Con il ministro degli Esteri ieri sera c’erano nel centro cittadino i candidati al Senato e alla Camera, Leonardo Impegno e Paolo Siani
C’è stato solo un piccolo gruppetto formato da due o tre contestatori. “Erano capitanati dal loro candidato del Movimento Cinque Stelle e non rispettano il pensiero altrui: a loro tutta la mia solidarietà”, scrive Dario De Falco sulla sua pagina Facebook. Il terzetto di contestatori ha urlato per un po’ la parola “onestà”, con tono ostentatamente polemico. Il fuori programma è durato qualche minuto. Alla fine gli sparuti guastatori sono stati zittiti dalla stessa folla che ha voluto ascoltare Luigi Di Maio, giunto stasera nella sua Pomigliano per inaugurare la nuova sede politica di Impegno Civico, in viale Terracciano, aperta in occasione delle prossime elezioni del 25 settembre. Centinaia di persone si sono assiepate attorno al ministro degli Esteri, che aveva accanto il sindaco, Gianluca Del Mastro, e i candidati al Senato e alla Camera dei due collegi uninominali che includono anche la città delle fabbriche, Leonardo Impegno e Paolo Siani. Proprio Impegno a un certo punto ha preso il microfono e puntualizzato: “Noi rispettiamo il pensiero di tutti, con noi tutti possono parlare liberamente. E’ il sale della democrazia. Evidentemente c’è chi non vuole la democrazia”.
A ogni modo il discorso di Di Maio è stato più volte interrotto da lunghi applausi. “Sei uno di noi”, hanno gridato dalla folla. “Sono figlio di questo territorio e grazie a voi partendo da meno cento abbiamo tutti raggiunto grandi obiettivi qui”, le parole che hanno alimentato le l’assenso della folla. “Il decreto taglia bollette è una proposta seria, credibile e fattibile – ha quindi spiegato Di Maio dal microfono – i soldi per coprirlo sono recuperabili, come del resto è stato già fatto in altre occasioni. Dobbiamo salvaguardare famiglie e imprese che non ce la fanno più con un provvedimento in grado di bloccare i costi dell’energia almeno fino a dicembre. Nel frattempo bisognerà insistere sul fronte europeo rispetto al tetto del prezzo del gas”.
Lungo poi il passaggio relativo al lavoro. “Salario minimo ma non solo – ha aggiunto Di Maio – bisognerà anche attuare la legge Europea sull’equo compenso, per riconoscere un salario dignitoso a chi ha professionalità, a chi ha lavorato tanto e ha esperienza da vendere, giovani e meno giovani”. Il ministro uscente ha anche lanciato un avvertimento, accolto da un lungo applauso: “Non dimenticate che i signori che ora vogliono governare, Salvini in testa, quando erano al governo hanno portato via dall’Alenia di Pomigliano, ora Leonardo, la sede legale, il centro decisionale degli stabilimenti aeronautici del Sud. Loro sono questo: lo smantellamento del Mezzogiorno, il suo impoverimento”.












