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Acerra, omicidio Mariniello: l’antimafia vieta alla famiglia del ras il funerale pubblico

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E’ stato vietato per motivi di sicurezza e ordine pubblico Il funerale in chiesa del ras Vincenzo Mariniello, ucciso sotto casa la mattina di domenica 17 febbraio. La decisione delle autorità antimafia è giunta a mezzogiorno di ieri attraverso un provvedimento della Questura di Napoli notificato a tutte le autorità competenti locali. In base al provvedimento ai familiari di Mariniello sarà consentita soltanto una breve cerimonia funebre da tenere alle 7 del mattino direttamente nel cimitero di Acerra, sul luogo della tumulazione del feretro. La data però è ancora da stabilire. Fino a ieri pomeriggio il cadavere del 46enne assassinato non era ancora giunto in città per cui è presumibile che sarà trasportato al cimitero nella mattinata stessa in cui sarà tumulato. Intanto questa decisione di carattere preventivo delle autorità antimafia sta già facendo scatenare risentimenti e malumori da parte degli amici del boss ucciso. Un malcontento visibile grazie ad alcuni commenti trapelati attraverso i social network. Ma nelle ore che hanno preceduto il divieto del funerale pubblico si era sparsa la voce che le esequie di Mariniello sarebbero state sontuose e molto partecipate. La famiglia Mariniello è infatti una famiglia storica di Acerra, molto ampia e con addentellati il tutto il tessuto sociale locale. C’è però il rischio di una faida di camorra dopo questo omicidio eccellente, pianificato nei minimi particolari. I killer, si parla di due sicari, hanno avvicinato Vincenzo Mariniello mentre stava uscendo a bordo della sua auto dal parcheggio della palazzina di famiglia, in via Nenni, alle spalle della chiesa di Sant’Alfonso, nel rione residenziale Parco Gravina. In quel momento il boss era a una delle sue prime uscite da uomo libero visto che aveva appena terminato di scontare gli arresti domiciliari per un traffico di droga.