Campi Flegrei, prosegue lo sciame sismico. Oggi vertice in Prefettura

Prosegue lo sciame sismico in corso da ieri ai Campi Flegrei. Dopo la scossa di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quarant’anni, registrata alle 19.46 di ieri, i sismografi hanno rilevato una sessantina di terremoti nell’area del bradisismo, quasi tutti di lieve intensità.

La scossa più forte delle ultime ore, di magnitudo 3.1, si è verificata alle 5.47 ed è stata distintamente avvertita dalla popolazione, nei Comuni di Pozzuoli e Bacoli ma anche in diversi quartieri napoletani.

È convocata per le 10 di stamane una nuova riunione del Centro coordinamento soccorsi, che il prefetto di Napoli Michele di Bari ha riunito ieri. I sindaci, le forze dell’ordine, la protezione civile e tutti gli altri soggetti coinvolti nell’emergenza faranno il punto della situazione. Proseguono in queste ore le verifiche strutturali degli edifici: la scorsa notte i Vigili del fuoco hanno proceduto allo sgombero di 18 nuclei familiari in via Sannino e di altri quattro in via San Vitagliano. Il porto di Pozzuoli resterà chiuso e l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo una ordinanza di interdizione delle aree demaniali marittime sottostanti ai costoni rocciosi.

C’è forte preoccupazione tra i cittadiniCi sono stati a Bacoli cedimenti a costoni e ad intonaci di palazzi e fabbricati. E tanta paura della popolazione. Dai controlli effettuati sul territorio, in sinergia con le forze dell’ordine, non si sono riscontrate case inagibili. E nessun cittadino è stato sgomberato. Non abbiamo avuto feriti”. È il punto della situazione fatto dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, sulle conseguenze dello sciame sismico nel suo comune.

Tantissimi, a Pozzuoli e nella periferia occidentale di Napoli, hanno scelto di trascorrere la notte fuori casa dopo la scossa di magnitudo 4.7 che ha seminato danni e paura nei Campi Flegrei. Il Comune di Napoli e quello di Pozzuoli hanno attivato le aree di accoglienza di via Terracina e del Palatrincone cui si sono rivolte decine di famiglie; molti invece hanno preferito dormire nelle proprie auto o presso familiari e amici.

(Fonte foto: rete internet)