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Acerra, azienda indagata: il Comune revoca l’appalto 37 giorni dopo l’interdittiva

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La ditta acerrana è sotto inchiesta per truffa. La procura di Benevento il 14 ottobre ha vietato al titolare di avere rapporti con la pubblica amministrazione      

 

L’azienda è di quelle importanti ad Acerra, perché da anni fornisce una serie di servizi al Comune: dallo smaltimento dei rifiuti (anche pericolosi), alla igienizzazione dei locali pubblici, fino all’abbattimento degli alberi pericolanti. Ma la ditta è finita sotto inchiesta ed è stata interdetta dal tribunale: non può avere rapporti con la pubblica amministrazione almeno fino al settembre del 2022. Intanto il Comune di Acerra è stato costretto dalle leggi che regolano queste vicende a revocare l’ultimo appalto conferito all’azienda sulla quale pende il provvedimento della magistratura. Si tratta di un servizio di abbattimento degli alberi pericolanti affidato dall’ente il 4 ottobre scorso. Ammonta a 36mila euro. Nella delibera di risoluzione del contratto i responsabili del Comune di Acerra scrivono di essersi accorti della misura interdittiva dopo aver ricevuto la visura camerale dell’azienda durante la consegna dei lavori relativi a quest’ultimo affidamento. L’allarme in municipio è scattato quindi soltanto il 22 novembre, quando con una nota trasmessa all’ufficio competente, il responsabile unico del procedimento ha reso nota l’interdittiva. L’appalto è stato revocato il giorno dopo, martedi scorso, vale a dire a 37 giorni di distanza dalla pubblicazione del comunicato della Procura di Benevento che ufficializzava l’indagine. In quello stesso giorno, il 14 ottobre, i giornali locali on line hanno pubblicato in tempo reale tutti i dettagli dell’inchiesta, compresa la misura cautelare ai danni della società. Verso la fine di ottobre la notizia è poi rimbalzata anche sulle testate giornalistiche del Napoletano, territorio di Acerra compreso. Dunque, tempi della burocrazia che non collimano esattamente con quelli della prevenzione anticrimine negli appalti pubblici. Il titolare della ditta di Acerra, per la quale è stato appena revocato il servizio comunale, è accusato dalla procura sannita di aver truffato lo Stato durante i lavori di bonifica della discarica comunale di Puglianello, a poca distanza da Telese. L’imprenditore incappato nelle maglie della giustizia si stava occupando del trasporto dei rifiuti dalla discarica per la quale erano stati stanziati fondi europei finalizzati alla bonifica. Intanto nel suo comunicato del 14 ottobre, il procuratore di Benevento, Aldo Policastro, ha scritto di “aver acquisito gravi indizi di colpevolezza in ordine ad un complesso meccanismo artificioso creato dagli indagati e finalizzato a far figurare falsamente in atti pubblici l’escavazione, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti interrati in discarica per un quantitativo nettamente superiore alla reale consistenza nel sito e comunque rispetto a quelli effettivamente scavati, trasportati e conferiti negli impianti di smaltimento”.

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