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Somma Vesuviana, sulle rive del Rio Vignariello

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Buche lunghe e larghe lungo tutta via Vignariello. Il comune interviene con i rattoppi temporanei. Intanto, saltano i tombini e la strada diventa un fiume in piena. Il video

Larghe, lunghe e insidiose. Le buche stradali, ovvero la spina nel fianco di tutti i comuni italiani dove, anche se in misura diversa, le strade sono simili a grosse gruviere.

“L’emergenza – scrive Riccardo Bruno sul corriere della sera del 23 gennaio scorso – è sotto gli occhi di tutti: ogni giorno frana il terreno sotto i piedi, le strade si sollevano e crepano come dolci stracotti. Non solo a Napoli. E non solo al Sud. Il bollettino annota casi ovunque. Ci sono siti online, come www.voragini.it, che tengono il conto quotidiano: strada del Tormeno a Vicenza (ceduta la fognatura, baratro di tre metri); vico Ferrari a Ercolano (falla di 2 metri per 4, tre case sgomberate, decine di sfollati); via delle Carceri a Messina (scoppiato un tombino, crollo e automobilisti in coda per ore); zona Gaibanella a Ferrara («È passata un’auto, e dietro si è aperta una voragine» testimonia il macellaio); piazza Madonnella a Bari (solchi lunghi tre metri, il barista assicura: «Molti ci cascano dentro, gli offro bicchieri d’acqua per riprendersi»). A Roma le buche sono diventate tema di scontro politico.

Al Sud va peggio che al Nord, non solo perché i politici hanno gestito peggio i bilanci. Soprattutto nel Lazio, in Campania, in Puglia e in Sicilia per decenni si è scavato nelle rocce, portando via sabbia e ghiaia per costruire palazzi. E poi cave per le cisterne, cunicoli per le condutture, perfino luoghi di culto sotterranei. Camminiamo tutti i giorni sopra lastre di vetro, membrane fragili pronte a tradirci quando meno le aspetti. Se va bene piccoli squarci, se va male voragini che inghiottono auto e camion”.

Il record delle buche più lunghe però, stando all’inchiesta avviata dal corriere spetta a Napoli. Il già dissestato manto stradale di alcune strade della città partenopea, infatti, porta i segni delle violente precipitazione di queste ultime ore, tanto che è stata chiesta la chiusura di almeno tre strade per questioni di sicurezza. Non è un mistero poi che anche il manto stradale dei comuni vesuviani e nolani agonizzano in ogni angolo e , in particolare, nelle zone periferiche. Quando le piogge assumono caratteri temporaleschi come quelli di questi ultimi due giorni, alcune strade diventano vere e proprie trappole insidiose e, spesso, a peggiorare la situazione sono anche le caditoie intasate di detriti e foglie, che impediscono il normale deflusso delle piogge fino a dar vita a vere e propri fiumi in piena.

É il caso di via Vignariello, lunghissima e popolosa strada allocata a valle della cittadina sommese e, in linea d’aria, al confine di via Marigliano. Fino a ieri la strada era impraticabile a causa delle numerose e grosse buche che campeggiavano al centro dell’asfalto, tanto che il comune, sollecitato dai residenti particolarmente allarmati, è intervenuto tempestivamente per i soliti rappezzi che, tra poco meno di qualche settimana, si sfalderanno e riporteranno alla luce le insidie delle vecchie buche. Ma anche le buche, si sa, sono vittime della crisi e dei tagli alle casse comunali e bisogna economizzare. Intanto, alcuni residenti di via Vignariello , anche se abituati d a anni alla vista di buche ed allagamenti, in questi giorni hanno assistito ad un vero straripamento delle strade.

”Mai vista tanta acqua, ad un certo punto – racconta un residente – ho avuto l’impressione che la mia auto venisse trascinata via dalla furia di un fiume”. “Ci è stato detto che si sta procedendo alla pulitura delle caditoie su tutto il territorio, ma quando pensano di arrivare in via Vignariello? Forse quando qualcuno di noi avrà la peggio? Mah, è scandaloso che in una città che diventa sempre più industrializzata si assista a scene simili….Quali zone stanno riqualificando? Il sindaco dice che Somma è un enorme cantiere: forse via Vignariello non appartiene a Somma? E ora andate via per favore, ho da fare: devo liberare il mio garage dalle foglie e dall’ acqua”.

IL VIDEO

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