Riceviamo e pubblichiamo la nota di Coalizione Civica Acerra
Il 23 dicembre, assenti tutti gli 8 consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo, si è deliberato, alla presenza di tutti gli altri gruppi consiliari, l’affidamento della gestione operativa della piscina comunale.
Con grande enfasi, si è svolta il 25 gennaio una manifestazione, compresa di buffet e foto che troverete sui profili social, per la firma del Sindaco dell’accordo con la Federazione Italiana Nuoto. Avevamo avvertito per tempo che il procedimento seguito era viziato da diverse illegittimità e, ancora una volta inascoltati, siamo stati costretti a ricorrere alla Giustizia Amministrativa.
Nell’imminenza della prima decisione del Tar prevista tra pochi giorni, l’Amministrazione Comunale tenta di correre ai ripari rispetto ai rilievi tecnico-giuridici mossi dai consiglieri Giuseppe Casoria, Domenico Catapane, Vincenzo De Maria, Fausto La Montagna, Salvatore Maietta, Salvatore Messina, Antonio Nocera e Andrea Piatto: infatti, con delibera di giunta di proposta al consiglio n. 26 del 28.02.2025, si chiede all’organo consiliare di approvare l’accordo sottoscritto (non il 25 gennaio ma il 25 febbraio) e non dal Sindaco ma dal dirigente. D’altronde è Carnevale, tempo di bugie.
Addirittura la delibera consiliare del 23 dicembre non è numerata e nemmeno pubblicata, diventa solamente un “provvedimento consiliare”, come se Sindaco, Giunta, Segretario generale, dirigenti e consiglieri presenti, se ne vergognassero: ma non era un giorno storico per Acerra?
“La toppa che vorrebbero mettere è peggio del buco – dichiarano le segreterie politiche e i consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo – perché le furbate sugli atti firmati si vedono. Giocano con le responsabilità dei consiglieri comunali che, spesso per onor di patria, votano a fiducia o accompagnano le decisioni in nome di un presunto confronto politico. A chi in aula, scottato precedentemente con Nietzsche, citò il più semplice Luciano De Crescenzo, suggeriamo Gino Bartali: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.



