Era da tempo che ci chiedevamo che fine avesse fatto la spazzatura in via Campitelli e per questo, con la cocciutaggine che ci caratterizza, siamo tornati lì, a distanza di quattro mesi, a dare un’occhiata allo stato delle cose.
In effetti qualcosa di positivo c’è ed è quello che i famigerati sacconi bianchi, quelli che per mesi, se non anni, sostavano in Piana Tonda e in via Campitelli Vecchia, ora non ci sono più. Finalmente l’obbrobrio, che rischiava di divenire parte del paesaggio, è stato rimosso. A onor del vero va detto che, se si va più a fondo e ci si inoltra un po’ nella pineta, ci si renderà conto che qualche saccone se lo sono dimenticato ma confidiamo nel pronto intervento dell’amministrazione per completare l’opera.
Veniamo comunque a sapere che la rimozione dei sacconi è stata fatta lo scorso luglio ad opera del comune di Terzigno e non dalla società in house SOGESID come sperava in particolar modo l’amministrazione terzignese la quale s’è invece vista costretta, anche per una denuncia da parte del Corpo Forestale dello Stato, a rimuovere i quintali di immondizia differenziata presente in via Campitelli. Va detto anche che da differenziare, in quei sacconi, c’era ormai ben poco poiché erano già stati alleggeriti di quel rifiuto nobile, quale vetro e metallo. Probabilmente saranno stati asportati e venduti da chi sfrutta prontamente le occasioni che gli si presentano, e ovviamente non parliamo della pubblica amministrazione.
L’ingiunzione della Forestale, tesa ad evitare il rischio di incendio che comportava la presenza di quel materiale in quei luoghi, dava all’amministrazione 30 giorni per pulire l’area in questione. Cosa che ha fatto spendendo 6.000 euro di “tasca propria” e che si spera non si vogliano strategicamente addossare ai cittadini e le loro relative tasse come un certo tipo di stampa partigiana paventava. Anche perché il precedente sindaco avrebbe dovuto farlo almeno un anno prima, spendendo molto meno ed evitando una denuncia.
Inutile dire che tutto il resto, tutto quello che i sacconi non contenevano, è sparso, indifferentemente, ancora per la pineta. Tra i pini, e in particolar modo in via Campitelli Vecchia, esiste un vero e proprio campionario del rifiuto, dove è possibile riconoscere, ancora delimitato dal nastro rosso e bianco, quello speciale e pericoloso, segnalato dai volontari della manifestazione di Let’s do it Vesuvius dello scorso giugno. Allo stato attuale sappiamo che la SOGESID ha appaltato a due società, una di Roma e una di Manocalzati, la rimozione dei rifiuti sul territorio comunale per un ammontare netto di 1.500.000 euro. È previsto anche un impianto di videosorveglianza, per una spesa di 900.000 euro e in futuro, anche la bonifica di cava Ranieri.
Risulta chiaro che bonificare un territorio esteso e inquinato come quello di Terzigno non è cosa facile ma allo stesso tempo si spera che il tempo dei palliativi e delle azioni pro forma sia terminato. Auspichiamo che l’amministrazione di Terzigno s’impegni a consegnare alla cittadinanza e al Vesuviano una città degna di questo nome.






