagati dovranno rispondere di numerosi reati, dalla corruzione finalizzata al superamento illecito di concorsi pubblici fono all’associazione a delinquere, reato che in prima istanza era stato fatto decadere dal Riesame ma che ora torna “attuale” giacché la Cassazione ha accolto in questo senso il ricorso dei pubblici ministeri incaricati. Gli altri indagati restano per ora  nel frattempo ai domiciliari, giacché i termini della custodia cautelare sono stati allungati di 65 giorni a causa del lockdown.