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giovedì, Ottobre 28, 2021

Acerra, dopo la condanna i Pellini ci riprovano: chiesto di nuovo il sì al polo delle scorie chimiche

L’Atr presenta una nuova richiesta per la realizzazione di un polo dello smaltimento delle scorie. Il progetto era stato sospeso dalla Regione. 

 

Ci riprovano i fratelli Pellini, gli imprenditori acerrani dello smaltimento di rifiuti condannati a 7 anni di reclusione sei mesi fa, in secondo grado, dal tribunale di Napoli, per disastro ambientale. La ditta a loro riconducibile, l’Atr, ha infatti ripresentato la richiesta di autorizzazione di un progetto di smaltimento delle scorie chimiche nella sede acerrana dell’azienda, a poca distanza dall’inceneritore. Il primo progetto, quello risalente al 2005, era stato congelato dalla Regione nel dicembre scorso per una serie di carenze relative alla documentazione finalizzata alla certificazione d’impatto ambientale. Ma i Pellini non mollano. L’altro ieri hanno depositato in municipio e presso gli altri organi competenti la richiesta di autorizzazione rimodulata e aggiornata. ” Ovviamente scenderemo di nuovo sul piede di guerra “, anticipa però Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista locale.  Il primo piano di smaltimento delle scorie era stato valutato e quindi sospeso dalla Regione Campania l’11 dicembre scorso, dopo una serie di proteste di piazza messe in atto ad Acerra da centinaia di cittadini inviperiti.  Primo progetto Atr che prevedeva la realizzazione nell’area industriale di Acerra di un polo di smaltimento di circa mezzo milione di tonnellate all’anno di rifiuti chimici, liquidi e solidi, provenienti dagli impianti industriali italiani. Un polo che, una volta approvato dalla conferenza dei servizi istituita presso la Regione, si insedierebbe alle spalle del termovalorizzatore, di una centrale elettrica a olio di palma e del grande stabilimento chimico Montefibre. Intanto si attende di conoscere le specifiche di questo secondo progetto.

 

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