E’ tra i più antichi centri storici d’Italia e del mondo, i suoi resti archeologici si trovano esposti al British Museum ma il degrado diffuso lo mortifica fin troppo. Per questo motivo ieri il consiglio comunale di Acerra ha approvato un provvedimento finalizzato al rilancio, partendo dagli intonaci dei palazzi. Il piano del colore è stato infatti finalmente approvato (Acerra non lo aveva mai adottato). Via dunque quegli effetti “paonazzi” che deturpano prospettive e occhi di chi le osserva. Da ora in poi l’omogeneità cromatica dovrà essere la regola per chiunque intenda realizzare ristrutturazioni e altri tipi di interventi nel decumano di Acerra. Intanto stanno per concludersi i lavori del progetto di riqualificazione ambientale del centro e dell’emergenza monumentale del Castello Baronale di Acerra, con i quali l’amministrazione ha voluto valorizzare lo spazio intorno all’antico maniero, le piazze, il tracciato stradale, le pavimentazioni, l’arredo urbano, per restituirle alla cittadinanza, con una rinnovata immagine unitaria, un luogo di sosta e di incontro. Il tutto sarà accompagnato dal piano colore e dal regolamento dei materiali e della disciplina per le installazioni temporanee (dehors) per tutti gli edifici intorno al Castello. L’assenza di regole, sia per quel che riguarda la eterogenea scelta dei colori, ma anche per l’adozione di materiali di finitura e di elementi di decoro estremamente “personalizzati” e spesso di cattiva qualità o incongrui dal punto di vista tecnologico, ha comportato nel tempo esiti discordanti con i caratteri storici dell’insediamento. Il tessuto edilizio storico ha così subito una forte alterazione dei propri valori espressivi di decoro. Il Piano del Colore ha lo scopo di coordinare gli interventi pubblici e privati delle facciate intorno al Castello secondo una logica di rispetto e salvaguardia dell’ambiente e dei colori seguendo regole di esecuzione fondate sull’analisi storica dei caratteri architettonici e decorativi. La qualificazione dello spazio pubblico urbano è stata integrata anche con la disciplina per le installazioni temporanee (dehors), in modo da ottenere un programma di qualità unitario. Il piano è stato redatto dalla società napoletana B5 S.r.l. e dall’arch. Francesca Brancaccio specializzata in restauro, con la consulenza della sezione acerrana di Archeoclub.









