Un quadro camorristico incerto quanto pericoloso .
Otto attentati a partire dal novembre del 2014. Dell’ultimo restano scene nitide, da brividi. Sequenze registrate dalle telecamere della ditta finita nel mirino dei clan. 3 e 14 del mattino di lunedi: un furgoncino Peugeot bianco sfreccia in via Trieste e Trento. Il veicolo è scortato da una Punto grigia penultimo modello. Il furgoncino passa davanti alla ditta Pacilio, fa il giro dell’isolato e sbuca da un vicoletto. Quindi punta sulla vetrata del negozio, spezza una corda di ferro, che delimita il percorso pedonale, abbatte un paletto e si schianta sul muro. A quel punto esce dal lato guida della vettura un uomo incappucciato, visibilmente giovane, che se la dà subito a gambe e sparisce. E’ in quel momento che il Peugeot prende fuoco. Un incendio evidentemente appiccato poco prima dall’uomo in fuga. Intanto le fiamme si levano alte. C’è chi esce dalle case per vedere cosa succede. Dopo venti minuti arrivano i vigili del fuoco, che spengono l’incendio quasi subito. La vetrata della ditta resta distrutta. E’ un attentato preceduto da altri sette. Dicembre: una panda rubata viene fatta schiantare sull’ingresso della ditta e quindi subito data alle fiamme. Settembre: colpi di pistola contro le vetrine del negozio. Luglio: ancora colpi di pistola sull’esercizio commerciale. Maggio: una testa di capretto appesa a una corda viene fatta trovare sul portoncino di casa Pacilio, in via Volturno, zona semiperiferica di Acerra. Marzo: colpi di pistola sulle vetrine. Gennaio: colpi di pistola sul tabellone pubblicitario della ditta Pacilio piazzato accanto alla casa di via Volturno. Novembre 2014: è il primo attentato della serie: colpi di fucile sui vetri del negozio. Nel frattempo la polizia ( l’indagine è del vicequestore Antonio Cristiano ) non esclude nessuna pista. Il quadro camorristico di Acerra è intricato. La mappa dei clan vede diverse famiglie impegnate nelle attività criminali attraverso alleanze che si rompono a seconda di interessi immediati. Ad Acerra tradimento e trasformismo sono la regola. In questa frammentazione è però possibile individuare la costante altalena tra concorrenza e cooperazione delle famiglie “storiche”: i Crimaldi , che ruotano attorno alla figura carismatica di Cuono Crimaldi (reggente anche se detenuto) e i De Sena. Accanto a loro, in posizione di volta in volta di rincalzo e appoggio o di contrasto, i De Falco-Di Fiore e i Di Buono “marcianisielli.



