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Almaviva: Palermo è salva ma Napoli e Roma tremano ancora. Domani scioperi e cortei

Muro contro muro azienda-sindacati.  Le dichiarazioni di Mischi (Uilcom) e della viceministro Bellanova.  

 

Almaviva: i lavoratori di Palermo sono salvi ma le sedi di Napoli e Roma restano a rischio chiusura. Domani nella capitale e nel capoluogo partenopeo scioperi e cortei dei lavoratori. A Napoli il corteo partirà dalla sede di Almaviva di via Brin e giungerà fino a piazza del Plebiscito, dove c’è la prefettura.  Intanto  con l’accordo stipulato ieri pomeriggio al ministero dello Sviluppo Economico si possono considerare ormai salvi i 396 operatori del call center di Palermo, per i quali era stato predisposto un ben poco praticabile trasferimento nella sede calabrese di Rende, a centinaia di chilometri di distanza. A consentire il patto di salvataggio è stata un’altra azienda di call center, Exprivia, che assumerà, su base volontaria, nel suo sito di Palermo 298 dei 396 addetti in pericolo. Gli altri 98 dipendenti resteranno nel call center palermitano di Almaviva. Non è affatto buona invece l’ultima notizia che riguarda la procedura di licenziamento per tutti i 2511 addetti dei call center Almaviva di Napoli (845 dipendenti) e Roma (1666 dipendenti), procedura che scadrà il 18 dicembre. Questo perché c’è stata una fumata nera dal tavolo ristretto tenuto giovedi 3 novembre al Mise tra governo, azienda e sindacati nazionali. Almaviva ha ribadito che bisogna dare il via a un accordo sul costo del lavoro in deroga al contratto nazionale ma i sindacati hanno a loro volta ribadito il loro secco no. Si tratta di un flop che si aggiunge al sostanziale nulla di fatto registrato nel precedente confronto, la “plenaria” tenuta sempre al Mise, il 27 ottobre. A dare notizia di una situazione al momento senza vie di sbocco emersa dall’incontro di approfondimento di giovedi sono state, attraverso un comunicato diramato ieri, le stesse segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, che hanno quindi confermato lo sciopero per la giornata di domani in tutto il comparto italiano di Almaviva Contact. Un’astensione che sarà caratterizzata da iniziative sindacali territoriali. Ma non tutto è perduto. Il tavolo ristretto potrebbe essere aggiornato. “Al momento non c’è una data – spiega però Pierpaolo Mischi, della segreteria nazionale Uilcom – le posizioni sono cristallizzate: non possiamo fare accordi in deroga al contratto, sarebbe un’ingiustizia. Rischieremmo di destrutturare il contratto nazionale di riferimento, che tra l’altro è in fase inoltrata di rinnovo”. “L’alternativa alla mobilità è solo un’azione strutturale”, replica Almaviva, che stronca ogni entusiasmo derivante dall’accordo di salvataggio raggiunto per Palermo. “La mobilità per Napoli e Roma è tutta un’altra questione, slegata da Palermo”, chiarisce l’azienda. Ma in Sicilia c’è ottimismo. I 298 addetti Almaviva trasferiti a Exprivia conserveranno le tutele dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Soddisfatta la viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova: “I dipendenti trasferiti non solo non subiranno una perdita ma potrebbero anzi avere un trattamento economico più vantaggioso grazie a 240 mila euro che saranno distribuiti in aggiunta al salario base, per compensare gli scatti di anzianità e i livelli che verrebbero persi con il passaggio a una nuova azienda”.

 

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