Sarà eliminato a giugno il laboratorio del Cornetto e del Magnum.
L’accordo è stato stipulato da sindacati e azienda alle due di notte di ieri. E’ un’intesa che dà il via libera alla chiusura entro giugno del centro ricerca e sviluppo dell’Algida di Caivano, dove sono stati inventati gelati mitici come il Cornetto e il Magnum, e che per i lavoratori costituisce una sorta di “prendere o lasciare”: se non vuoi essere licenziato te ne devi andare in Inghilterra”. Si perché se non vorranno perdere il posto di lavoro 24 tra laureati e tecnici del centro da chiudere dovranno trasferirsi a Colworth, un villaggio vicino alla costa meridionale inglese, a quasi 200 chilometri da Londra. Altre 5 di queste figure professionali potrebbero essere ricollocate in vari impianti della proprietaria Unilever sparsi in Italia. Per i 10 operai invece la prospettiva di salvataggio è legata invece alla stipula di un contratto part time pagato solo 9 mesi. Non si sa se tutti i 39 addetti accetteranno queste condizioni imposte dall’accordo. Il rifiuto aprirà loro la strada del licenziamento previa una buona uscita in danaro. Intanto molti di questi lavoratori hanno coniugi e figli troppo legati alla realtà napoletana sia per motivi di lavoro che di studio. A ogni modo i sindacalisti che hanno firmato questo accordo sono soddisfatti. “Pur ribadendo la contrarietà alla dismissione del centro ricerca e sviluppo dell’Algida di Caivano – commentano Raffaella Buonaguro, della Fai-Cisl, Maurizio Figliolo, della Ugl Agroalimentare, Carmine Franzese, della Flai-Cgil, Maurizio Vitiello, della Uila-Uil e la rsu di stabilimento – riteniamo che l’accordo metta in sicurezza tutti e 39 i lavoratori perché ha definito un ventaglio di soluzioni che porterà gli addetti interessati a configurarsi in un sistema di ricollocazione o di uscita incentivata. Nel futuro – concludono i sindacalisti – sarà nostro impegno controllare i contraccolpi che ci saranno per effetto della chiusura del centro ricerca sulla fabbrica. C’è però da dire che ad oggi – concludono gli esponenti di categoria – per effetto degli enormi sacrifici dei lavoratori nella fabbrica del cornetto possiamo ben dire che si è invertita la rotta negativa, tanto che attualmente la fabbrica sta in salute”. Fabbrica che in questo momento però si trova in una fase di procedura di mobilità e di prolungati stop alla produzione a causa di notevoli quantitativi di gelati rimasti invenduti. L’Algida nel frattempo dà tutta la sensazione di una realtà industriale rimasta del tutto sola. Nessuna forza politica si è espressa in maniera forte e visibile sulla chiusura del centro ricerca e la Regione, che un giorno si e l’altro pure trasmette comunicati in difesa delle eccellenza campane, è stata del tutto silente sull’argomento.



